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La dieta di
primavera
A cura di Barbara Asprea
Nella nostra tradizione il
periodo di inizio primavera è legato al “fare pulizia”: in casa
si rimbiancano le pareti e ci si sbarazza delle inutili
cianfrusaglie. Allo stesso modo il nostro corpo ha bisogno di
rimettersi a nuovo dopo gli stress dovuti alla brutta stagione.
Mesi di vita sedentaria, al chiuso, con in più un’alimentazione
ricca di grassi e proteine ma povera di vegetali portano ad
accumulare più tossine nell’organismo. Per tossine si intendono
i cataboliti, ossia le sostanze di rifiuto prodotte dalle
cellule in seguito all’utilizzazione di glucosio od ossigeno, ad
esempio, indispensabili per la loro attività. Queste sostanze di
scarto vengono convogliate nel sistema linfatico e quindi nel
sangue venoso che le trasporta al fegato. Con il suo chilo e
mezzo di peso, il fegato è la ghiandola più grande del nostro
corpo e per le sue numerose e importanti funzioni è considerato
una sorte di centrale del metabolismo e quindi dell’energia. Il
fegato degrada in parte le tossine, rendendole idrosolubili,
cioè più facili da essere eliminate dai reni i quali
completeranno il processo di disintossicazione filtrandole dal
sangue e concentrandole nell’urina.
Mangiare
leggero, dopo gli eccessi invernali
È abbastanza intuitivo che una
corretta alimentazione svolga un ruolo centrale nell’aiutare la
funzionalità dei principali organi emuntori (fegato e reni) e
quindi una più efficace “pulizia” interiore. Ma come fare per
avere un’alimentazione dall’effetto disintossicante? È semplice,
basta abbandonare gli alimenti ricchi di lipidi e di zuccheri
(carni grasse e salumi, fritture, dolci e snack industriali
ecc.) e rivolgersi alla natura: frutta e verdura fresche,
cereali integrali, legumi possibilmente freschi, noci e semi.
Tutti sono ricchi di sostanze antiossidanti – come le vitamine
C, E e il betacarotene, precursore della vitamina A – essenziali
per proteggere le cellule del nostro organismo dagli attacchi
dei radicali liberi, provocati dall’eccesso dei grassi
“invernali” ancora in circolo. In più, svariati ortaggi
(carciofi, bietole, carote, cavoli) contengono composti
cosiddetti lipotropi, che svolgono un’azione decongestionante
sul fegato e migliorano lo smaltimento delle sostanze grasse.
In generale, un menù disintossicante che non affatichi
l’organismo prevede una colazione a base di cereali - ad esempio
un muesli - spuntini a metà mattina e al pomeriggio di frutta,
un primo di cereali con un’insalata a pranzo e una minestra di
legumi con un secondo di verdure miste a cena. Volendo si
possono aggiungere lo yogurt magro, per il benefico effetto
sulla flora intestinale e per il contenuto di vitamine del
gruppo B, utili al corretto metabolismo di grassi e zuccheri, e
la ricotta magra, cibo molto digeribile e nutriente.
Gli alimenti più preziosi
Vediamo ora quali sono i vegetali
stagionali che possono fornire un aiuto specifico.
Iniziamo dalla base della nostra alimentazione, ovvero i
cereali. Perché svolgano la loro azione depurativa è
consigliabile consumarli integrali in quanto, grazie al
loro contenuto di fibre insolubili, favoriscono il transito
intestinale riducendo il tempo di contatto con le sostanze
“indesiderabili”, a tutto vantaggio della salute.
Tra i cereali integrali il riso è quello con più spiccate
doti depurative: le sue fibre hanno un benefico effetto sulle
fermentazioni e microinfezioni batteriche dell’intestino.
Inoltre il suo germe contiene un olio con una buona quantità di
vitamina E dall’azione antiossidante. Da non molto gli sono
state scoperte delle sostanze antiaggreganti piastriniche, che
rendono il sangue più fluido.
Tra le verdure sono due quelle che si distinguono per le loro
proprietà depurative: il tarassaco e il carciofo.
Entrambe appartengono alla famiglia delle composite con una
doppia utilità per fegato. Da una parte hanno un’azione
colagogo-coleretica, stimolano cioè la produzione ma anche
l’eliminazione della bile da parte del fegato, con effetto
disintossicante; dall’altra sono diuretiche, e di conseguenza
facilitano l’escrezione delle tossine e contrastano la
ritenzione idrica. Il tarassaco viene considerata la
pianta più importante per il fegato: si chiama taraxacina il
principio attivo che stimola il flusso biliare con effetto
detossicante. Chiamata anche radicchio o dente di
leone, è un’erba selvatica ricca di caroteni e minerali
(calcio in particolare) che abbonda non solo dal verduraio ma
anche nei nostri prati: vanno colte le foglie, i germogli e il
colletto della radice. Si può mangiare subito in insalata oppure
essiccare per benefiche tisane (vedi oltre) ma in questo caso va
usata la radice della pianta che andrà raccolta in autunno.
Il carciofo, oltre che per l’effetto diuretico è indicato
per i disturbi alle vie biliari, riducendo il rischio di
calcolosi. Stimola l’eliminazione del colesterolo da parte del
fegato e ha capacità antiuriche, aiuta cioè a smaltire gli acidi
urici derivati dalle proteine animali, che potrebbero
accumularsi (scorie acide) e favorire la comparsa di dolori
articolari. Le sostanze epatoprotettrici del carciofo (cinarina)
svaniscono con la cottura: meglio perciò consumarlo in insalata
tagliato molto sottile e condito con olio e limone. Infine, se
fresco contiene molta inulina, fibra utile all’intestino.
Passando ad altri ortaggi stagionali, i ravanelli grazie
al rafanolo contenuto sono utili per la funzionalità epatica e
sono disintossicanti, oltre a essere buone fonti di vitamina C e
potassio. Anche l’ortica è considerata depurativa perché
agisce sulle secrezioni biliari: va consumata cotta in pizze
salate o paste ripiene, ad esempio. In linea generale, tutte le
insalate che hanno un gusto amarognolo, come ad esempio le
cicorie, possiedono delle sostanze utili per il buon
funzionamento epatico.
Non sono proprio di stagione ma virtù diuretiche e depurative
sono tipiche della cipolla e dei cavoli. La prima
è ricca di minerali e sostanze antiossidanti come i flavonoidi e
la vitamina E, ha un’azione decongestionante, diuretica,
depurativa e anche di disinfettante intestinale grazie all’allicina,
che le conferisce il tipico sapore. L’azione regolatrice
sull’intestino è dovuta anche all’inulina, che aiuta la flora
batterica “buona”. Cruda ha un maggiore effetto diuretico.
Tutta la famiglia dei cavoli, oltre al buon quantitativo di
potassio e vitamina C, è particolarmente ricca di sostanze
antiossidanti (fenoli, indoli ecc.), che oltre a combattere i
radicali liberi, servono all’organismo per disintossicarsi dalle
sostanze chimiche e ormoni eventualmente presenti nel cibo o
nell’ambiente.
I rossi frutti di primavera
La fragola è il frutto più
indicato in primavera perché è molto diuretica e favorisce
l’eliminazione degli acidi urici. Purtroppo quella coltivata in
serra è trattata con sostanze chimiche e perciò sarebbe
preferibile scegliere le fragole coltivate con metodi naturali
(lotta integrata, agicoltura biologica). Anche l’amarena
è un frutto molto depurativo perché è diuretico e anche
blandamente lassativo. È piuttosto difficile trovarla in
commercio, perché ha un periodo di vegetazione breve tra fine
maggio e inizio giugno e si conserva poco. Al suo posto si può
utilizzare la ciliegia che però è meno forte nell’azione
depurativa e può dare problemi a livello intestinale. Meglio
consumare le ciliegie con moderazione e mai a fine pasto, perché
nello stomaco può combinarsi male con gli altri alimenti e
complicare la digestione.
Più acqua e meno sale e alcol
Infine, è molto importante per
incrementare l’azione depurativa e ridurre la ritenzione idrica,
dovuta anche all’eccesso di tossine in circolo, ricordarsi di
bere almeno due litri, due litri e mezzo di liquidi al giorno,
anche sottoforma di tisane o infusi, e preferire l’acqua
oligominerale a basso residuo e scarso contenuto di sodio. Al
contrario sarà necessario fare attenzione al consumo di
alcolici: l’alcol, infatti, esercita un’azione tossica sul
fegato. Un bicchiere di vino a pasto è l’apporto che sarebbe
meglio non superare.
Per contrastare la ritenzione idrica data dal sodio contenuto
nel sale da cucina, oltre a limitare questo il più possibile, è
consigliabile scegliere vegetali ricchi di potassio - come
patate, spinaci, kiwi e banane. Da limitare anche i condimenti:
sebbene l’olio extravergine di oliva contenga preziose sostanze
antiossidanti è bene non esagerare: per sfruttarlo al meglio va
usato a crudo e non più di 2-3 cucchiaini per ogni pasto
principale.
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Depurarsi con le bevendo |
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Decotto
depurativo al tarassaco. Bollire per
qualche minuto 25 g di radici di tarassaco
in mezzo litro di acqua, lasciar
raffreddare, scolare e bere durante il
giorno. Volendo, dolcificare con miele. |
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Decotto
depurativo e drenante. Favorisce
l’eliminazione delle tossine e contrasta
gonfiori e ritenzione idrica. In parti
uguali: tarassaco radice, gramigna foglie,
carciofo foglie, ortica foglie, cicoria
(cicorium intibus). Mettere le erbe in acqua
fredda e quindi portarla a bollore per
cinque minuti circa. Spegnere la fiamma e
lasciare a macero per pochi minuti, quindi
filtrare. Una volta pronto, il decotto dura
24 ore; visto il suo sapore amarognolo è
consigliato un cucchiaino di miele. Berne
una-due tazze al giorno lontano dai pasti. |
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Un menù tutto verde |
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Ecco una schema dietetico, decisamente
leggero, vegetariano e ricco di alimenti
disintossicanti.
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Colazione |
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Spremuta di limone o di altri
agrumi
Dopo almeno una ventina di
minuti dalla spremuta:
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Yogurt bianco magro con fiocchi
di cereali oppure del pane
integrale tostato con marmellata
senza zuccheri aggiunti
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Una tazza di tè verde
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Metà
mattina |
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Uno yogurt magro al naturale
oppure frutta
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Pranzo |
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Un’insalata di carciofi crudi o
di altre verdure crude con olio
e limone
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Un primo a base di riso
integrale o altri cereali
condito semplicemente
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Una fettina di pane integrale
tostato
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Metà
pomeriggio |
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Frutta e tè verde o tisana
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Cena |
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Minestra di cereali e legumi (da
alternare con creme di verdure)
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Ricotta magra (o altri piatti
proteici magri, come il pesce)
con verdure miste al vapore
condite con olio e spezie (curcuma,
curry, rosmarino, senape…)
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Una fettina di pane integrale
tostato
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Dopocena |
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Una coppetta di fragole o di
altri frutti rossi
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