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                               I cani - Malattie infettive

 

Leptospirosi

È una malattia comune all'uomo e a molte specie animali.

Gli agenti eziologici delle leptospirosi sono le leptospire appartenenti all'ordine Spirochetales, ed in particolare Leptospira interrogans in tutte le sue più di 200 sierovarianti raggruppate in 23 sierogruppi di parentela antigenica.

Premesso che ogni sierotipo di leptospira è potenzialmente in grado di infettare mammiferi di qualsiasi specie, la leptospirosi nei nostri animali può decorrere in forma acuta e grave con setticemie, emorragie, epatiti, nefriti e meningiti; in forma sub-acuta moderatamente grave con nefriti, epatiti, agalassia, meningiti; in forma cronica con iridociclite, aborti, mortalità neonatale; ed in forma subclinica evidenziabile con il solo rilievo anticorpale.

Il cane può essere colpito da L. icterohaemorragihae (Weil canino) che determina una sindrome ittero-emorragica acuta, sintomi renali ed intestinali; da L. canicola (malattia di Stoccarda o tifo canino) che dà nefrite interstiziale, gastroenterite emorragica, stomatite ulcerosa, forme uremigene; oltre che da L.bratislava, L.pomona, L. grippothyphosa e altre.

L’infezione che nel cane è cosmopolita benchè in diminuzione grazie alla vaccinazione, colpisce soggetti di tutte le età, razza, sesso. Essa è legata a fattori stagionali (tarda estate-autunno, periodi di piogge) oltre che ad attività particolari del cane come la caccia, la ricerca di tartufi, etc… Il contagio è indiretto di solito tramite contatto con acque infette, topi e ratti portatori. Il quadro clinico presenta un periodo di incubazione di 5-9 giorni, leptospiremia, febbre, abbattimento marcato, anoressia, congestione oculo-congiuntivale, vomito, ittero, polidipsia per compromissione renale, stato uremico, iperazotemia da alterazioni epatico renali. Possono esserci dei sintomi nervosi di meningite e meningo-encefalite oltre che interessamento dell’occhio con iridocicliti e cheratiti. Per ciò che concerne la malattia di Stoccarda si può avere anche oltre al vomito intenso e frequente, feci vischiose giallastre con bile o rossobrunastre emorragiche, stomatite con necrosi epiteliale e scialorrea. La terapia prevede antibiotici (penicillina, tetracicline per evitare lo stato di portatore asintomatico), reidratazione e controllo del vomito.

La vaccinazione semestrale, molto diffusa, prevede l’utilizzo di ceppi di L. icterohaemorragihae, L. canicola, L.pomona e L. grippothyphosa.

 

Tubercolosi

Fortunatamente poco diffusa, questa malattia richiede attenta considerazione perché trasmissibile all'uomo. Ne sono vittime cani in cattive condizioni di nutrizione. Responsabili del contagio sono altri animali, anche di specie diverse, e talora l'uomo. La localizzazione più diffusa è quella polmonare. I sintomi più caratteristici sono tosse, febbre, respiro difficoltoso, dimagrimento.
Per una diagnosi precisa si ricorre a specifici accertamenti di laboratorio (esami radiologici ecc.). La pericolosità di questa malattia ne sconsiglia la cura: la legge impone giustamente l'abbattimento dell'animale.

 

Piroplasmosi

È una malattia che potremmo definire stagionale in quanto compare per lo più nei mesi primaverili-estivi quando compaiono le zecche che ne sono il veicolo.

 

Fonte: http://www.cani.net/