Generalità

Oggi la frutta è classificata dal punto di vista nutrizionale in tre categorie:

Dal punto di vista nutrizionale le tre categorie differiscono molto tra loro.


La frutta polposa è la varietà più usata nell'alimentazione quotidiana, e solitamente quando si parla genericamente di “frutta”, oppure di “frutta fresca” si fa riferimento a questo tipo di alimento.

Nella dieta d'ogni individuo la frutta non dovrebbe essere considerata un surplus ma un alimento indispensabile, questo perchè i micronutrienti presenti hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di talune malattie.
Tra essi possiamo citare la vitamina C, il retinolo, il beta-carotene, l'acido retinoico, i tocoferoli, il selenio che secondo molte ricerche cliniche sono di fondamentale importanza nella prevenzione d’alcuni tumori (polmone, stomaco, colon).
In quest'alimento così unico, troviamo inoltre un'importante quota di fibra alimentare, oggi riscoperta per i suoi effetti anticolesterolemici (riduzione del colesterolo "cattivo") e antitumorali.
A tutte queste proprietà della frutta si devono aggiungere ad esse quelle legate alle loro caratteristiche organolettiche (sapore, profumo, colore) che rendono questo alimento veramente insostituibile nell'alimentazione di tutti i giorni e non un alimento accessorio o secondario.

Proprietà nutrizionali della frutta

Si tratta di prodotti costituiti da un'alta percentuale di acqua, che contengono una discreta quantità di carboidrati sotto forma di zuccheri semplici (soprattutto glucosio e fruttosio), sali minerali e soprattutto vitamine essenziali per l'organismo.
Trascurabile è invece l'apporto di proteine e di grassi, poco presenti in questo tipo di alimenti. Naturalmente, questa considerazione vale solamente per la frutta consumata da sola, e l'apporto di questo tipo di sostanze può crescere notevolmente se si consumano prodotti derivati o dolci che impiegano la frutta come ingrediente.
Le fibre si trovano soprattutto nella buccia ma in alcuni casi anche nella polpa di diversi frutti; la pectina, una delle più diffuse, facilita la digestione e può prevenire alcuni problemi intestinali, specialmente nei bambini.
La quantità e la quantità di questi nutrienti sono influenzate dallo stato di conservazione della frutta stessa: per questo conviene sempre consumare frutta fresca di stagione che presenta caratteristiche migliori da questo punto di vista.
È preferibile surgelare della frutta fresca prodotta localmente per consumarla in seguito (specialmente nei mesi invernali), mantenendone così i valori nutritivi piuttosto che acquistare frutta maturata in maniera artificiale o trasportata per lunghe distanze.
Quando mangiare la frutta

Consumare frutta al termine di un pasto è un'abitudine comune, ma è assolutamente sbagliato, specialmente se il pasto stesso è stato particolarmente abbondante. Infatti, in questo modo la frutta viene digerita molto lentamente, dovendo seguire il percorso digestivo degli altri alimenti, e tende a fermentare dando luogo a fastidiosi gonfiori addominali e vari altri disturbi.
Inoltre, la fermentazione dei frutti può innescare una sorta di “reazione a catena” che coinvolge nel processo anche altri alimenti, in particolare quelli ricchi di amido (pane, pasta, riso e legumi, ad esempio) che amplificano il problema.
È quindi opportuno consumare frutta lontano dai pasti principali, preferibilmente a colazione o a merenda.