La risicoltura in Italia
L'attestato più antico a prova
della coltivazione del riso in Italia è a Firenze ed
è datato 1468. Sotto la Signoria dei Medici, un
signore di nome Leonardo Colto dei Colti, fa domanda
per la coltivazione del riso e il tono usato fa
presupporre che la coltivazione del cereale sia già
conosciuta. Tuttavia, gli storici propendono per
un'origine "milanese". La ragione è nella dimensione
del fenomeno. Per parlare di risicoltura occorre che
le coltivazioni siano stabili e cospicue e diano
luogo a un'economia risicola di un certo peso,
caratteristica che in quel periodo parrebbe alla
portata dei soli Sforza, che nel basso Milanese
hanno avviato importanti bonifiche e attuano
politiche protezionistiche anche su questo cereale,
che quindi non è più considerato una spezia esotica
ma una voce importante della produzione
agroalimentare interna. Non si dimentichi infatti
che il Rinascimento stimola gli investimenti
agricoli e che la molla che li spinge è l'incremento
demografico, cioè l'aumento della domanda che
cereali come il riso sono in grado di soddisfare. Se
Francesco I, nel 1436, mediante una grida proibisce
l'esportazione del riso dallo Stato di Milano, il
documento più noto sull'introduzione in Italia della
coltivazione è sicuramente la lettera che Galeazzo
Maria Sforza nel settembre del 1475 manda
alL'oratore del Duca d'Este in Milano, Nicolò de
Roberti, con la promessa d'invio di dodici sacchi di
semente di riso dal quale se ne potranno ricavare
dodici per sacco contro i sette del frumento. La
cessione di questo riso indica che da qualche anno
esso è sicuramente coltivato in Lombardia. Quanto
alla semente, a quell'epoca probabilmente essa deve
arrivare ancora dall'Asia via Venezia e la cosa più
strana è che non si hanno notizie di colture in
Veneto, visto che anzi il riso, citato in una
deliberazione del Consiglio dei X del 1527 come
alimento scarsamente usato, in quella zona resta
esente da dazi fino al 1561. Certamente nelle ultime
decadi del 1400 la coltivazione e la
commercializzazione però aumentano a Ovest: del
1494, rileva Veneroni, è una nuova grida di Galeazzo
Maria Sforza, edita in Pavia, con la quale si
proibisce l'esportazione di riso dal Ducato di
Milano.