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importante per digerire bene.
Nello
stomaco il bolo alimentare, sotto l'azione dei succhi gastrici, si è
trasformato in chimo. Come tale entra nel duodeno.
Si
tratta di un tubo molto stretto, con diametro di 40-50 mm ed una lunghezza di 30
cm.
Nel
duodeno, attraverso il coledoco ed il dotto pancreatico, affluiscono la bile ed
i fermenti elaborati dalle ghiandole annesse all'apparato digerente: fegato e
pancreas. La bile non ha una funzione digestiva vera e propria, essa però serve
all'emulsionamento dei grassi ed esercita un'azione di stimolo sulla motilità
delle pareti intestinali; le funzioni digestive sono invece espletate dai
fermenti pancreatici.
L'afflusso
nel duodeno di bile e succhi gastrici è essenziale per la digestione: in
presenza di un difetto o di un'anomalia secretiva, si verificano infatti le
dispepsie epato-pancreatiche.
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| Il fegato svolge nell'economia
dell'organismo molte e importanti funzioni. Alcune sono di sua esclusiva
competenza, altre ha in comune con altri organi. Ecco le più note. |
Il
Fegato e la Bile
A
questo punto parliamo brevemente del fegato che è la più grossa ghiandola
dell'organismo e quella in cui si compiono i processi metabolici essenziali
della digestione. Le funzioni fondamentali del fegato sono tre: biligenetica,
metabolica, antitossica.
a) Funzione biligenetica
È
la cellula epatica che produce costantemente la bile secondo un procedimento
molto complesso. Nelle 24 ore il fegato produce circa 1200 cc di bile in
condizioni normali. Questo liquido, attraverso un sistema di vasi di raccordo,
va a concentrarsi in una cisterna di deposito (cistifellea) e da essa, via
coledoco, affluisce nel duodeno.
Questo
avviene quando, sotto lo stimolo della colecistochinina, la cistifellea si
contrae, portando la bile a contatto del materiale proveniente dallo stomaco.
A
questo punto la bile svolge il suo ruolo digestivo sotto tre aspetti:
-
emulsiona
i grassi, riducendoli in finissime goccioline;
-
rende
più attivo l'enzima lipasi che deve digerire questi grassi;
-
a
contatto con la parete intestinale, stimola la peristalsi.
È
la bile dunque che, con il suo intervento, condiziona una buona digestione dei
grassi e, nello stesso tempo, stimolando i movimenti peristaltici, favorisce la
progressione del materiale in via di digestione.
È
ovvio che:
1)
occorre che il fegato sia ben funzionante perché sia prodotta bile nella
quantità fisiologicamente necessaria;
2)
se il fegato è sofferente o non funziona bene, si verifica una diminuzione
della produzione della bile;
3)
ricerche recentissime hanno dimostrato che il colesterolo viene prodotto dal
fegato, utilizzando lo stesso scheletro molecolare da cui derivano anche gli
acidi biliari; se questo meccanismo si altera si ha una super produzione di
colesterolo.
b)
Funzione metabolica
Quando
tutte le funzioni intestinali sono compiute, è al fegato che, attraverso una
grossa vena, la vena porta, deve affluire il prodotto della digestione.
Questo,
una volta giunto al fegato, subisce una ulteriore elaborazione, onde esce
trasformato in materiale energetico.
c)
Funzione disintossicante
Può
accadere che, per cattiva e imperfetta digestione, vengano assorbite a livello
intestinale sostanze mal digerite e quindi dannose. Come pure possono arrivare
al fegato sostanze chimiche (additivi, coloranti alimentari, ecc.) che sono
estranee all'organismo stesso o farmaci o, in ogni modo, elementi dotati di
azione tossica.
Il
fegato assume la funzione di "filtro", in quanto neutralizza queste
sostanze rendendole innocue e più facili da eliminare.
La
funzione disintossicante del fegato è estremamente complessa; fondamentalmente
consiste nell'agganciare le molecole tossiche con altre, così da costituire
complessi innocui; uno dei meccanismi più noti è quello delle coniugazioni con
acido glicuronico, prodotto dal fegato.

L'Intestino
Tenue
Grazie
ai movimenti peristaltici, il chimo entra nell'intestino tenue e lo
percorre, mentre entrano in azione gli ultimi enzimi digestivi con il compito di
portare a termine la digestione degli alimenti.
I
succhi intestinali sono piuttosto specifici in quanto attaccano sostanze che
rappresentano già il prodotto di trasformazione di altre, digerite a livello
dello stomaco e del duodeno.
Tutto
il grande lavoro svolto dallo stomaco e dal duodeno sarebbe inutile se nella
seconda parte dell'intestino tenue non ci fossero i villi; questi, sparsi sulla
mucosa intestinale, raggiungono il numero di 5.000.000.
La
loro presenza è destinata ad aumentare enormemente la superficie
dell'intestino. L'assorbimento delle sostanze digerite avviene per la massima
parte qui. Il pasto, che abbiamo seguito con l'immaginazione, per arrivare a
questo punto, ha impiegato circa sei ore; il residuo, composto ormai soprattutto
di elementi di rifiuto ma anche di acqua, sali minerali e di alcune vitamine,
prosegue il suo viaggio defluendo nel crasso.
L'Intestino
Crasso
È
rappresentato in gran parte dal colon.
Qui
arriva circa il 40% del materiale ingerito (il resto è stato assorbito prima).
Al
colon spetta la funzione di assorbire alcuni minerali (soprattutto il sodio),
l'acqua e le vitamine idrosolubili (soprattutto fattori del complesso B).
All'inizio
del colon i resti del pasto sono arrivati dopo sei ore circa. Raggiungono il suo
termine dopo 12 ore circa. Ciò significa che impiegano sei ore per percorrerlo
tutto.
Il
volume medio del materiale in arrivo è di circa 500-600 gr (per un pasto medio
normale) ed al termine del percorso è ridotto a circa 150 gr (per il grande
assorbimento di acqua).
L'ultimo
tratto dell'intestino è il retto in cui si raccolgono tutti i materiali
indigeribili ed altre scorie di rifiuti.
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