Generalità

Polposa: (pere, mele, pesche, agrumi, fragole ecc)
Farinosa: (nel nostro paese le castagne)
Oleosa Fresca: (noci ma anche le olive verdi)
Dal punto di vista nutrizionale le tre categorie differiscono molto tra loro.
La frutta polposa apporta un modesto contenuto calorico che varia da un minimo di circa 11 kcall (per 100g di prodotto) per il limone fino ad un massimo di circa 70 kcall nel mandarino, ed è importante per l'apporto di micronutrienti essenziali in piccole dosi quali vitamine, sali minerali, carotenoidi.

La frutta farinosa (castagne) apporta una quota calorica considerevole dovuta alla presenza di carboidrati per circa il 40% del totale, mentre la quota proteica si mantiene sul 3-3,5% e quella lipidica raggiunge 1,5-1,8%.


La frutta polposa è la varietà più usata nell'alimentazione
quotidiana, e solitamente quando si parla genericamente di “frutta”,
oppure di “frutta fresca” si fa riferimento a questo tipo di
alimento.
Nella
dieta d'ogni individuo la frutta non dovrebbe essere considerata un surplus ma
un alimento indispensabile, questo perchè i micronutrienti presenti hanno un
ruolo fondamentale nella prevenzione di talune malattie.
Tra essi possiamo citare la vitamina C, il retinolo, il beta-carotene, l'acido
retinoico, i tocoferoli, il selenio che secondo molte ricerche cliniche sono di
fondamentale importanza nella prevenzione d’alcuni tumori (polmone, stomaco,
colon).
In quest'alimento così unico, troviamo inoltre un'importante quota di fibra
alimentare, oggi riscoperta per i suoi effetti anticolesterolemici (riduzione
del colesterolo "cattivo") e antitumorali.
A tutte queste proprietà della frutta si devono aggiungere ad esse quelle legate
alle loro caratteristiche organolettiche (sapore, profumo, colore) che rendono
questo alimento veramente insostituibile nell'alimentazione di tutti i giorni e
non un alimento accessorio o secondario.
Si tratta di prodotti costituiti da un'alta
percentuale di acqua, che contengono una discreta
quantità di carboidrati sotto forma di zuccheri
semplici (soprattutto glucosio e fruttosio),
sali minerali
e soprattutto vitamine essenziali per l'organismo.
Trascurabile è invece l'apporto di proteine e di grassi, poco
presenti in questo tipo di alimenti. Naturalmente, questa
considerazione vale solamente per la frutta consumata da sola, e
l'apporto di questo tipo di sostanze può crescere notevolmente se si
consumano prodotti derivati o dolci che impiegano la frutta come
ingrediente.
Le fibre si trovano soprattutto nella buccia ma in
alcuni casi anche nella polpa di diversi frutti; la
pectina,
una delle più diffuse, facilita la digestione e può
prevenire alcuni problemi intestinali, specialmente nei bambini.
La quantità e la quantità di questi nutrienti sono influenzate dallo
stato di conservazione della frutta stessa: per questo conviene
sempre consumare
frutta fresca di stagione che presenta caratteristiche migliori
da questo punto di vista.
È preferibile surgelare della frutta fresca
prodotta localmente per consumarla in seguito (specialmente nei mesi
invernali), mantenendone così i valori nutritivi piuttosto che
acquistare frutta maturata in maniera artificiale o trasportata per
lunghe distanze.
Quando mangiare la frutta
Consumare frutta al termine di un pasto è un'abitudine comune, ma è
assolutamente sbagliato, specialmente se il pasto stesso è stato
particolarmente abbondante. Infatti, in questo modo la frutta viene
digerita molto lentamente, dovendo seguire il percorso digestivo
degli altri alimenti, e tende a fermentare dando
luogo a fastidiosi gonfiori addominali e vari altri
disturbi.
Inoltre, la fermentazione dei frutti può innescare una sorta di
“reazione a catena” che coinvolge nel processo anche altri alimenti,
in particolare quelli ricchi di amido (pane,
pasta,
riso e
legumi,
ad esempio) che amplificano il problema.
È quindi opportuno consumare frutta
lontano dai pasti
principali, preferibilmente a colazione o a merenda.