Il
latte concorre a regolare un sano sviluppo muscolare, favorisce
il processo della coagulazione del sangue, contribuisce allo
sviluppo delle ossa e dei denti e fornisce l'energia necessaria
alle attività fisiche.
Si
caratterizza per gli apporti in proteine di elevata qualità
biologica: lattalbumina, caseina e in calcio. Il latte non è una
fonte importante di vitamine, anche se contiene discrete
quantità di vitamine B2, B12 e A.
Il calcio è un nutriente
essenziale che deve essere assunto giornalmente con gli
alimenti. I suoi compiti nell'organismo sono quelli della
formazione e del mantenimento delle ossa, dei denti e di
regolare e consentire la conduzione degli impulsi nervosi, la
contrazione dei muscoli, la coagulazione del sangue, la
permeabilità delle cellule. Il latte assicura la massima parte
dell'apporto alimentare del calcio.
Il fosforo à un altro importante minerale presente nel latte.
Svolge molte funzioni tra le quali la costruzione e il
mantenimento delle ossa e dei denti.
È
importante che il calcio e il fosforo siano fra loro in un
rapporto 1/1 o superiore: infatti una introduzione eccessiva di
fosforo, associata a diete troppo ricche di proteine, può
portare a consistenti perdite di calcio che possono causare
anche la demineralizzazione delle ossa.
In quasi tutti gli alimenti di più largo consumo (cereali,
patate, legumi, carne e uova) il fosforo prevale sul calcio,
mentre il latte e i prodotti lattiero-caseari sono fra i
pochissimi cibi che contengono più calcio che fosforo e svolgono
un ruolo di riequilibrio in diete che altrimenti sarebbero
rachitogene.
Le proteine del latte, rappresentate dall' 80% da caseina e dal
20% dalla lattalbumina, assicurano un terzo del fabbisogno
giornaliero medio.
Queste proteine contengono nelle giuste quantità e proporzioni
tutti gli aminoacidi di cui l'organismo ha bisogno, ed in
particolare quegli aminoacidi essenziali che l'organismo non e'
in grado di fabbricare.
I grassi presenti nel latte di mucca sono per due terzi saturi,
caratterizzati da buona digeribilità e con ridotte attitudini ad
elevare i livelli di colesterolo nel sangue.
Nel latte i carboidrati sono rappresentati unicamente dal
lattosio, che non si trova in nessun altro alimento, ed è molto
importante per lo sviluppo del tessuto
nervoso nei primi mesi di vita.
Il latte crudo
La legislazione Italiana e
Comunitaria permette oggi la vendita di latte crudo,
esclusivamente tra il produttore ed il consumatore, sempre che
l'allevamento di provenienza abbia le condizioni igienico
sanitarie adeguate.
Stanno diffondendosi in Italia i
distributori di latte crudo gestiti direttamente dagli
allevatori le cui mandrie sono sottoposte a particolari
controlli igienico-sanitari.
Il latte crudo è stato, nel
passato, un alimento quotidiano tradizionale di giovani e
anziani sino al secolo ventesimo. È ancora nella memoria delle
generazioni più adulte la naturalità del procacciamento del
latte animale, primariamente di ovini o bovini, l'insieme delle
operazioni della mungitura. Ed altrettanto incancellabile resta,
in chi abbia potuto sorbirlo, il ricordo del sapore
inconfondibile (influenzato dalle stagioni e
dall'alimentazione), o della tepidezza, o della fragranza, o
anche solo della mera decorazione schiumosa di un bicchiere di
latte appena munto.
Sebbene oggi l'incontro con un
animale da latte sia ormai sempre meno frequente fra le
generazioni più giovani, sino a non più di qualche decade fa
l'unico (o comunque il principale) tipo di latte consumato era
appunto questo, per distribuzione dal pastore o per mungitura di
animali direttamente allevati (in molte zone era diffuso l'uso
di detenere una pecora o una capra in cortile, anche nei centri
abitati, proprio per la fornitura quotidiana del latte).
Il latte crudo, se non
refrigerato, si conservava per poco tempo a temperatura
ambiente, si soleva considerare tradizionalmente e
proverbialmente una giornata (intesa dall'alba, ora della
mungitura, al tramonto) per la sua massima conservabilità.
I batteri presenti nel latte crudo
non refrigerato, si moltiplicavano infatti rapidamente,
rendendolo in breve non più commestibile: alcuni tipi di batteri
lo fanno inacidire e coagulare (fermenti lattici) mentre altri
possono proprio causare malattie in chi lo ingerisce (batteri
patogeni). Detratte le azioni patogene, in realtà il latte
acidificato si trasforma (anche con l'aiuto di pratiche
casearie) in derivati del tutto commestibili, alcuni dei quali
sono anzi particolarmente utili all'organismo umano, come lo
yogurth o il kefir, che altro non è se non selezione di latte
acido fermentato (per il quale, peraltro, l'acidificazione viene
indotta, ma potrebbe avvenire naturalmente).