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Distillati, liquori, infusi, birra e sciroppi tradizionali

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Schede distillati, liquori, infusi, birra e sciroppi tradizionali - Piemonte
 Bicerin
 

Tipologia: nessuna

 

Sinonimo, nome locale:

Materia prima:

la bevanda, la cui ricetta è segreta, è ottenuta da particolari miscele di cacao, caffè lavato del Centro America, e latte intero.

 

 

Zona di produzione:

avviene ancora in poche caffetterie torinesi.

   

Calendario di produzione:

tutto l'anno

   
 

Caratteristiche organolettiche:

Il bicerin è una caratteristica bevanda calda torinese che viene servita in bicchiere, da cui il termine piemontese “bicerin” (piccolo bicchiere).

 

Invecchiamento minimo: nessuno

     
 

Tecnica di produzione:

la selezione delle materie prime è la fase più delicata per ottenere un ottimo bicerin. Per il cacao la lavorazione inizia dalla torrefazione che è molto lenta per permettere al cuore delle fave di cuocere senza bruciare l’esterno. Le trasformazioni che avvengono durante la tostatura sono di natura chimico-fisiche e portano alla reazione di Mailer la quale consiste nella condensazione tra zuccheri riduttori e aminoacidi da cui si evolvono i composti aromatici ed i pigmenti caratteristici del cacao. Le fave raffreddate vengono frantumate per eliminare la buccia (parte legnosa), raffinate e concate. La concatura serve ad ottenere la qualità reologica ottimale.
Segue la pressatura che serve a togliere parte del burro di cacao onde ottenere la polvere. Una polvere ricca di materia grassa rende il bicerin particolarmente denso. Questa polvere con aggiunta di zucchero di canna ed aromi naturali viene cotta per varie ore in appositi recipienti.
La crema ottenuta deve sempre essere mantenuta a semi-ebollizione. Il caffè e il fior di latte si preparano ancora con l’antico metodo secondo la segreta ricetta. Gli ingredienti vengono infine uniti caldi e lasciati riposare alcuni minuti prima di essere serviti. Il raffreddamento permette di dare più consistenza ai liquidi. Non è prevista conservazione del prodotto finito, in quanto il bicerin viene preparato all’istante e le proporzioni degli ingredienti possono cambiare secondo il gusto.

     

Elementi che comprovano la tradizionalità:

secondo alcuni studiosi, la formula del bicerin è legata all’omonimo locale storico denominato “Caffè Al Bicerin” che si trova a Torino in piazza della Consolata. In tale caffè, risalente al 1763 si è tramandata nel tempo la ricetta originale del bicerin.
Secondo altri, il bicerin sarebbe stato creato fin dai primi anni del Settecento (qualcuno parla esplicitamente di 1704), nel Caffè Florio di contrada di Po (ora via Po), a Torino.
Nel 1800 in ogni caso, con il sorgere dei locali pubblici, il bicerin divenne la bevanda abituale del mattino dei torinesi-bene: servita in un bicchiere con protezione e manico di metallo si chiamò bicerin. Qualcuno la chiamò anche “bicerin ‘d Cavour” con evidente riferimento al fatto che il grande uomo di stato subalpino ne era probabilmente abituale consumatore.
Del bicerin ha scritto addirittura Alexandre Dumas: “Parmi les belles et bonnes choses remarquées à Turin, je n’oublierai jamais le bicerin, sorte d’excellente boisson composée de café, de lait et du chocolat, qu’on sert dans touts les cafés, à un prix relativement trés bas”.
Dumas fu a Torino nell’agosto 1852.
Testimonianza della produzione del bicerin secondo l’originale ricetta sono le signore Ida e Olga Cavalli che hanno gestito il caffè negli anni dal 1917 al 1971.
Bibliografia:
I. Chiara Ronchetta “Botteghe e negozi, Torino 1815-1925", Allemandi, 1984
II. Dina Rebaudengo “Vecchia Torino”, TECA 1961
III. Sandro Doglio, "Le cose buone del Piemonte", UCCIAA del Piemonte

   

Note:

   
 

Fonte: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

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