Un prodotto industriale
Negli anni che precedono la
seconda guerra mondiale si hanno importanti
progressi nella lavorazione industriale con la
preparazione di tipi speciali di riso come il
Camolino e il Brillato; il primo viene ottenuto
oleando leggermente e lentamente il riso raffinato
dentro un elica di legno o di ghisa smaltata o in
una botte di legno; il secondo, prevalentemente per
esportazione, trattato nella stessa maniera ma con
talco o glucosio in modo di velare il riso con una
patina leggera che oltre a renderlo di aspetto
migliore lo conserva più a lungo. Conservazione
ottenuta oggigiorno con la tecnica del sottovuoto,
purtroppo un po' traumatica per la cariosside, o con
la più raffinata tecnica dell'atmosfera modificata.
Un'altra novità è rappresentata dal Parboiled,
inventato dagli Usa che ne hanno rifornito le truppe
impegnate nella prima guerra mondiale: si tratta di
un riso sottoposto a particolari condizioni di
calore e pressione che gli conferiscono una
particolare tenuta alla cottura. Una lavorazione
simile esisteva nelle Filippine già 3000 anni fa. In
Italia viene chiamato "Riso Avorio" per il colore
ambrato. All'inizio degli anni '50, con la guerra di
Corea, vi è un rilancio della produzione nazionale,
associato a un incremento della resa per ettaro
eccezionale, che crescerà nel corso degli anni. Nel
1968, a seguito della riforma della ricerca
scientifica dell'anno precedente e delle
trasformazioni cui è sottoposta in quel periodo la
Stazione di Cerealicoltura di Vercelli, viene
istituito a Mortara il Centro Ricerche sul Riso,
trasferitosi nel '89 nel comune di Castello d'Agogna
dove si trovano i campi sperimentali. Dopo la
seconda guerra mondiale, intanto, vengono messe a
coltura nuove specie varietali come il Carnaroli, il
Vialone nano, il Baldo, il S.Andrea; ancor più
recentemente arrivano l'Ariete, il Drago e il Loto.
La tendenza è quella di ridurre l'investimento nelle
varietà comuni per incrementare quello delle
semifini e fini. Per soddisfare le richieste del
Nord Europa, abituato ai risi cristallini, si
introduce il Thaibonnet: avviene dal 1988 al 1994,
quando l'Ue finanza la riconversione di Japonica in
Indica. Un processo che si scontrerà più tardi con
forti tensioni. Negli anni più vicini a noi si
sperimenta la messa in coltura all'asciutto (una
tecnica in uso da secoli nell'Oriente in zone
piovose e senza grandi sbalzi termici) di nuove
specie come il Prometeo ed il Cripto, che permettono
la coltivazione anche con scarsità di acqua. Dello
stesso periodo è l'introduzione di nuovi diserbanti,
più selettivi e a minor dosaggio. Siamo ormai alla
"agricoltura di precisione".