Varietà di riso

ricordati sempre una cosa: quando
cucini un piatto di riso, il tuo successo dipende
sostanzialmente dalla varietà che utilizzi. Questa regola
vale soprattutto per il risotto: puoi usare la casseruola
di rame, il cucchiaio di legno, fare il miglior soffritto di
questo mondo, ma se sbagli la scelta della varietà i
tuoi sforzi saranno vani e il risultato deludente o
mediocre. Questo non significa che, per ogni ricetta, si
debba utilizzare un riso diverso, ma che bisogna sapersi
orientare tra alcune varietà fondamentali nell'arte del riso
in cucina. E naturalmente, rispettare le regole, i tempi di
cottura e gli abbinamenti che ti saranno indicate per ciascuna di
esse. Tranquillizzati: non si tratta di applicare delle
complesse formule algebriche, ma solo di seguire alcuni
(pochi) accorgimenti.
Il primo riguarda le varietà di riso.
Il riso italiano si suddivide per legge
in quattro gruppi - comune o originario, semifino, fino e
superfino - e troverai spesso questi nomi sui pacchetti che
acquisterai. Qualche volta, incontrerai denominazioni
diverse: riso tondo (lungo fino a 5,2 mm), medio (da 5,2 a 6
mm), lungo A (oltre i 6 mm ma con una forma tozza), lungo B
(oltre i 6 mm ma con una forma affusolata). Ti risparmio i
dettagli: sappi solo che questi nomi riflettono le
diverse dimensioni del chicco e che da queste dimensioni,
come pure dalle sue componenti interne, dipende il tempo di
assorbimento dell'acqua e quindi anche la famosa - o
famigerata, dipende dai punti di vista - "tenuta alla
cottura" del riso. Poiché all'interno di questi gruppi,
tuttavia, ci sono risi differenti che spesso si comportano
in modo sensibilmente diverso gli uni dagli altri, è
opportuno che impari a scegliere tra le diverse
"varietà" di riso quella che è più indicata per il piatto
che intendi cucinare. Per lo più, sui pacchetti in vendita
è indicata proprio la varietà: Carnaroli, Arborio, Baldo,
Roma, ecc.
Arborio
Quello che vedi nella foto è riso Arborio,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso lungo di tipo
japonica: le sue grandi dimensioni assicurano una buona tenuta alla
cottura e ne fanno un ottimo ingrediente per i risotti, un piatto
cui l'Arborio garantisce un'ottima mantecatura. Questa varietà
rivaleggia con il Carnaroli per fama ed è sicuramente una delle più
popolari sul mercato. Spesso nelle scatole vendute come "Arborio" si
trova in realtà riso Volano: non preoccupatevi, la legge lo consente
e le performances ai fornelli non cambiano. Si sconsiglia di
utilizzare questa varietà per i dolci: il chicco è troppo grande e
non costituisce quindi una buona base per i dolci di riso, nei quali
è preferibile che, durante la masticazione, non si avvertano i singoli
grani di riso. Il tempo di cottura dell'Arborio per avere un ottimo
risotto al dente è 16-17 minuti. Tieni presente comunque che il
tempo di cottura del riso bianco varia in relazione all'annata,
all'invecchiamento, al grado di lavorazione e non è semplice
rendersene conto. Nel caso del risotto poi, esso dipende anche dalla
tostatura (il procedimento che avviene dopo il soffritto, quando
immetti il riso nella pentola e lo fai sfrigolare, prima di
aggiungere il liquido di cottura) e dalla quantità dei grassi che si
aggiungono durante la preparazione: questo significa che, se
cucini un risotto tradizionale che presuppone l'utilizzo di
abbondanti grassi animali, i tempi aumentano di 1-2 minuti. Nel caso
di un'insalata di riso il tempo di bollitura dell'Arborio dev'essere
al massimo di 15 minuti.
Ariete
Quello che vedi nella foto è riso Ariete,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Questo riso è molto simile al Ribe, ma è
leggermente più lungo ed affusolato. Lo si può utilizzare per i
risotti e per le insalate di riso, indistintamente. Se vuoi
cucinare un buon risotto con l'Ariete, occorrerà cuocerlo per 15-16
minuti. Se usi invece un Ariete parboiled, come troverai scritto
sulla confezione, potrai ridurre il tempo di cottura fino a 10-12
minuti ma anche lasciarlo sul fuoco più dei 15 minuti canonici senza
ricevere "brutte sorprese". Tieni sempre presente, ovviamente, che
il tempo di cottura del riso bianco varia in relazione all'annata,
all'invecchiamento, al grado di lavorazione. Nel caso del risotto
poi, esso dipende anche dalla tostatura che avviene all'inizio della
preparazione e dalla quantità dei grassi che si aggiungono durante
la cottura: questo significa che, se cucini un risotto
tradizionale che presuppone l'utilizzo di abbondanti grassi animali
e vegetali, i tempi aumentano di 1-2 minuti. Nel caso di un'insalata
di riso invece il tempo di bollitura di questo riso non deve
superare i 15 minuti perché i grani devono essere ben al dente.
Baldo
Quello che vedi nella foto è riso Baldo,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso lungo di tipo japonica caratterizzato da una struttura cristallina, utilizzato
abitualmente per i risotti, ma è anche l'ingrediente preferibile per
le insalate di riso. Si sconsiglia invece di utilizzarlo come base
per i dolci. Dopo 15-16 minuti di bollitura è pronto per un'ottima
insalata di riso. Se usi un riso parboiled, come peraltro
troverai scritto sulla confezione, potrai ridurre il tempo di
cottura di qualche minuto, ma anche lasciarlo sul fuoco più dei
minuti "canonici". La prebollitura che avviene durante la
parboilizzazione rende più "elastiche" le performances ai fornelli e
ti mette al riparo da "brutte sorprese". Tieni presente che il
tempo di cottura del riso bianco varia in relazione all'annata,
all'invecchiamento, al grado di lavorazione e, nel caso del risotto,
dipende anche dalla tostatura che avviene all'inizio della
preparazione e dalla quantità dei grassi che si aggiungono durante
la cottura: questo significa che, se cucini un risotto
tradizionale che presuppone l'utilizzo di abbondanti grassi animali
e vegetali, i tempi aumentano di 1-2 minuti. Il Baldo parboiled,
poi, ha una maggiore tenuta alla cottura che permette di lasciarlo
sul fuoco 1-2 minuti in più.
Carnaroli
Quello che vedi nella foto è riso Carnaroli,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. È il "principe" dei risi, il primo che
si associa all'idea di un risotto e, infatti, è largamente utilizzato,
senza distinzioni regionali, per amalgamare i sapori più diversi. È
un riso lungo di tipo japonica: le sue grandi dimensioni e l'alta
percentuale di amilosio assicurano una bassa collosità e un'ottima
tenuta alla cottura. Sono proprio queste qualità a farne
l'ingrediente ideale per i risotti. Si sconsiglia invece di
utilizzare questa pregiata varietà di riso come base per dolci: non
sarebbe solo sprecato, ma anche controproducente, perché il Carnaroli, proprio per la sua tenuta alla cottura, tende a non
spappolarsi e non costituisce quindi una buona base per i dolci di
riso, nei quali è preferibile che, durante la masticazione, non si
avvertano i singoli chicchi ma che il prodotto sia pastoso. Il tempo
di cottura che si consiglia per un risotto al dente è di 16-17
minuti. Tieni presente che il tempo di cottura varia in relazione
all'annata, all'invecchiamento, al grado di lavorazione del riso che
hai in casa e non è semplice rendersene conto. Nel caso del
risotto poi, esso dipende anche dalla tostatura che avviene
all'inizio della preparazione - subito dopo il soffritto, quando il
riso sfrigola nella pentola e ancora non hai versato il liquido di
cottura - e dalla quantità dei grassi che si aggiungono durante la
cottura: questo significa che, se cucini un risotto tradizionale
che presuppone l'utilizzo di abbondanti grassi animali, i tempi
aumentano di 1-2 minuti. Nel caso di un'insalata di riso invece il
tempo di bollitura del Carnaroli dev'essere 15 minuti.
Lido
Quello che vedi nella foto è riso Lido,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso cristallino, che
cede poco amido e tiene discretamente la cottura. Le sue ridotte
dimensioni ne fanno un ingrediente ideale per le insalate, i
contorni, il riso in bianco e per i piatti internazionali in cui i
grani devono restare ben divisi. Poiché si tratta di una varietà che
consente preparazioni ben sgranate si sconsiglia di utilizzarla come
base per i dolci. Il tempo di bollitura per ottenere un riso
ben al dente è di 14 minuti. Se usi un riso parboiled, come
peraltro troverai scritto sulla confezione, potrai ridurre il
tempo di cottura di qualche minuto, ma anche lasciarlo sul fuoco più
dei minuti "canonici". La prebollitura che avviene durante la
parboilizzazione rende più "elastiche" le performances ai fornelli e
ti mette al riparo da "brutte sorprese". In ogni caso, ovviamente, è
bene non eccedere, per avere una insalata al dente.
Originario
Quello che vedi nella foto è riso Originario,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso tondo di tipo japonica: le sue ridotte dimensioni, la forma tondeggiante, una
certa collosità e la scarsa tenuta alla cottura ne fanno
l'ingrediente ideale per quelle preparazioni in cui il riso deve
diventare la base della ricetta, da mescolare ad altri ingredienti,
come avviene nel caso dei dolci. Il riso Originario è il riso del
tipo Comune e per i consumatori i due termini sono ormai sinonimi.
Corrispondono alle stesse caratteristiche diversi risi comuni
diffusi sul mercato, come il Balilla e il Selenio. In questo caso il
consumatore non deve preoccuparsi della tenuta alla cottura: poiché
tipicamente la bollitura nella preparazione dei dolci avviene in
latte, si calcoli che essa "deve" superare i 15 minuti, mentre in
acqua il tempo minimo (ma potrai, anzi dovrai abbondare) scende a
12-14 minuti. Questo ultimo valore è consigliato anche se si
utilizza il riso Comune o Originario per una minestra o un timballo
ma in tal caso si tratta di un tempo massimo di cottura, da non
superare.
Padano
Quello che vedi nella foto è riso Padano,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso medio di tipo japonica. Per legge, nelle scatole di Padano può trovarsi riso
Padano o Argo, che hanno caratteristiche leggermente diverse. Il
Padano è un riso per minestre, mentre l'Argo, che ha un contenuto di
amilosio più elevato, cuoce in modo più uniforme ed è più versatile.
Fai attenzione all'etichetta, anche se non sempre questi
"ingredienti" sono adeguatamente specificati. Si sconsiglia tuttavia
di utilizzare questi risi per i dolci, a causa delle performances
variabili che li contraddistinguono: meglio andare sul sicuro e
scegliere una varietà adatta a quell'uso. Ai fornelli il Padano si
utilizza preferibilmente per preparazioni che implicano diverse fasi
di cottura, come il riso al forno e i supplì. Se lo si preferisce al
dente è opportuno non cuocerlo oltre i 15 minuti. Per gli arancini,
la cottura può prolungarsi fino a 18 minuti ma solo perché in questo
caso è preferibile lasciar scuocere il prodotto per rendere
l'arancino più morbido e omogeneo alla masticazione. Anche in questo
caso, se usi un riso parboiled potrai regolarti con maggiore
elasticità sui tempi di cottura ma ricorda che lo scarto è sempre
di qualche minuto.
Parboiled
Il parboiled è il riso più facile da
cucinare e da conservare ed è anche il più ricco di sostanze
nutritive. Non è una varietà di riso, piuttosto il risultato
di una speciale lavorazione. Se gli americani hanno il
merito di aver reso industriale questo riso, c'è da dire che
il processo con cui lo si ottiene è antichissimo e si basa
sull'effetto che esercita la combinazione di acqua e calore
sulla cariosside. Ecco come si ottiene il riso parboiled
nelle moderne riserie: il risone viene messo a bagno in
grandi vasche di acqua calda, quindi trattato con vapore ad
alta temperatura e sotto pressione, infine essiccato
rapidamente. La prima conseguenza di questi processi è che i
sali minerali emigrano verso il nucleo di amido
gelatinizzato, dove resteranno anche dopo la raffinazione:
ecco perché questo riso è il più ricco sul piano nutritivo.
Soprattutto, però, il processo di parboilizzazione modifica
la struttura del chicco, riducendo la sua capacità di
assorbimento dei liquidi. Il mutamento è visibile ad occhio
nudo: il chicco parboiled è traslucido e ambrato. Questo
riso può essere cotto più a lungo senza disgregarsi e
proprio per questo è largamente usato nella ristorazione:
cuoce rapidamente e può essere cotto in anticipo e
conservato in frigo senza che perda le sue caratteristiche.
Ribe
Quello che vedi nella foto è riso Ribe,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso lungo di tipo
japonica con dimensioni che ne fanno un discreto ingrediente per
risotti. Si sconsiglia di utilizzarlo per i dolci mentre è un ottimo
ingrediente per le preparazioni più complesse come pure per le
insalate di riso, per le quali è sufficiente una bollitura di 15
minuti. Questo riso ha un tempo di cottura difficile da determinare,
variabile persino tra un'annata e l'altra. Tipicamente, il tempo di
cottura al dente del risotto con il Ribe è 15 minuti. Spesso viene
commercializzato come parboiled e in questo caso si può rilassare:
sulla scatola troverete un tempo variabile tra 10 e 12 minuti, ma
puoi superarlo senza danni, secondo il tuo gusto. Vale anche
per il Ribe la regola del grasso: se il condimento del risotto è
particolarmente pesante la cottura "al dente" si prolungherà di 1-2
minuti.
Roma
Quello che vedi nella foto è riso Roma,
rappresentato allo stadio greggio, integrale (meglio conosciuto come
integrale) e lavorato. Questo riso ha un chicco grosso, simile all'Arborio
ma un po' più corto, che tiene poco la cottura. La discreta
collosità, cioè l'alta percentuale di amido che cede durante la
cottura, ne fa un riso difficile da trattare, ma anche un ottimo
ingrediente per i risotti che richiedono una perfetta mantecatura.
Il tempo di cottura per risotti e minestre al dente è di circa 16
minuti. Se usi un riso parboiled, come peraltro troverai scritto
sulla confezione, potrai ridurre il tempo di cottura di qualche
minuto, ma anche lasciarlo sul fuoco più dei minuti "canonici". La prebollitura che avviene durante la parboilizzazione rende più
"elastiche" le performances ai fornelli e ti mette al riparo da
"brutte sorprese". Tieni presente che il tempo di cottura del riso
bianco varia in relazione all'annata, all'invecchiamento, al grado
di lavorazione: elementi di difficile valutazione. Nel caso del
risotto poi, esso dipende anche dalla tostatura che avviene
all'inizio della preparazione (dopo il soffritto e prima di
immettere il liquido di cottura) e dalla quantità dei grassi che si
aggiungono in seguito: questo significa che, se cucini un risotto
tradizionale che presuppone l'utilizzo di abbondanti grassi animali
e vegetali, i tempi aumentano di 1-2 minuti. Nel caso di un'insalata
di riso invece il tempo di bollitura del Roma dev'essere al massimo
di 16 minuti.
Sant'Andrea
Quello che vedi nella foto è riso S.Andrea,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso lungo di tipo
japonica: le sue dimensioni e le sue caratteristiche intrinseche ne
fanno un ottimo compromesso tra tenuta alla cottura e capacità di
assorbimento dei condimenti e per questo alcuni lo preferiscono allo
stesso Carnaroli per la preparazione del risotto, anche se molti lo
utilizzano più spesso per le minestre. Diciamo che è un buon riso da
risotti se lo chef è sufficientemente esperto. Questo riso viene
usato anche per i dolci, nel qual caso la sua cottura dovrà essere
più lunga di qualche minuto, fino a quando cioè il riso scuoce e
diventa possibile utilizzarlo come base. Il tempo di cottura per un
risotto al dente è di 16 minuti. Lo troverai in vendita anche
parboiled e in tal caso il tempo di cottura può diminuire di qualche
minuto, secondo le istruzioni che troverai sulla scatola, ma
potrai lasciarlo sul fuoco anche qualche minuto in più. Tieni
presente che il tempo di cottura del riso bianco varia in relazione
all'annata, all'invecchiamento, al grado di lavorazione, elementi
che non puoi valutare facilmente se non sono dichiarati
sull'etichetta. Nel caso del risotto poi, questo tempo dipende anche
dalla tostatura (il procedimento che avviene dopo il soffritto,
quando immetti il riso nella pentola e lo fai sfrigolare, prima
di aggiungere il liquido di cottura) e dalla quantità dei grassi che
si aggiungono in seguito: questo significa che, se cucini un
risotto tradizionale che presuppone l'utilizzo di abbondanti grassi
animali e vegetali, i tempi aumentano di 1-2 minuti. Nel caso di
un'insalata di riso il tempo di cottura dev'essere al massimo di 15
minuti.
Thaibonnet
Quello che vedi nella foto è riso Thaibonnet,
rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio conosciuto
come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso lungo di tipo
indica: la forma del granello (molto lungo ed affusolato), unita
alla scarsa collosità, ne fa un ingrediente ideale per le insalate
di riso e i contorni. Si sconsiglia invece di utilizzarlo per i
risotti (non si amalgama) ed è assolutamente inadatto ai dolci. Il
tempo di bollitura al dente per l'insalata di riso dev'essere
inferiore ai 13 minuti perché tipicamente si vuole un prodotto
perfettamente al dente e questa varietà consente in tal senso
performances equilibrate. Spesso il Thaibonnet è commercializzato
come parboiled e in tal caso i tempi di cottura possono modificarsi
addirittura di 2-3 minuti: si tratta infatti di un riso ad altissima
tenuta alla cottura, ottimo per i piatti in cui è necessario che i
grani restino integri e divisi tra loro.
Venere
Il riso Venere, che vedi nell'immagine, è un
riso selezionato e prodotto in Italia e utilizzato per realizzare
insalate esotiche e altre preparazioni in cui siano richieste la sua
presenza coreografica o le sue qualità nutrizionali. Il pericarpo di
questo riso, infatti, è viola-nero e contiene preziose vitamine e
sostanze antiossidanti. Il suo nome deriva dalla suggestiva credenza
che questo riso abbia potere afrodisiaco e dall'accostamento a una
notissima "Venere nera" del mondo della moda. Il Venere viene
normalmente commercializzato allo stato semigreggio, quindi come
riso integrale: in tal caso, va bollito per circa 50 minuti. Puoi
ridurlo drasticamente se usi l'accorgimento di lasciare a bagno la
sera prima il riso in acqua fredda: in verità questa pratica
implica la perdita di alcune fragranze e non è accettata dai
migliori chef. Invece, nel caso in cui il tuo Venere sia
parboiled, il tempo di bollitura sarà di circa 18 minuti.
Vialone nano
Quello che vedi nella foto è riso Vialone
Nano, rappresentato allo stadio greggio, semigreggio (meglio
conosciuto come integrale) e lavorato. Si tratta di un riso medio di
tipo japonica: i suoi granelli tozzi, la sua consistenza e la
percentuale di amilosio assicurano una buona tenuta alla cottura ma
anche un buon assorbimento dei condimenti. Diffuso soprattutto nel
Veneto, dove ha ottenuto l'Igp, e nel Mantovano, viene utilizzato
sempre più diffusamente per i risotti. Si sconsiglia di utilizzarlo
per i dolci: il suo chicco tozzo non si spappola mentre è
preferibile che durante la masticazione dei dolci di riso non si
avvertano i singoli grani. Il tempo di cottura per un bel risotto al
dente è di 16-17 minuti. Tieni presente che il tempo di cottura
varia in relazione all'annata, all'invecchiamento, al grado di
lavorazione. Ovviamente, se l'etichetta della scatola che hai in
casa non ti aiuta, questi elementi sono di difficilissima
valutazione e la tua attenzione ai fornelli dovrà essere alta.
Nel caso del risotto poi, il tempo di cottura dipende anche dalla
tostatura (il procedimento che avviene dopo il soffritto, quando
immetti il riso nella pentola e lo fai sfrigolare, prima di
aggiungere il liquido di cottura) e dalla quantità dei grassi che si
aggiungono durante la preparazione: questo significa che, se
cucini un risotto tradizionale che presuppone l'utilizzo di
abbondanti grassi animali e vegetali, i tempi aumentano di 1-2
minuti. Nel caso di un'insalata di riso il tempo di cottura dev'essere
di 14 minuti.