Il risotto
Il risotto è il piatto tipico
del Nord Italia, in particolare di Lombardia e
Piemonte, ed è un riso asciutto ma non sgranato,
ottenuto per asciugamento totale del liquido di
cottura (brodo) e condito all'inizio con cipolla
tostata in grassi animali e vegetali.
Gli utensili
Per fare un ottimo risotto
bisogna procurarsi, oltre a una varietà di riso
adatta, una casseruola e un cucchiaio di legno. La
casseruola dev'essere larga, con i manici e a bordo
basso (circa 5 centimetri): meglio ancora se è di
rame, perché in tal caso il calore si diffonde
meglio e la cottura del riso è più uniforme. Il
cucchiaio di legno permette di mescolare i chicchi
durante la cottura senza romperli. Ne esiste uno
apposito per il risotto: lo si distingue perché ha
un foro in mezzo. Poiché non sempre si dispone di
questi utensili, è sufficiente che vi procuriate una
normale casseruola avendo cura di moderare la fiamma
(vi consigliamo di utilizzare una retina
frangifiamma tra la casseruola e il fuoco) durante
la cottura e un cucchiaio a manico lungo da usare
con gentilezza quando mescolate il riso.
Le dosi
Prendiamo indicativamente 80
grammi di riso a persona (ma questa dose può
cambiare secondo la ricetta), li disponiamo su un
vassoio e, delicatamente, li mescoliamo: se avremo
scelto un buon prodotto, non incontreremo che
pochissimi chicchi macchiati o rotti. Senza
impazzire, cerchiamo di toglierli: i primi fanno
pessima impressione e i secondi si spappolano
durante la cottura.
Il brodo
Un ingrediente fondamentale del
risotto è il brodo, che può essere di carne per i
risotti con carne, formaggio e vino, e di verdura
per i risotti con frutta e ortaggi, oppure il
fumetto di pesce o di crostacei in caso di risotti
al pesce, che però si preparano altrettanto bene con
un brodo leggero di verdura. Se consideriamo che
gran parte del condimento assorbito dal granello
proverrà proprio dal brodo, comprendiamo
l'importanza di questo elemento. Ove possibile, è
quindi opportuno prepararlo ad hoc e non ricorrere,
come spesso avviene, al dado di carne o di verdura.
Normalmente, servono 350 grammi di brodo ogni 100
grammi di riso cucinato a risotto. Per preparare un
brodo di carne dovete bollire 500 grammi di polpa di
manzo, 500 grammi di polpa di vitello e ½ gallina,
in una pentola capiente su fiamma moderata,
aggiungendo mezza presa di sale. Appena raggiunto il
bollore, aggiungete un pomodoro, una cipolla cui
avrete infisso due chiodi di garofano, una carota,
un gambo di sedano, qualche grano di pepe e una
foglia di alloro. Lasciate sobbollire per un'ora e
mezza, schiumando regolarmente. A fine cottura,
filtrate il brodo, lasciatelo raffreddare e togliete
il grasso che si raccoglierà in superficie. Solo
allora esso sarà pronto per essere utilizzato nel
risotto. In alcuni casi, la carne di manzo e vitello
può essere sostituita dal pollo, il cui brodo può
essere utilizzato per i risotti alle verdure, a
patto che non siate vegetariani! Per preparare
invece il brodo di verdura, mondate 2 patate, 2
rape, 1 pomodoro, 1 cipolla, 1 carota grossa, 1
gambo di sedano, 1 spicchio d'aglio, qualche foglia
di verza, tagliate tutte le verdure a pezzi e
mettetele in una pentola con un mazzetto d'aromi,
sale e pepe. Coprite con un litro e mezzo d'acqua e
lasciate sobbollire per due ore. Filtrate e
utilizzate. Il fumetto di pesce si fa mettendo 500
grammi di scarti di pesci in 2 litri d'acqua, dentro
una pentola alta, poi aggiungete 1 cipolla tagliata
a spicchi, 1 gambo di sedano e 1 carota a pezzettoni,
alloro, salvia, timo, ginepro, una manciata di sale,
qualche grano di pepe, una fetta grossa di limone,
uno spruzzo di vino bianco. Bollite su fiamma
moderata schiumando regolarmente e fate sobbollire
per 40 minuti. Filtrate accuratamente. Il fumetto di
crostacei è più complesso, perché dovete soffriggere
in qualche cucchiaio di olio una cipolla, una
carota, un gambo di sedano, un porro e un po' di
prezzemolo grossolanamente tritati. Unite 250 grammi
di gusci e teste di crostacei tritati e lasciate
insaporire su fiamma vivace, bagnando con un
bicchiere di brandy. Aggiungete tre cucchiai di
concentrato di pomodoro, una decina di grani di
pepe, alloro, semi di finocchio, due scorzette di
limone e un litro d'acqua fredda. Fate bollire a
fuoco medio per 40 minuti, quindi filtrate
schiacciando bene i gusci.
Il soffritto
Un altro passaggio fondamentale
del risotto è il soffritto, che permette la
tostatura del riso e quindi ne favorisce la tenuta
alla cottura. Non va eseguito con il riso parboiled,
che essendo già stato parzialmente "bollito", deve
essere versato direttamente nel condimento e
irrorato di brodo iniziando subito la cottura. Se
invece si usa il normale riso bianco, la tostatura è
essenziale. In questo momento entrano in campo i
condimenti "grassi": ricordate che il risotto si fa
con il burro e con l'olio extravergine d'oliva di
prima spremitura a freddo. Considerate di usare 15
grammi di burro per persona, uniti a pochi grammi di
olio. Se però avete problemi di dieta, potete
rinunciare al primo aumentando il secondo. Il sale
dev'essere sale marino integrale, sia grosso che
fine. Per il soffritto dovete procurarvi un trito di
cipolla (metà cipolla basta per un risotto da
quattro persone) e porlo nella casseruola con un po'
di condimento (per le dosi vedete le nostre ricette)
su una fiamma vivace. Quando la cipolla imbiondisce
(ma non fatela annerire!) gettate il riso e iniziate
a mescolare, spruzzando con vino bianco (mezzo
bicchiere in tutto). Questo è un momento decisivo:
il riso deve tostare ma non troppo, per cui appena i
chicchi, che avrete iniziato a mescolare,
sfrigolano, cioè quando il vino è evaporato e loro
diventano opachi ed emettono il crepitio che segnala
la tostatura, iniziate a versare il brodo,
mescolando delicatamente dal centro della pentola
verso l'esterno. A questo punto, abbassate la
fiamma. Inizia la cottura.
La cottura
Durante la cottura, il brodo va
aggiunto sempre caldo al riso, per non bloccare la
cottura ogni volta che lo si addiziona, e in
quantità moderata, cioè due mestoli alla volta,
attendendo che venga assorbito prima di aggiungerlo
nuovamente. Ogni volta che lo aggiungete arrivate a
filo del riso, senza sommergerlo, e poi mescolate
lentamente. Attenzione: il riso non è polenta,
quindi non si deve mescolare continuamente, ma solo
ogni due-tre minuti, in coincidenza con l'immissione
del brodo. In questo momento, la fiamma va tenuta
moderata, in modo che il risotto sia in costante
ebollizione. Questi accorgimenti permettono di
rendere uniforme e omogenea la cottura che deve
durare esattamente quanto prescrive ogni varietà.
Nelle nostre ricette trovate un tempo di cottura ben
definito: è sempre calcolato dalla fine del
soffritto e si basa su calcoli scientifici.
Ovviamente, la quantità d'acqua, i condimenti
utilizzati e persino il tipo di fuoco usato possono
modificare questi tempi. Inoltre, ciascuno di voi
può preferire il risotto ben al dente o più cotto:
in tal caso, sarete voi a modificarli e il nostro
consiglio è quello di comportarvi come fanno i
grandi chef, ossia, assaggiare il vostro risotto
durante la cottura. Se non volete che scuocia,
dovrete fermarvi quando il granello stretto sotto i
denti si taglia ma non si spezza né si spappola,
cioè oppone ancora una certa resistenza. Quando
comunque deciderete di spegnere la fiamma,
considerate che, per la sua struttura fisica, il
riso continuerà a cuocere per qualche minuto: ergo,
se lo desiderate ben cotto e prevedete di non
servirlo appena tolto dal fuoco, ricordatevi di
spegnere la fiamma un minuto prima, per evitare che
scuocia mentre riposa nella casseruola. Idem se la
vostra ricetta prevede che una volta cotto il
risotto vada passato in forno: in questo caso è
opportuno ridurre il tempo canonico di cottura della
varietà che utilizzate, lasciando il preparato
sufficientemente brodoso.
La mantecatura
La fase del "riposo" del
risotto è importante: dopo aver spento il fuoco e
aver unito al risotto sale e aromi, unirete il
formaggio e gli ingredienti mancanti, quindi
mescolerete il tutto delicatamente. Questi due
minuti di riposo del vostro risotto si chiamano
mantecatura e servono a legare tra loro i chicchi
che sono cotti ma ancora ben staccati: il riso
continua ad assorbire il brodo e con esso il
condimento e, intanto, rilascia ancora il suo amido.
Se avrete lavorato bene, al termine di questa fase
esso si presenterà "all'onda", cioè muovendo la
casseruola il risotto "farà l'onda" e quando lo
deporrete nel piatto vi si adagerà lentamente,
morbidamente, senza spandersi su tutto il piatto.