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Apparato digerente

 

 

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Mangiamo tre volte al giorno: cosa succede

 

L'insieme di organi e ghiandole incaricati della complessa funzione digestiva si chiama apparato digerente.

L'apparato digerente si può paragonare ad una specie di tubo contorto, lungo circa 12 m, che occupa la cavità addominale; ad esso sono collegate due grosse ghiandole: FEGATO e PANCREAS che producono rispettivamente la bile ed i succhi pancreatici.

Questo sistema anatomo-funzionale ha un regista che dirige e regola tutto, dalla secrezione dei succhi digestivi al flusso della bile, ai movimenti peristaltici. È il sistema nervoso, vegetativo.

Immaginando di fare un viaggio all'interno del canale digerente, insieme agli alimenti ingeriti con un normale pasto, per vedere i fenomeni che succedono.

 

 

La cavità orale

È la prima stazione del viaggio.

Prima che il cibo entri in bocca però è già avvenuto un fatto; abbiamo avuto stimoli, dalla vista e dall'odore del cibo, che hanno aumentato la produzione di saliva (la nota "acquolina in bocca"). Nelle 24 ore nella nostra bocca vengono prodotti circa 1,5 litri di saliva.

nella cavità orale si compiono le operazioni preliminari:

  1. Triturazione degli alimenti da parte dei denti (masticazione);

  2. Emulsione degli alimenti con la saliva (pre-digestione):

  3. Movimenti della lingua per favorire l'emulsionamento e per deglutire il materiale masticato.

I cibi, introdotti in bocca, masticati ed emulsionati con la saliva, prendono il nome di "bolo alimentare".

A questo punto però avviene un altro fenomeno assai importante: sulla lingua sono disseminate alcune zone sensibilissime (papille gustative) che si possono paragonare a microscopiche antenne. A contatto dei cibi, queste papille mettono in atto un meccanismo nervoso che spinge le ghiandole dello stomaco a produrre i succhi gastrici.

Lo Stomaco

Tempo di permanenza dei cibi nello stomaco

Attraverso un canale semirigido (l'esofago), il bolo alimentare arriva allo stomaco. Lo stomaco è una dilatazione, a forma di sacco, del canale digerente.  La parte interna è tappezzata da una mucosa nella quale sono disseminate numerosissime ghiandolette che producono il succo gastrico, che è un liquido molto acido, per la presenza di acido cloridrico.

Si tratta di una sostanza erosiva; per questa ragione la parete dello stomaco è protetta da un denso strato di muco che la difende dall'azione di questo acido ed è inoltre dotato di una sostanza protettiva (fattore protettivo gastrico o anti-ulcus Factor); è proprio alla deficienza di questo fattore che si attribuisce l'insorgere dell'ulcera gastrica.

Nel succo gastrico è presente un enzima digestivo, la pepsina, destinata a compiere la prima fase digestiva delle proteine.

La prima consistente fase della digestione (chimica) avviene dunque a livello dello stomaco.

I grassi nello stomaco non subiscono alcuna trasformazione e sono gli ultimi ad abbandonarlo.

Il materiale ingerito è diventato una poltiglia semiliquida piuttosto acida che, regolarmente ma poco per volta, abbandona lo stomaco stesso.

Da 1/2 a 2 ore:

Caffè

The, Birra, Vino leggero, Brodo senza aggiunta

 

g.

g.

 

100

200

Da 2 a 3 ore:

Caffè con panna                                

Birra, Latte bollito   

 

g.

g.

 

200

300-500

Da 3 a 4 ore:

Pollo novello bollito

Piccione bollito

Carne di manzo

Prosciutto crudo o cotto

Arrosto di vitello

Bistecca; Filetto

Pane bianco; Riso bollito; Carote, Cavoli e  Spinaci bolliti; Mele; Marmellate

 

g.

g.

g.

g.

g.

g.

.

g.

 

230

220-260

250

160

100

100

 

150

Da 4 a 5 ore:

Piccione arrosto

Bistecca; Filetto di manzo, Lepre e Oca arrosto

 

g.

g.

 

210

250

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

importante per digerire bene.

Nello stomaco il bolo alimentare, sotto l'azione dei succhi gastrici, si è trasformato in chimo. Come tale entra nel duodeno.

Si tratta di un tubo molto stretto, con diametro di 40-50 mm ed una lunghezza di 30 cm.

Nel duodeno, attraverso il coledoco ed il dotto pancreatico, affluiscono la bile ed i fermenti elaborati dalle ghiandole annesse all'apparato digerente: fegato e pancreas. La bile non ha una funzione digestiva vera e propria, essa però serve all'emulsionamento dei grassi ed esercita un'azione di stimolo sulla motilità delle pareti intestinali; le funzioni digestive sono invece espletate dai fermenti pancreatici.

L'afflusso nel duodeno di bile e succhi gastrici è essenziale per la digestione: in presenza di un difetto o di un'anomalia secretiva, si verificano infatti le dispepsie epato-pancreatiche.

Il fegato svolge nell'economia dell'organismo molte e importanti funzioni. Alcune sono di sua esclusiva competenza, altre ha in comune con altri organi. Ecco le più note.

 

Il Fegato e la Bile

A questo punto parliamo brevemente del fegato che è la più grossa ghiandola dell'organismo e quella in cui si compiono i processi metabolici essenziali della digestione. Le funzioni fondamentali del fegato sono tre: biligenetica, metabolica, antitossica.

a) Funzione biligenetica

È la cellula epatica che produce costantemente la bile secondo un procedimento molto complesso. Nelle 24 ore il fegato produce circa 1200 cc di bile in condizioni normali. Questo liquido, attraverso un sistema di vasi di raccordo, va a concentrarsi in una cisterna di deposito (cistifellea) e da essa, via coledoco, affluisce nel duodeno.

Questo avviene quando, sotto lo stimolo della colecistochinina, la cistifellea si contrae, portando la bile a contatto del materiale proveniente dallo stomaco.

A questo punto la bile svolge il suo ruolo digestivo sotto tre aspetti:

  1. emulsiona i grassi, riducendoli in finissime goccioline;

  2. rende più attivo l'enzima lipasi che deve digerire questi grassi;

  3. a contatto con la parete intestinale, stimola la peristalsi.

È la bile dunque che, con il suo intervento, condiziona una buona digestione dei grassi e, nello stesso tempo, stimolando i movimenti peristaltici, favorisce la progressione del materiale in via di digestione.

È ovvio che:

1) occorre che il fegato sia ben funzionante perché sia prodotta bile nella quantità fisiologicamente necessaria;

2) se il fegato è sofferente o non funziona bene, si verifica una diminuzione della produzione della bile;

3) ricerche recentissime hanno dimostrato che il colesterolo viene prodotto dal fegato, utilizzando lo stesso scheletro molecolare da cui derivano anche gli acidi biliari; se questo meccanismo si altera si ha una super produzione di colesterolo.

b) Funzione metabolica

Quando tutte le funzioni intestinali sono compiute, è al fegato che, attraverso una grossa vena, la vena porta, deve affluire il prodotto della digestione.

Questo, una volta giunto al fegato, subisce una ulteriore elaborazione, onde esce trasformato in materiale energetico.

c) Funzione disintossicante

Può accadere che, per cattiva e imperfetta digestione, vengano assorbite a livello intestinale sostanze mal digerite e quindi dannose. Come pure possono arrivare al fegato sostanze chimiche (additivi, coloranti alimentari, ecc.) che sono estranee all'organismo stesso o farmaci o, in ogni modo, elementi dotati di azione tossica.

Il fegato assume la funzione di "filtro", in quanto neutralizza queste sostanze rendendole innocue e più facili da eliminare.

La funzione disintossicante del fegato è estremamente complessa; fondamentalmente consiste nell'agganciare le molecole tossiche con altre, così da costituire complessi innocui; uno dei meccanismi più noti è quello delle coniugazioni con acido glicuronico, prodotto dal fegato.

L'Intestino Tenue

Grazie ai movimenti peristaltici, il chimo entra nell'intestino tenue e lo percorre, mentre entrano in azione gli ultimi enzimi digestivi con il compito di portare a termine la digestione degli alimenti.

I succhi intestinali sono piuttosto specifici in quanto attaccano sostanze che rappresentano già il prodotto di trasformazione di altre, digerite a livello dello stomaco e del duodeno.

Tutto il grande lavoro svolto dallo stomaco e dal duodeno sarebbe inutile se nella seconda parte dell'intestino tenue non ci fossero i villi; questi, sparsi sulla mucosa intestinale, raggiungono il numero di 5.000.000.

La loro presenza è destinata ad aumentare enormemente la superficie dell'intestino. L'assorbimento delle sostanze digerite avviene per la massima parte qui. Il pasto, che abbiamo seguito con l'immaginazione, per arrivare a questo punto, ha impiegato circa sei ore; il residuo, composto ormai soprattutto di elementi di rifiuto ma anche di acqua, sali minerali e di alcune vitamine, prosegue il suo viaggio defluendo nel crasso.

 

L'Intestino Crasso

È rappresentato in gran parte dal colon.

Qui arriva circa il 40% del materiale ingerito (il resto è stato assorbito prima).

Al colon spetta la funzione di assorbire alcuni minerali (soprattutto il sodio), l'acqua e le vitamine idrosolubili (soprattutto fattori del complesso B).

All'inizio del colon i resti del pasto sono arrivati dopo sei ore circa. Raggiungono il suo termine dopo 12 ore circa. Ciò significa che impiegano sei ore per percorrerlo tutto.

Il volume medio del materiale in arrivo è di circa 500-600 gr (per un pasto medio normale) ed al termine del percorso è ridotto a circa 150 gr (per il grande assorbimento di acqua).

L'ultimo tratto dell'intestino è il retto in cui si raccolgono tutti i materiali indigeribili ed altre scorie di rifiuti.

 

PERCHÉ L'UOMO MODERNO DIGERISCE MALE

I nemici della digestione

I fattori che possono influire negativamente sulla digestione sono: il tipo di alimentazione sbagliata - qualitativamente e quantitativamente -, la mancanza di moto che provoca una perdita di tono della muscolatura, e le tensioni emotive che si scaricano con facilità sull'apparato digerente.

 

L'uomo moderno digerisce male perché si alimenta male, mangia in fretta, compie troppo poco moto ed è esposto a tensioni ed emozioni che turbano la quiete di cui l'organismo ha bisogno.

 

L'Alimentazione Scorretta

a) La cucina cosiddetta "genuina" è praticamente scomparsa dall'uso comune.

Quando oggi compriamo nei negozi gli alimenti, dobbiamo tener conto che questi sono stati sottoposti il più delle volte a processi di conservazione, colorazione, aggiunta di additivi, per non parlare delle molte sofisticazioni e contraffazioni esistenti in commercio.

Si calcola che esistano circa 3000 diversi additivi chimici, ognuno dei quali può rappresentare un serio danno al nostro organismo ed in particolare al fegato.

Il fegato si trova così a dover affrontare "sostanze" più o meno tossiche che hanno bisogno di un complicato processo di svelenamento.

b) Oltre ai cibi non più genuini, l'alimentazione dell'uomo moderno tende ad essere più abbondante del necessario. Si calcola che in Italia, di fronte ad una alimentazione ideale di 2200 calorie pro-capite al giorno, se ne assumano invece circa 3200.

Questa superalimentazione, da una parte può causare serie e gravi malattie (obesità, arteriosclerosi), ma sicuramente costituisce un sovraccarico eccessivo per l'apparato digerente e per il fegato.

c) L'Italia, inoltre, è tra i primi posti in graduatoria per il consumo di alcoolici (100 litri circa pro-capite all'anno). Questo dato ci deve far riflettere in quanto ormai è noto che l'alcool, in dosi eccessive, è molto dannoso per il fegato ed è inoltre controindicato in varie affezioni, tra cui l'ulcera, le malattie epatiche, le nefriti.

A titolo di cronaca ricordiamo che uno studioso francese, Laroche, considera come razione massima non tossica per l'organismo, un "quartino" di vino a pasto.

d) Ricordiamo infine come, sempre più spesso, siamo costretti ad alimentarci male anche in relazione all'orario ed alla frettolosità dei pasti. Il nostro organismo ha bisogno di regolarità e di calma; pasti alla stessa ora e non troppo veloci. Una vita disordinata a lungo andare non fa altro che aumentare la possibilità che il nostro organismo si inceppi, proprio come si incepperebbe un orologio se lo costringessimo a correre in alcuni momenti e a fermarsi in altri.

 

 

Secondo l'opinione dei medici l'82% delle persone mangia troppo velocemente.

È stato calcolato che per una masticazione normale si dovrebbero impiegare 22 minuti per consumare un pasto composto da minestra, un secondo con contorno, frutta e un bicchiere di vino o birra. Questo tempo ideale viene rispettato solo dal 18% delle persone, mentre tutti gli altri ingoiano la stessa quantità di cibo in 8-12 minuti, "ponendo così le basi per dolori di stomaco e disturbi digestivi".

 

La Sedentarietà

La sedentarietà deve essere intesa sotto due aspetti:

a) la posizione seduta che assumiamo spesso subito dopo mangiato (in macchina, in ufficio) non è l'ideale per lo stomaco e per l'intestino che vengono ad essere schiacciati.

b) la generale mancanza di esercizio fisico sottrae tutta una serie di stimoli e di effetti benefici al nostro apparato digerente.

 

Gli stress emotivi

La tensione nervosa poi ci accompagna per tutta la giornata come uno stato permanente di allarme.

La tensione della guida, le preoccupazioni del lavoro, della carriera, la famiglia, i figli, ecc.

È uno stato di leggera ansia che portiamo dentro di noi e che finisce per riflettersi su quella parte del sistema nervoso che presiede al funzionamento degli organi digestivi. Questi tre fattori (alimentazione scorretta, sedentarietà, stress emotivi) determinando un superlavoro per il fegato, aumentando ed esasperando gli impulsi nervosi, finiscono per compromettere il buon funzionamento dell'apparato digerente.

Lo scaricarsi degli effetti negativi di questi tre fattori sui tre organi - stomaco, fegato, intestino - finisce per rompere l'equilibrio e quindi per compromettere la digestione.

 

I SEGNALI DI UNA CATTIVA DIGESTIONE

Si dice che il dolore è la salvezza del nostro corpo.

Questa affermazione, apparentemente contraddittoria, à invece molto vera. Se, per esempio, quando ci bruciamo un dito, non sentissimo un forte dolore, non toglieremmo il dito dalla fonte di calore ed il nostro dito si brucerebbe interamente.

Questo è solo un esempio estremo per dimostrare l'importanza dei segnali che il nostro organismo emette, quali campanelli d'allarme, per avvertirci che stiamo abusando di lui. Questo avviene anche per tutto il processo digestivo.

Una alimentazione scorretta, protratta per lungo tempo, affatica stomaco, fegato, intestino.

Nella sottostante tabella sono elencati i "segnali" con cui il nostro organismo ci avverte quando il processo digestivo è in qualche modo alterato.

 

Segni riferibili al tubo digerente Segni di ordine generale Segni riferibili al fegato-vie biliari

stomaco, bocca cattiva, impaniata

sensazione di pienezza, meteorismo

disordine della funzione intestinale

fiacchezza e torpore muscolare

svogliatezza e mancanza di forze

cerchio alla testa, emicrania

scarsa concentrazione sul lavoro

 

lingua patinosa, bocca amara

sonnolenza post prandiale

flatulenza

manifestazioni cutanee, prurito, foruncoli, arrossamenti

mal di testa

 
   
 
 

 


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