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Schede pane e prodotti da forno -
Piemonte
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Focaccia
novese |
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Tipologia:
IGP dal 2008 |
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Materia prima:
farina
grano tenero tipo 00, acqua, olio extra vergine di oliva,
strutto, lievito compresso selezionato, estratto di malto, sale,
senza aggiunta di additivi alimentari. |
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Zona di produzione:
comuni
del Novese e
dell’Ovadese in Provincia di Alessandria. |
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Calendario di produzione:
tutto
l'anno |
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Caratteristiche organolettiche:
pezzatura kg 1 circa; spessore cm 1 circa; colore della crosta dorato (colore del grano maturo); aroma del pane casereccio con profumo genuino di olio di oliva;
sapore fragrante;umidità massima 25%; morbida e friabile. |
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Stagionatura minima:
nessuna |
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Tecnica di produzione:
L’impasto viene fatto immediatamente prima della cottura.
Tempo di impasto con impastatrice a forcella 30 minuti, con spirale 15 minuti.
Temperatura dell’impasto 22°C.
Prima lievitazione: riposo di quindici minuti, quindi, piegatura
dell’impasto.
Seconda lievitazione: riposo di ulteriori quindici minuti, poi, si
compongono le pezzature proporzionate alle caratteristiche della teglia che
misura normalmente cm 40X60 e contiene kg1 circa di impasto (30/35 grammi ogni
10x10 centimetri circa).
Appena la pasta si rende elastica, stiratura (con garbo e delicatezza) della
pasta nelle teglie unte.
Ungere la superficie della pasta.
Far riposare per 15 minuti, oliare ulteriormente e spruzzare leggermente di
acqua e sale la pasta spianata. Adattare alla teglia la pasta con la pressione
dei polpastrelli in modo da lasciare traccia di alveoli senza bucare la lamella.
Far riposare la pasta per 20-30 minuti.
Cuocere con forno tradizionale a piano di cottura alla temperatura di 230°C per
18/20 minuti e pennellare appena sfornata con olio crudo.
È escluso l’uso di forni continui e a microonde. È vietato l’uso di pasta
refrigerata.
Lo spessore della lamella di focaccia in origine era, dunque, molto sottile,
così come viene prodotta ancora oggi, anche se il processo di lavorazione è
leggermente modificato dopo l’introduzione del forno a riscaldamento indiretto
nei panifici e l'uso delle teglie.
Infine, una delle caratteristiche che rende la “Focaccia Novese” diversa da
altri tipi di focaccia è la cosiddetta “stiratura” e successivamente “bucatura”,
attraverso la quale si ottengono dei piccoli alveoli che trattengono meglio
l’olio che viene pennellato sulla lamella al termine della cottura.
La stiratura è resa possibile dalla particolare elasticità della pasta che il
panificatore può ottenere solo attraverso il processo di impasto e di
lievitazione sopra descritto. Ottenute le pezzature di pasta, il panettiere
stende sulla teglia solamente “stirando” la pasta stessa. La pasta viene tirata,
con garbo e delicatezza, da due lati in modo, appunto, che si stiri e viene,
poi, posata sulla teglia senza altre manovre, a differenza di altri tipi di
pasta per focaccia che, per essere stesa sulle teglie, deve essere schiacciata
con le mani se non addirittura stesa con il matterello o con mezzi meccanici.
È importante ribadire che, a differenza di altri prodotti simili, il processo
di lavorazione di stiratura rende la “Focaccia Novese” molto sottile e, nelle
stesso tempo, morbida e friabile. |
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Elementi che comprovano la tradizionalità:
La focaccia è una variante del pane. La nascita
della “Focaccia Novese” è da farsi risalire anche ad una necessità reale del panettiere: mitigare la temperatura del forno nel
quale, poi, cuocere il pane.
Infatti, l’uso del forno a legna non permetteva al panificatore un controllo
costante delle temperature del forno stesso. Occorreva, perciò, trovare un
sistema per verificare il crescere della temperatura che fosse in grado di
stabilire quando la stessa aveva raggiunto il livello necessario per la cottura
del pane, il quale necessita di una temperatura costante.
Per sua natura, la temperatura del forno a legna cresceva con il passare del
tempo anche perché la struttura del forno, fatta di mattoni refrattari,
tratteneva il calore senza disperderlo.
Una spianata di pasta, la focaccia appunto, permetteva di accertare velocemente
i tempi di cottura della pasta stessa e offriva la possibilità al panettiere di
rendersi conto se la temperatura era al punto giusto, per cominciare ad
infornare il pane.
Le origini della Focaccia Novese sono assai remote, allo scopo di documentare la
tradizionalità del prodotto sono state allegate delle fatture antecedenti a
venticinque anni. |
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Note:
L’immissione al consumo della “Focaccia novene” può avvenire in pezzature di
diverso taglio e forma e deve essere venduta sfusa ed a peso. Non potrà essere
commercializzata in confezioni preconfezionate, in confezioni sottovuoto, né in
contenitori di plastica affinché non sia alterato il gusto del prodotto che,
preferibilmente, deve essere consumato appena sfornato. |
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Fonte:
B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002 |
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