|
|
|
Schede pane e prodotti da forno -
Liguria
|
|
|
Focaccia |
| |
Tipologia:
nessuna |
| Sinonimo, nome locale:
Fugassa |
 |
Materia prima:
farina
di grano tenero, olio d'oliva, sale, lievito di birra, acqua |
| |
|
 |
Zona di produzione:
Tutto
il territorio regionale |
| |
|
 |
Calendario di produzione:
tutto l'anno |
| |
 |
Caratteristiche organolettiche:
Calda,
fragrante e appetitosa, non ci sono abbastanza aggettivi per
descrivere questa prelibatezza che può accompagnare la giornata
dalla colazione mattutina allo spuntino notturno. |
|
Stagionatura minima:
nessuna |
|
|
|
|
 |
Tecnica di produzione:
formare con parte della farina una fontana sulla spianatoia.
Sciogliere il lievito di birra con acqua tiepida ed unirlo alla
farina che deve essere lavorata come la pasta del pane. Lasciare
riposare la pasta sotto un canovaccio, meglio se di lana, in un
luogo tiepido per almeno 2 ore.
A questo punto prendere la pasta lievitata ed unirvi la restante farina, l'olio
e, facoltativo, mezzo bicchiere di vino; lavorare per ottenere una pasta morbida
e far nuovamente lievitare sempre sotto uno strofinaccio per altre 2 ore. Dopo
la lievitazione, stendere la pasta in una teglia, la lama, con le mani e
lasciare le impronte delle dita che raccoglieranno l'olio versatovi.
Spolverizzare con il sale grosso che deve essere frantumato da una bottiglia
usata come mattarello. Lasciare riposare ancora prima di cuocere in forno a
200-230° per circa 30 minuti. La focaccia può essere aromatizzata alla salvia
che deve essere tritata ed aggiunta direttamente nell'impasto, con le olive
tritate ed anch'esse unite alla farina, oppure arricchita con le cipolle che
tagliate a fette si cospargono sulla pasta già stesa prima di infornare. |
| |
|
 |
Elementi che comprovano la tradizionalità:
La storia della focaccia è lunga e varia a secondo delle regioni ma è la sua
presenza è comune in tutto il bacino Mediterraneo, nota comunque già presso i
Fenici e i Cartaginesi che usavano arricchirla con vari ingredienti. Famose
anche, per la letteratura epica, quelle dei Greci, spesso erano fatte con orzo,
segale, miglio ed altre farine. Il nome deriva dal latino focus fuoco, quindi
cotta sul fuoco. Le focacce erano il rituale che veniva offerto agli dei dai
Latini. Solo successivamente la libagione passò a significare l'assunzione di
liquidi. I cereali in quanto alimento fondamentale per la vita dell'uomo, hanno
avuto una valenza rituale che si è conservata fino in epoca recente, nel nostro
paese, soprattutto in meridione. Immancabile sulla mensa Medioevale ed in ogni
periodo di carestia. Si ricorda che nel Rinascimento venisse consumata insieme
al vino durante la celebrazione dei matrimoni al momento della benedizione. La
tradizione piacque al punto che dai matrimoni si passò anche ai funerali, e si
sa, il troppo è troppo: l'allora vescovo Matteo Gambaro proibì tale rito
godereccio. |
| |
|
 |
Note:
Esiste
l'English breakfast, il Continental breakfast, la
colazione all'italiana e, la colazione genovese: caffè e focaccia.
Presente fin dall'infanzia al risveglio, immancabile merenda di metà mattina,
insostituibile compagna del classico bicchiere di bianco come aperitivo, insomma
per i Genovesi la focaccia all'olio è un mito, un simbolo della propria terra da
portare con sé nel cuore, e non solo, anche oltremare nelle colonie del sud
America dove abbondano i panettieri che sanno da generazioni preparare un'ottima
fugassa. Impensabile un ligure che non ami la focaccia nostrana bassa, ben unta,
calda appena uscita dal forno.
Un amore incondizionato ed incontaminato dalle mode spesso fuorvianti, un
amore che trova la sua ragione d'essere nella semplicità degli ingredienti:
farina, acqua, lievito, olio, sale, elementi semplici che danno origine ad un
piatto genuino e schietto come il carattere dei Liguri e della Liguria. Anche
della focaccia esistono varie versioni nate dalla fantasia e spesso
dall'esigenza di non sprecare nulla, come la focaccia con le olive, co-e porpe,
come si chiama nel Levante, co-a murcia come si chiama nel Ponente, per non
buttare le olive già spremute; con le cipolle, un efficace deterrente per
marinai fedifraghi, con la salvia ed infine con il formaggio. |
| |
|
| |
Fonte:
La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005 |
|