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La storia del riso è lunga
quanto è il mondo. Su questo cereale, che ha
informato di sé non soltanto l'aspetto alimentare
della civiltà ma anche quello religioso, filosofico
e culturale, di tradizioni e di notizie ce ne sono
tante, alcune contrastanti. Tra tutte, si cercherà
di seguire una via alquanto lineare che si basa
sulle notizie sicure o, comunque, su quelle più
probabili. È sicuro, ad esempio, che il vocabolo
riso è un derivato della denominazione di lingue
orientali con esiti fonetici differenti. Quel che
pare certo è che dalle specie primordiali di questa
graminacea se ne siano differenziate una ventina.
Solo due di queste hanno tutt'oggi una certa
rilevanza a scopo
alimentare: Oryza sativa, di origine asiatica, e Oryza glaberrima, di
origine africana. Dalla specie asiatica (Oryza sativa L)
sono derivati tre tipi:
Japonica, differenziatosi
in Cina, adatto a zone temperate, caratterizzato da
un chicco corto, da un contenuto in amilosio
tendenzialmente basso e da scarsa sensibilità al
fotoperiodo. Si tratta del più diffuso nelle nostre
risaie.
Indica, differenziatosi in India,
caratterizzato da chicco lungo, sottile, cristallino, da un
contenuto in amilosio
tendenzialmente alto e da sensibilità al
fotoperiodo. Da questo tipo derivano i long grain
americani e il Basmati.
Javanica o
Tropical
Japonica, caratterizzato da varietà con
caratteristiche intermedie ai due tipi precedenti,
poco conosciuto in Italia. |