| CALCIO | |
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La funzione principale del calcio, che rappresenta circa il 2% del peso delle nostre ossa ed è il minerale più abbondante dell'organismo, è di mantenere "in salute" ossa e denti. Non tutti sanno che è essenziale anche per la coagulazione del sangue, per regolare l'attività del cuore e la contrazione della muscolatura: la sua mancanza può provocare crampi, problemi alla pelle ed agli occhi, sfaldamento delle unghie e mal di testa. Per il suo assorbimento e funzionalità è necessaria anche la presenza delle vitamine A, C e soprattutto D, di magnesio e fosforo. L'organismo è più predisposto ad assorbire il calcio prima dei 35 anni; in seguito l'assorbimento diviene alquanto difficoltoso e di solito solo il 20-30% del calcio ingerito viene metabolizzato. |
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Il fabbisogno giornaliero (fonte LARN) per gli adulti è di 800 mg; si consiglia alle donne in menopausa di aumentare questa dose fino a 1200-1500 mg in assenza di terapia ormonale sostitutiva. |
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Il calcio è presente in varie percentuali in tutti gli alimenti di origine lattiero-casearia: latte, yogurt e formaggi (in particolare quelli stagionati che ne contengono circa 1000 mg per 100 g), ma non solo. Infatti, anche le acciughe ed in genere tutto il pesce azzurro sono ottime fonti di calcio, così come il tofu, la rucola ed i broccoli. |
| CARBOIDRATI | |
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Più noti col nome di zuccheri (ed anche di glucidi), i carboidrati costituiscono la principale fonte di energia per tutte le funzioni del corpo e per l'apparato muscolare. I glucidi esplicano un effetto tranquillante e antidepressivo, favorendo indirettamente, la sintesi di serotonina. Si distinguono in zuccheri semplici (mono- e di-saccaridi) e complessi (polisaccaridi) e la loro presenza in una corretta alimentazione deve essere attentamente calibrata, dando la preferenza ai secondi in quanto forniscono energia a lunga durata. |
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I carboidrati forniscono 4 calorie al grammo e la quota di calorie che dovrebbe essere assunta quotidianamente con i carboidrati è del 50-60% del totale. |
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Pasta, riso e pane sono i principali alimenti da privilegiare per l'assunzione di carboidrati complessi; ricchi di zuccheri semplici invece sono la frutta ed il miele. |
| FERRO | |
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È un minerale fondamentale per l'organismo e presente in ogni cellula vivente; combinandosi con le proteine ed il rame, forma l'emoglobina, la molecola che trasporta l'ossigeno dai polmoni ai tessuti. In questo modo determina la qualità del sangue ed aumenta la resistenza allo stress ed alla fatica. Partecipa inoltre alla formazione della mioglobina, una sostanza che trasporta l'ossigeno ai muscoli consentendo la contrazione muscolare. L'organismo ne utilizza pochissimo: il 90% del ferro ingerito non viene assimilato e non raggiunge mai il sangue. Solo il 2-4% viene utilizzato e depositato principalmente nel fegato, nella milza, nel midollo spinale e nel sangue. Erroneamente si ritiene che la carenza di ferro sia all'origine di tutte le anemie, mentre quelle che lo sono, sono denominate sideropeniche. |
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Secondo i LARN il fabbisogno di ferro varia tra uomini e donne e per quest'ultime "oscilla" in base al loro "stato". Un maschio adulto (così come una donna in età non fertile) deve assumerne 10 mg al giorno; per la donna il fabbisogno va dai 18 mg al giorno per tutta l'età fertile (e cioè dal menarca fino alla menopausa), fino ai 30 mg al giorno in gravidanza; in allattamento si torna ai valori normali. |
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Poiché il ferro viene assorbito più facilmente in presenza di vitamina C e calcio, un'alimentazione corretta deve prevedere anche questi due elementi. Le fonti principali di ferro sono carni ed interiora (soprattutto fegato), tuorlo d'uovo, pesce, melassa, verdura a foglia verde, frutta secca, cacao amaro (ben 14,5 g per 100 g!), tofu. Il ferro di origine animale è più facilmente assorbibile di quello di origine vegetale, non bisogna però eccedere con le carni per non creare uno squilibrio fosforo- ferro che ne impedirebbe l'assorbimento. |
| LIPIDI (GRASSI) | |
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I grassi
costituiscono una fonte di energia "concentrata" per l'organismo
(tutti i tipi di grassi forniscono 9 calorie per g), che viene utilizzata
subito o accumulata nei depositi sottocutanei, rappresentando la riserva
necessaria al corpo umano. Essi sono indispensabili anche come veicolo per
l'assorbimento e l'utilizzo delle vitamine liposolubili. Le loro
caratteristiche organolettiche spesso li portano ad essere preferiti nei
confronti di altri alimenti (hanno un buon sapore, si usano per dare ai
cibi cotti una più gradevole consistenza, nel grasso si può rosolare,
friggere, saltare, insaporire …), ma un uso eccessivo di grassi
favorisce squilibri fisici, soprattutto obesità e disturbi
cardiocircolatori, senza dimenticare che l'abuso di grassi animali può
essere deleterio specie per l'apporto di
colesterolo. |
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Il fabbisogno quotidiano di grassi nella dieta é variabile e dipende anche dal clima. In climi temperati e per una persona adulta si calcola sufficiente una quantità di 70 g al giorno e nella misura del 20-25% delle calorie totali. Non si può scendere, comunque, al di sotto dei 30 grammi al giorno. |
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I grassi saturi sono contenuti in: formaggi, burro, prodotti lattiero-caseari non scremati, insaccati, olio di arachidi; i grassi insaturi sono contenuti nell'olio di colza, nell'olio di oliva, nell'avocado; i grassi polinsaturi omega-6 si trovano negli oli di girasole, di mais, di soia e di vinaccioli; i grassi polinsaturi omega-3 si trovano: nelle noci, nell'olio di noci, nell'olio di colza, nell'olio di mais, nell'olio di soia, in alcuni pesci grassi come le acciughe, gli sgombri, le aringhe ed il salmone. |
| NIACINA (Vitamina PP) | |
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Conosciuta anche come vitamina PP (dal nome della funzione con cui venne scoperta, Pellagra Preventive Factor), la niacina - in qualità di coenzima - aiuta gli enzimi nella scomposizione delle proteine, dei grassi e dei carboidrati; è efficace per la circolazione e la riduzione del tasso di colesterolo nel sangue; è fondamentale per una corretta attività del sistema nervoso, per il mantenimento della salute della pelle e della lingua, per la formazione dei tessuti del sistema digestivo; è necessaria per la sintesi degli ormoni sessuali. Poiché la presenza di niacina negli alimenti è relativamente bassa, spesso si consiglia in alternativa l'assunzione del triptofano, un aminoacido che può essere trasformato in niacina dall'organismo. |
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Le dosi stabilite dai LARN sono di 18 mg al giorno per l'uomo e 14 mg al giorno per la donna, di niacina o niacina-equivalenti (cioè sintetizzata a partire dal triptofano: 60 mg di triptofano rendono 1 mg di niacina). |
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Estratto di carne, carni magre, pesce, pollame, uova, fichi, prugne, arachidi sono ricche fonti di niacina e triptofano, così come gli integratori alimentari quali lievito di birra, germe di grano e fegato essiccato. |
| PROTEINE | |
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Il nome delle Proteine riflette il loro ruolo all'interno dell'organismo: proteios in greco significa "che occupa il primo posto" e le proteine, insieme all'acqua, sono le sostanze più abbondanti nel corpo. Questi nutrienti formano la struttura del corpo umano e svolgono una funzione plastica: servono a costruire, mantenere e rinnovare tutti i tessuti dell'organismo. Le proteine non sono utilizzate così come vengono ingerite, ma attraverso la digestione vengono scisse in aminoacidi che verranno poi utilizzati dall'organismo; in natura ci sono 8 aminoacidi essenziali che l'organismo non è in grado di produrre e che devono quindi essere introdotti con i cibi. Le proteine sono necessarie per la formazione degli ormoni, che controllano la crescita, lo sviluppo sessuale ed il tasso metabolico; inoltre intervengono nella coagulazione del sangue, proteggono l'organismo dalle infezioni, partecipano alla generazione e alla trasmissione degli impulsi nervosi. Costituiscono anche una fonte di energia di riserva (forniscono 4 calorie per grammo), a cui attingere quando la dieta è carente di grassi e carboidrati. |
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Determinare il fabbisogno proteico giornaliero non è semplice in quanto varia a seconda dell'età, del peso, delle condizioni di vita e di salute. I dati vanno da 0,75 g ad 1 g al giorno per kg di peso corporeo. Con un aumento in gravidanza ed allattamento. |
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Le proteine si distinguono in due categorie. Quelle ad elevato potere biologico (cioè con aminoacidi essenziali) si trovano nella carne, nel pesce, nel latte e derivati, nelle uova. Cereali e legumi contengono proteine di medio valore biologico; tuttavia piatti tipo pasta e fagioli, riso e lenticchie sono in grado di fornire proteine di elevato valore biologico. Le proteine si trovano in quasi tutti gli alimenti; ne sono completamente privi: lo zucchero, gli oli, le bevande alcoliche. |
| RIBOFLAVINA (vitamina B2) | |
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Questa vitamina, che fa parte di un gruppo di enzimi coinvolti nella trasformazione e utilizzazione di grassi, carboidrati e proteine, favorisce la trasformazione del cibo in energia, promuove uno sviluppo ed una crescita regolari, conserva l'integrità di pelle, occhi e sistema nervoso ed è necessaria per il mantenimento del benessere di capelli e unghie. |
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La dose raccomandata è di 1,6 mg al giorno per l'uomo e 1,3 mg per la donna (fonte LARN). Il fabbisogno aumenta durante la gestazione e l'allattamento. |
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La principale fonte di riboflavina è il latte. Essa è contenuta anche in altri alimenti di origine animale (pesce, pollo, uova e formaggio), nel germe di grano e nel lievito di birra. |
| TIAMINA (vitamina B1) | |
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La tiamina è stata indicata come vitamina B1 in quanto è stata la prima del gruppo B ad essere scoperta, agli inizi degli anni 30. Questa vitamina si comporta come un coenzima e favorisce la trasformazione del glucosio in energia, aiutando anche l'organismo a sfruttare l'energia così prodotta. E' indispensabile per i processi digestivi e stimola le attività del cuore, dei muscoli e dell'apparato digerente. E' conosciuta anche come "vitamina del morale" poiché interviene nella trasmissione nervosa a livello centrale, ed è in rapporto con la capacità di apprendimento individuale. La tiamina è vulnerabile al calore, all'aria, alla cottura in acqua; inoltre nella lavorazione industriale dei cereali, una notevole percentuale si perde con la raffinazione (farine 00) o con la brillatura (riso). L'abuso di alcol interferisce con il suo assorbimento. |
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La dose raccomandata è di 1,2 mg al giorno per l'uomo e 0,9 mg per la donna (fonte LARN). Il fabbisogno aumenta in caso di stress, stati febbrili, attività fisica e dieta ricca di zuccheri. |
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Il germe di grano e di altri cereali sono particolarmente ricchi di tiamina, così come il lievito di birra. Nelle carni, è presente nel prosciutto crudo, nel fegato e nel cervello; si trova inoltre nella soia, nei fagioli secchi, nel tuorlo d'uovo, nel latte e nei formaggi. Pane, riso e pasta ne contengono una percentuale limitata, ma essendo generalmente consumati in elevate quantità apportano una discreta dose alla nostra dieta. |
| VITAMINA A | |
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In natura si trova in due forme principali: il retinolo (di origine animale) ed i carotenoidi (di origine vegetale) che sono provitamine, cioè precursori della vitamina A. Questa vitamina aiuta la crescita e la riparazione dei tessuti del corpo e contribuisce a mantenere la pelle morbida, liscia e libera da malattie; inoltre protegge le mucose riducendone l'esposizione alle infezioni. Altre importanti funzioni riguardano la costituzione di ossa robuste e denti forti, la formazione di un sangue ricco ed il mantenimento di una buona vista. |
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La dose giornaliera raccomandata viene misurata in RE (Retinolo Equivalente: 1 RE = 1 mcg di retinolo = 6 mcg betacarotene) è di 700 mcg al giorno per l'uomo e 600 mcg per la donna (fonte LARN). Il fabbisogno aumenta durante la gestazione e l'allattamento. |
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La principale fonte di vitamina A è l'olio di fegato di pesce ed il fegato di mammiferi. Le provitamine si trovano nella frutta e nella verdura di colore arancione (albicocche, melone, pesche, cachi, carote, zucche) negli ortaggi di colore scuro (spinaci, cicoria, radicchio), nel latte e nel burro. In una dieta corretta circa il 70% di vitamina A proviene da caroteni. |
| VITAMINA C | |
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Conosciuta anche con il nome di acido ascorbico, questa vitamina è probabilmente la più "famosa", grazie alle sue innumerevoli doti. Tra queste ricordiamo che aumenta la resistenza dell'organismo stimolando il sistema immunitario e proteggendolo dalle infezioni; favorisce la robustezza e la compattezza delle ossa, cartilagini, dentina e pareti dei capillari; interviene nella sintesi del collagene e nella formazione degli ormoni surrenalici, favorisce l'assorbimento del ferro incrementando il tasso di emoglobina; esplica un'attività antiossidante, neutralizzando i radicali liberi in sinergia con le vitamine A ed E e il selenio; previene la degenerazione cellulare, contrasta gli effetti tossici della nicotina, previene l'accumulo di istamina (responsabile di allergie). |
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La dose giornaliera raccomandata, a partire dai 15 anni, è di 60 mg al giorno (fonte LARN); durante la gravidanza e l'allattamento si arriva a 70-90 mg. |
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La vitamina C è sensibile all'ossigeno; pertanto i cibi che la contengono non vanno lasciati all'aria, ma consumati freschi. Si trova in abbondanza nella frutta (fragole, kiwi, agrumi) e verdura fresca (broccoli, prezzemolo, peperoni, cavolfiori, spinaci). |
| VITAMINA D | |
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Questa vitamina, che può essere acquisita sia con l'alimentazione sia con l'esposizione ai raggi del sole, stimola e controlla l'assorbimento di calcio e di fosforo da parte dell'intestino; è necessaria per una buona crescita ed è preziosa nel mantenere un sistema nervoso stabile; inoltre ha un ruolo attivo nel metabolismo cellulare di base di moltissimi tessuti umani. |
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La dose giornaliera raccomandata (fonte LARN) è più consistente durante l'infanzia; in questo periodo si consiglia di assumere 10 mcg al giorno; per gli adulti la dose va dai 0 ai 10 mcg; durante la gravidanza e l'allattamento si stabilizza sui 10 mcg. |
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La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti vegetali, si trova nell'olio di fegato di merluzzo, nelle sardine, nel salmone, nelle aringhe e nel tuorlo d'uovo. |
| MAGNESIO | |
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Il magnesio è un minerale essenziale davvero importante per l'organismo in quanto interviene nella regolazione del metabolismo e nello sviluppo della massa muscolare. Recenti studi hanno anche dimostrato l'importanza del magnesio nella prevenzione e terapia del diabete di tipo II. Si è visto che quanto è più basso il tasso di magnesio tanto più aumenta il rischio di diabete; ciò è dovuto al fatto che la carenza di magnesio riduce la sensibilità dei recettori di membrana all'insulina. |
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Il fabbisogno giornaliero è stimato in 300-350 mg per gli adulti ed aumenta in gravidanza e se si pratica un'attività sportiva. |
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E' presente in grandi quantità nei semi e nelle foglie verdi (come gli spinaci), ma la cottura riduce fino al 75% il contenuto di magnesio. I cibi più ricchi sono: frutta secca (mandorle, arachidi, nocciole e noci), crostacei, soia, cacao |
| FOSFORO | |
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Questo macroelemento, che rappresenta più dell'1% del peso corporeo, agisce spesso in concomitanza con il calcio ed il loro equilibrio è necessario affinché entrambi i minerali siano usati efficacemente dall'organismo. Il fosforo riveste un ruolo importante in quasi ogni reazione chimica del corpo, poiché è presente in tutte le cellule: è un costituente essenziale dei fosfolipidi (lecitina, cefaline, sfingomieline) e svolge un ruolo fondamentale nel ricambio cellulare. La sua carenza determina astenia, in quanto tutti i processi di produzione di energia vedono l'intervento del fosforo; è indispensabile per la trasformazione dei grassi, dei carboidrati e delle proteine in energia. |
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Il fabbisogno di fosforo varia tra uomini e donne e per quest'ultime "oscilla" in base al loro "stato". Un maschio adulto (così come una donna in età fertile) deve assumerne 800 mg al giorno; per la donna in menopausa il fabbisogno arriva a 1000 mg al giorno, mentre durante la gravidanza e l'allattamento si deve introdurne una quantità superiore pari a 1200 mg al giorno. |
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Circa il 70% del fosforo ingerito, viene assorbito dal nostro organismo e depositato nelle ossa e nei denti. Le principali fonti dietetiche sono: le proteine della carne e del latte, le uova, i pesci, i legumi ed i cereali. Anche la crusca di cereali, il germe di grano, i semi e le noci sono un'eccellente fonte. |
| RAME | |
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Questo minerale-traccia è molto importante e presente in tutti i tessuti dell'organismo: partecipa, infatti, alla formazione dell'emoglobina e dei globuli rossi, facilitando l'assorbimento del ferro. Ricopre notevole importanza per i processi di cheratizzazione di pelle e capelli. Inoltre, il rame è necessario per la produzione di melanina (pigmentazione) e per l'eliminazione dei radicali liberi; collabora con la vitamina C alla produzione di elastina, una componente fondamentale delle fibre elastiche dei muscoli del corpo. Infine, aumenta la resistenza alle infezioni ed agli agenti tossici. |
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Il fabbisogno giornaliero è di 1,2 mg (fonte LARN); circa il 30% del rame viene assorbito dall'organismo, che lo immagazzina nei tessuti. |
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Il rame è presente nella maggior parte dei frutti di mare (ostriche), nel fegato, nei cereali integrali, mandorle, verdure a foglia verde e legumi secchi, cioccolato. |
| COLESTEROLO | |
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Il termine colesterolo designa il nome di un grasso che l'organismo produce autonomamente e che è essenziale per la costituzione delle membrane cellulari e degli ormoni sessuali, oltre ad aiutare la digestione. Distinguiamo il colesterolo in HDL, noto anche come colesterolo "buono" perché protegge il sistema circolatorio, e LDL o "cattivo", poiché se presente in alti tassi tende a depositarsi sulle pareti delle arterie favorendo la formazione di una placca che le indurisce e ne riduce il calibro interno oltre che l'elasticità. Alti livelli di colesterolo LDL (ipercolesterolemia) costituiscono, con l'ipertensione, una delle principali concause delle malattie cardiache (ictus, infarto), primaria causa di mortalità in Occidente. |
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Tutto il colesterolo necessario per l'organismo viene autoprodotto, pertanto non sarebbe necessario introdurne con l'alimentazione. Purtroppo, il modello alimentare prevalente, fotografa una realtà in cui i cibi ricchi di colesterolo (carni grasse, formaggi, burro) prevalgono su quelli che non lo contengono (tutti i vegetali). Per combattere l'ipercolesterolemia occorre agire su due fronti: privilegiare cibi che non contengono questo grasso e utilizzare come condimento grassi insaturi (oli vegetali) che riducono la formazione delle placche. |
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È ormai ampiamente dimostrato che le proteine, i grassi polinsaturi e gli isoflavoni della soia hanno la proprietà di abbassare il colesterolo LDL; pertanto tutti i prodotti a base di soia sono da considerarsi ottimali. Anche l'olio extravergine di oliva e gli oli di semi di mais e di girasole (da consumarsi rigorosamente a crudo) sono ricchi di grassi insaturi che riducono la formazione delle placche di colesterolo, mantenendo il sistema cardiovascolare in buona salute. Via libera anche alla carne bianca ed al pesce, soprattutto di mare, ricco di grassi polinsaturi omega-3, che favoriscono la sintesi del colesterolo "buono" HDL. Infine ortaggi e frutta: oltre ad essere privi di colesterolo sono ricchi di fibre, sostanze che possono aiutare a ridurre l'assorbimento di questo grasso. |
| VITAMINA E (Tocoferolo) | |
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Formata da un gruppo di 7 componenti chiamati tocoferoli, la vitamina E è un eccezionale antiossidante che protegge le cellule del corpo dai danni dell'invecchiamento, oltre a costituire un valido strumento contro i disturbi di cuore e circolazione. Inoltre, migliora l'elasticità della pelle e protegge l'apparato riproduttivo, per questo è anche chiamata "vitamina della fertilità". Numerosi studi hanno messo in correlazione l'effetto antiossidante della vitamina E con un suo potenziale ruolo preventivo nelle malattie degenerative, ad esempio cancro ed aterosclerosi. |
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Il fabbisogno giornaliero è stimato in 10 mg al giorno per l'uomo e 8 mg per la donna; per quest'ultima aumenta a 9 mg durante la gravidanza e a 11 mg durante l'allattamento. |
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Ottime fonti di vitamina E sono l'olio di germe di grano, l'olio di arachidi, la soia, il cioccolato, il prezzemolo, le sardine, le verdure a foglia verde. |
| SELENIO | |
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Questo oligoelemento presente nell'organismo in quantità minime, è essenziale per prevenire danni cellulari causati da batteri, virus, agenti tossici. Il suo ruolo "antiossidante" consiste nell'essere parte integrante ed indispensabile di un enzima che previene la formazione dei radicali liberi, ritenuti la base dell'invecchiamento umano e dello sviluppo di malattie croniche e degenerative. Inoltre, è un elemento importante nella prevenzione dell'ipertensione, infarti, ictus ed insufficienza renale ipertensiva. Il selenio è necessario per la produzione di prostaglandina, una sostanza che regola la pressione del sangue. |
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Le dosi raccomandate per l'uomo sono di 55 microgrammi al giorno (fonte LARN); più elevato il fabbisogno della donna in allattamento che dovrebbe assumerne 70 mcg al giorno. |
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La presenza di selenio negli alimenti è variabile e fortemente influenzata dalla sua concentrazione nel terreno. Le principali fonti alimentari sono soprattutto quelle proteiche: pesce (acciughe, aringhe, gamberi, merluzzo, salmone), carne (pollo, frattaglie di ovini, bovini, suini), tuorlo d'uovo; anche alcune varietà di frutta e verdura, nonché i cereali integrali, contengono questo oligoelemento, ma la quantità varia in relazione a quella del terreno in cui sono coltivati. |
| DIABETE | |
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Considerato ormai da tempo non più una malattia ma una sindrome che raggruppa numerose condizioni morbose aventi per comune denominatore l'iperglicemia, con il termine diabete generalmente si intende il "diabete mellito" (da distinguersi dal "diabete insipido", una rara affezione metabolica). Il diabete è provocato da un'insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas: senza insulina il corpo non riesce a metabolizzare gli zuccheri, aumentando così la concentrazione di glucosio nel sangue. Il diabete viene diviso in due tipi: tipo I, chiamato anche diabete giovanile e tipo II, conosciuto come diabete grasso o alimentare o della maturità. Il primo è caratterizzato dalla completa mancanza di insulina e, sul piano terapeutico, dalla insulino-dipendenza. Il secondo è la forma più comune e le persone affette sono in grado di produrre insulina. Tuttavia il loro organismo non ne produce una quantità sufficiente o le loro cellule mostrano una certa resistenza all'azione dell'insulina. Spesso una dieta adeguata ed il raggiungimento/mantenimento di un peso forma sono due condizioni sufficienti per controllare questo tipo di diabete. Se questi accorgimenti non bastano si deve ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti orali, combinati alla dieta ed all'esercizio fisico. |
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Il diabete di tipo II colpisce in prevalenza soggetti di età superiore ai 30 anni ed è abitualmente associato ad obesità, spesso ha una causa ereditaria ed alcuni dei sintomi sono: visione appannata, prurito, sete insolita, sonnolenza, spossatezza, infezioni della pelle, formicolio ed insensibilità dei piedi. |
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Quando i livelli di glucosio sono alti, è di fondamentale importanza controllare la dieta che deve essere finalizzata a ridurre l'apporto di zucchero con i cibi. Poiché spesso questo problema è correlato all'obesità, all'ipertensione e ad alti livelli di colesterolo, bisogna limitare tutti gli alimenti che possono peggiorare queste condizioni. Chi è affetto da diabete conosce molto bene quali sono gli alimenti da privilegiare e quelli da evitare. Come suggerimento generale si consiglia di seguire le indicazioni fornite dalla piramide alimentare tenendo presente che deve essere data la preferenza agli zuccheri complessi ad assorbimento lento (amido), evitando gli zuccheri semplici ad assorbimento rapido (glucosio e saccarosio). Le fibre, fondamentali per ripristinare i normali tassi di glicemia poiché rallentano l'assorbimento intestinale, si possono trovare sia nelle verdure sia nei cereali integrali. Gli ortaggi sono dei validi alleati e si consiglia di favorire il consumo di aglio (contro livelli alti di pressione e colesterolo) e di cipolla che aiuta a ridurre la produzione di tossine e ad abbassare il tasso glicemico. Per quanto riguarda la frutta, è bene limitarsi a 2-3 porzioni al giorno e privilegiare frutti a basso contenuto zuccherino; la mela contiene pectina, una particolare fibra solubile, utile per la regolazione della glicemia. Ricordiamo che la caratteristica dei carboidrati della soia è quella di essere assorbiti lentamente, liberando glucosio nel sangue in modo graduale, proteggendo così il diabetico da improvvisi picchi di insulina. |
| ISOFLAVONI | |
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Gli isoflavoni (con i lignani ed i cumestani) sono fitoestrogeni, cioè estrogeni di origine vegetale che svolgono alcune attività simili a quelle degli estrogeni umani. In particolare gli isoflavoni di soia svolgono un'azione "simil-ormonale", a cui si associano numerosi altri effetti articolati, come quello di ridurre il rischio di sviluppare tumori ormonodipendenti. In più, i fitoestrogeni inibiscono la proliferazione di cellule maligne e la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), fenomeni indispensabili alla crescita tumorale. Infine, sono state dimostrate una spiccata attività antiossidante, soprattutto della genisteina antinfiammatoria ed antipertensiva. Oggi, si può affermare che gli isoflavoni sono efficaci contro le vampate di calore e gli altri sintomi tipici della menopausa; inoltre, studi clinici hanno evidenziato il ruolo degli isoflavoni nella prevenzione della malattia cardiovascolare. |
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La North American Menopause Society (Consensus Opinion, 2000) ha dato alcune linee guide per il consumo giornaliero: per le donne in menopausa consiglia un'assunzione di 40-80 mg. |
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Tutti gli alimenti a base di soia, in particolare quelli a base di proteine di soia. |
| SOIA E MENOPAUSA | |
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GLI ISOFLAVONI DELLA SOIA RIDUCONO I SINTOMI DELLA MENOPAUSA Sulla base di uno studio, pubblicato su Obstetrics and Gynecology, le donne in postmenopausa che assumono quotidianamente integratori contenenti isoflavoni di soia possono sperimentare una riduzione dei sintomi associati alla menopausa. Gli isoflavoni sono un gruppo di composti presenti in alcuni semi che esplicano una debole attività estrogeno-simile (per questo sono comunemente citati come "fitoestrogeni"). La ricerca suggerisce che l'attività dei fitoestrogeni della soia è riconducibile, in particolare, a due isoflavoni, la daidzeina e la genisteina. Lo studio, della durata di 4 mesi, ha coinvolto 80 donne in postmenopausa fra i 45 e i 55 anni, che hanno assunto quotidianamente o 100 mg di isoflavoni di soia o un placebo. La frequenza e l'intensità di 11 distinti sintomi da menopausa sono state monitorate tramite questionario prima e dopo il trattamento. Negli stessi intervalli sono stati altresì misurati i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, la pressione sanguigna, l'indice di massa corporea (BMI, un indicatore di obesità) e gli ormoni riproduttivi. I risultati hanno mostrato, nelle donne trattate con isoflavoni, una significativa riduzione dei sintomi da menopausa fra l'inizio e la fine dello studio. In aggiunta, i punteggi dei sintomi, in queste ultime, erano del 40% inferiori (il che sta ad indicare una sintomatologia meno acuta) rispetto al gruppo trattato con placebo, con una differenza statisticamente significativa. Nessuna differenza significativa fra i due gruppi è stata invece riscontrata nei livelli di zucchero, pressione sanguigna e BMI. Nel gruppo isoflavoni, i livelli ematici di estradiolo (un tipo di estrogeno) sono raddoppiati; nel gruppo placebo, invece, non si sono modificati. Poiché il trattamento con isoflavoni non ha incrementato lo spessore della parete uterina, tale trattamento non appare tale da aumentare il rischio di cancro dell'utero. Rispetto al gruppo placebo, il gruppo isoflavoni ha registrato una significativa riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL ("cattivo"), il che conferma le proprietà benefiche della soia per la salute del cuore e delle arterie contro il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, inclusi gli infarti, come già tanti altri studi hanno evidenziato. I sintomi da menopausa possono includere vampate di calore, insonnia, nervosismo, dolori articolari, mal di testa e palpitazioni. Per lenire questi sintomi, tradizionalmente, si utilizza la Terapia Ormonale Sostitutiva (HRT), che però può aumentare il rischio di sviluppare cancro all'utero e alla mammella. Gli autori dello studio suggeriscono che l'assunzione quotidiana di isoflavoni di soia può rappresentare un trattamento sicuro ed efficace nel controllo dei sintomi da menopausa, senza che ciò aumenti il rischio di cancro. Fonte: Obstet Gynecol 2002;99:389-94. Autori: Han KK, Soares JM Jr, Haidar MA et al. Riferimenti: Wei H, Brown R, Cai Q et al. Proc Soc Exp Biol Med 1995;208:124-9 - Sirtori CR, Drug Saf 2001;24:665-82 |
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| SOIA E CUORE | |
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EFFETTI CARDIOVASCOLARI DEI FITOESTROGENI DI SOIA STUDI PRE-CLINICI
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| SOIA E SALUTE | |
| PROPRIETA BIOLOGICHE DELLA
GENISTEINA
Polkowski K; Mazurek
AP. Drug Institute, Varsavia, Polonia La Genisteina, un isoflavone derivato dalla soia, sta ricevendo, negli ultimi tempi, molta attenzione da parte della comunità medico scientifica. Si è trovato che questo composto è un potente agente sia nella profilassi e nella terapia del cancro sia in quella di altre malattie croniche. Questo consistente interesse per la Genisteina ha portato alla identificazione di numerosi target intracellulari. A livello molecolare, la Genisteina inibisce lattività dellATP utilizzando diversi enzimi, fra i quali quelli coinvolti nel metabolismo del fosfatidilinositolo; in più, la genisteina può agire attraverso un meccanismo mediato dai recettori estrogenici. Ad un livello un gradino superiore, ad esempio a livello cellulare, la Genisteina induce apoptosi e differenziazione nelle cellule tumorali, inibisce la proliferazione cellulare, esplica effetti antiossidanti, inibisce langiogenesi e sopprime le funzioni di osteoclasti e linfociti. Queste proprietà fanno si che la Genisteina sia un agente innovativo promettente nel trattamento del cancro. Ulteriori proprietà salutistiche della Genisteina sono state mostrate in caso di osteoporosi, malattie cardiovascolari e menopausa; la Genisteina è stata altresì usata con successo come agente immunosoppressivo sia in vitro sia in vivo. Tutti questi effetti, sui tre livelli biologici dazione, richiedono diverse concentrazioni di Genisteina e solo alcuni sono rilevanti negli individui che consumano diete ricche in soia; per gli altri, occorre la somministrazione di Genisteina purificata, in dosi più elevate. Il principale vantaggio della genisteina come potenziale farmaco consiste nella sua azione multidirezionale nelle cellule vive e nella sua bassissima tossicità. |
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La
Piramide è il simbolo della "sana ed
equilibrata alimentazione":
ci deve guidare nella scelta giornaliera degli alimenti.
La Piramide è formata da 6 sezioni contenenti vari gruppi di alimenti.
Ciascun gruppo deve essere presente nella nostra dieta in modo proporzionale
alla grandezza della sua sezione.
Alla base della Piramide troviamo gli alimenti che possiamo utilizzare più
liberamente mentre al vertice troviamo quelli che è meglio limitare.
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Limitare
al minimo |
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È
importante ricordare che:
Nessun alimento, preso singolarmente, è in grado di soddisfare tutte le
esigenze del nostro corpo
Nessun alimento è, di per sé, indispensabile e quindi può essere sostituito
da altri cibi con caratteristiche analoghe