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La
dieta per gli esami
A cura di Barbara
Asprea
Volenti o nolenti, lo stress da
esame colpisce in modo più o meno intenso tutti gli studenti,
dalle elementari all’università. Stress che spesso e volentieri
può indurre errori dietetici, dal digiuno da “stomaco chiuso”
alle overdose di bevande eccitanti (caffè eccetera) o di snack
ipercalorici per “tirarsi su”. Rimedi che sembrano utili al
momento per un’immediata gratificazione ma che producono alla
lunga gli effetti opposti a quelli desiderati. Un’alimentazione
corretta - che non vuol dire punitiva - può invece svolgere un
ruolo rilevante non solo durante le settimane di studio ma anche
negli impegnativi giorni degli esami.
Cosa non serve al cervello
Sostanzialmente sono quattro le
regole dietetiche alla base di una buona memoria:
-
non esagerare con le calorie
e mantenere un peso corretto;
- non eccedere con grassi
animali e zuccheri semplici;
- privilegiare i carboidrati
integrali e determinati grassi come quelli del pesce;
- infine seguire una dieta
variata, ricca di frutta e verdura, per assicurare un buon
introito quotidiano di sostanze antiossidanti.
I
primi due punti sono collegati: spesso chi segue una dieta
abbondante di alimenti molto energetici – a meno che non si
tratti di un atleta - è anche sovrappeso o obeso. Numerosissimi
studi hanno provato che un’alimentazione ricca di colesterolo e
grassi principalmente di origine animale (burro, panna,
formaggi, carni grasse, salumi ecc.) ma anche di quelli vegetali
presenti nei prodotti industriali, diminuisce l’efficienza delle
cellule nervose, peggiorando la capacità di apprendimento e
mnemoniche, e in più facilitando i processi d’invecchiamento
cellulare (il cosiddetto stress ossidativo dovuto all’aumento
dei radicali liberi, aumentati a causa degli errori dietetici).
Stessa azione negativa è esercitata dall’eccesso - non
certamente da un consumo saltuario - di cibi dolci, quali
merendine, gelati, caramelle e così via, e di alimenti a base di
cereali raffinati o amidi (pane e riso bianco, pizza, patate).
Tutti questi alimenti hanno in comune la caratteristica di avere
un indice glicemico alto, ovvero sono in grado di innalzare
notevolmente i tassi di zuccheri nel sangue (iperglicemia)
rispetto anche ad altri carboidrati, come quelli integrali ad
esempio. E i frequenti bruschi rialzi glicemici – con
conseguenti ipoglicemie - non giovano alla concentrazione e alla
salute delle nostre cellule nervose.
I nutrienti preziosi
Per fortuna esistono delle
sostanze alimentari che, al contrario, proteggono i neuroni
dallo stress, dovuto sia da cause interne (ad esempio una dieta
scorretta) che esterne (ad esempio gli esami). Si tratta per lo
più di vitamine e minerali, presenti prevalentemente negli
alimenti vegetali, con proprietà antiossidanti, ossia con il
compito di proteggere le cellule nervose. Purtroppo i
giovanissimi amano poco frutta e verdura, che abbondano di
queste preziose componenti, e ciò può portare a carenze che
seppur indirettamente influiscono sulla capacità di
apprendimento.
Le vitamine dalle proprietà antiossidanti, che contrastando
l’azione dei radicali liberi contribuiscono all’efficienza
dell’organismo e quindi delle capacità mentali sono la E,
la A (o betacarotene nei vegetali) e la C, che
avendo un’azione benefica sui vasi sanguigni permette una buona
circolazione a livello cerebrale.
Poi ci sono le vitamine del gruppo B che tra le tante funzioni
permettono al sistema nervoso di funzionare correttamente. In
particolare la B1 agisce sul sistema nervoso, la B6 e la B5 su
vista e pelle, la B3 contro insonnia e depressione e sul sistema
immunitario in generale. In più ogni singola vitamina del gruppo
B aumenta l’azione delle altre. Tipici segni di carenza di
queste vitamine sono infatti sintomi generali quali
affaticamento, svogliatezza, sbalzi d'umore e disturbi
gastrointestinali.
C’è chi consiglia, di assumere integratori di vitamine B nei
periodi di maggiore necessità, che essendo per fortuna
idrosolubili come la C hanno il vantaggio di non accumularsi
nell’organismo ma di essere eliminati con le urine.
Il pesce fa bene, ma non per
il fosforo
“Mangia il pesce che ha il
fosforo e ti fa bene alla memoria” dicevano le mamme: ecco un
vecchio luogo comune che incredibilmente ancora resiste. Il
fosforo, minerale presente in tutti gli alimenti di origine
animale, fa parte dei fosfolipidi, costituenti delle membrane
delle cellule nervose, ma non ha certo un’azione sulla memoria.
Inoltre la nostra alimentazione ne è già ricca sia per
l’abituale consumo di alimenti proteici, sia per il quantitativo
di fosforo utilizzato in agricoltura e che migra nei vegetali.
Le nostre mamme non sapevano che mangiare pesce faceva comunque
bene alla memoria ma per un’altra ragione. Mentre una dieta con
troppi grassi e colesterolo fa male al cervello, una dieta che
abbondi degli acidi grassi del pesce, i cosiddetti Omega 3 di
cui tanto si parla, è invece estremamente benefica anche per la
memoria, secondo i ricercatori. In particolare, questa azione
sarebbe dovuta a un componente degli Omega 3: l’acido
docosaesaenoico, detto anche DHA, con una forte azione
antinfiammatoria e antiossidante. Il DHA si trova in alte
concentrazioni nel cervello ed è indispensabile per le nostre
funzioni cognitive.
Tra i minerali utili a chi studia troviamo il selenio e lo
zinco, anche questi per le loro capacità antiossidanti e di
difesa immunitaria, nonché il magnesio, regolatore dell’umore e
ansiolitico, utile in particolare a chi non riesce a
concentrarsi o a studiare per colpa dell’ansia e della paura
dell’esame. Attenzione alle carenze di ferro, abbastanza
frequenti nelle adolescenti: l’anemia, ha tra i suoi sintomi
principali proprio la difficoltà a concentrarsi e una scarsa
resistenza alla fatica mentale.
Ma ci sono anche altre sostanze presenti nei cibi che sembrano
svolgere un’azione diretta sul cervello: la lecitina - e la
colina dalla quale deriva - e l’inositolo hanno uno stimolo
eccitatorio sulla mente aumentando il numero di
neurotrasmettitori. Sono tutti composti chiamati
vitamino-simili: la colina serve alla formazione di importanti
costituenti delle membrane cellulari (lecitine e sfingomieline)
e la sua integrazione viene utilizzata nella cura di svariati
disturbi neurologici. Anche l’inositolo è presente nelle
membrane cellulari ed è usato in certe patologie per aumentare
la velocità della risposta nervosa.
Il menu dello studente
Ma
come deve essere la giornata alimentare ideale dello studente,
specie se bambino o adolescente, valida anche nei giorni delle
prove di esame? Il consiglio più importante è quello di iniziare
la giornata con una buona prima colazione. È provato che chi la
fa ha delle migliori prestazioni intellettuali rispetto a chi la
salta. Inoltre consente di arrivare non troppo affamati o deboli
all’ora di pranzo, e quindi di evitare pasti abbondanti con la
conseguente sonnolenza pomeridiana. La prima colazione deve
essere completa: frutta, latte o yogurt con cereali (muesli con
fiocchi di avena) oppure pane (meglio se integrale) e miele o
marmellata. Ma anche una porzione di proteine a rotazione: un
uovo (magari sbattuto o alla coque), due fette di prosciutto, un
pezzetto di formaggio.
Riguardo ai due pasti principali, per avere un’alimentazione
equilibrata uno dovrà essere basato più sui carboidrati e
l’altro più sulle proteine. Ad esempio, un piatto di
pastasciutta al pomodoro fresco con una bella insalata mista e
colorata a pranzo; un primo leggero (come una crema di verdure),
un secondo a base di pesce, carne bianca o un uovo con contorno
a cena. Oppure viceversa, con proteine a pranzo per rimanere più
tonici nel pomeriggio e sfruttare l’effetto rilassante (e
saziante se si arriva affamati) dei carboidrati alla sera.
Come al solito gli spuntini ideali sono a base di frutta
preparata nel modo che il giovane preferisce (al naturale,
frullata, macedonia) ma anche a base di pane o yogurt.
L’importante però, è che il momento della merenda sia per il
bambino una pausa piacevole con qualcosa di buono: via libera
quindi a gelati alla frutta o ai frappè al cacao in polvere.
Oppure – ma non troppo spesso, una tazza di cioccolata, che per
il suo effetto eccitante è un po’ il caffè dei giovanissimi:
meglio “somministrarla” nel primo pomeriggio, per non disturbare
il sonno. Infatti, se non si dorme bene, non si studia neanche
bene.
Nutrienti per la memoria
-
Vitamina A.
Albicocche, anguria, asparagi, broccoli, carote, cachi,
cavolo, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi, pomodori,
spinaci, zucca.
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Vitamina C. Agrumi,
broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia,
peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci.
-
Vitamina E. Oli
vegetali (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci,
nocciole, pistacchi.
-
Vitamine gruppo B.
Fonti vegetali: cereali integrali, semi oleosi, frutta
secca, legumi (soia in particolare), ortaggi (cavoli,
radicchio, asparagi, spinaci). Fonti animali: fegato. La
B12, quasi assente nel mondo vegetale, si trova anche in
pesce, uova e latticini.
-
Omega 3 e DHA. Sono
presenti in tutti i pesci, in particolare in quelli grassi
(non di allevamento) come salmone, tonno, aringhe, sardine,
sgombri.
-
Selenio. Fonti
vegetali: aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali (specie
se integrali), cipolle, funghi, sedano. Fonti animali: carne
(agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati, pesce
(crostacei, frutti di mare, sardine, tonno), tuorlo d’uovo.
-
Zinco. Fonti
vegetali: tutti i cereali e i legumi, frutta oleosa. Tra gli
ortaggi: carote, cavolo verde, sedano, spinaci. Fonti
animali: carne e pesce in generale (acciughe, polipo,
seppie, ostriche).
-
Ferro. Fonti
vegetali: Legumi, pomodori essiccati, radicchio verde,
rucola, tarassaco, spinaci, foglie di rapa, germe di
frumento, muesli, fiocchi d’avena, semi oleosi e frutta
secca. Fonti animali: Fegato, carne in generale, pesce
(ostrica, cozza, mormora, scorfano, pagello).
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Magnesio. Fonti
vegetali: Cereali integrali, legumi, semi oleosi, bieta,
spinaci, carciofi, zucchine, banane. Fonti animali: Formaggi
stagionati (grana, pecorino), pollo, tacchino, bresaola,
uova.
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Colina. Verdure (in
particolare lattuga e cavolfiore); come lecitina si trova
nel tuorlo d’uovo (ricco inoltre di fosfatidilserina, utile
per la memoria), cereali e legumi (soia).
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Inositolo. Agrumi,
cereali integrali, noci, semi oleosi e legumi.
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