Regno d'Italia

Con Regno d'Italia si intende lo stato monarchico la cui sovranità territoriale ha riguardato, in periodi diversi, una parte ragguardevole, o la totalità, della regione geografica italiana. In Italia si sono infatti susseguiti diversi regni, i primi dei quali risalenti al Medioevo e successivamente durante la dominazione straniera. L'ultimo, governato da Casa Savoia, ha dato vita allo Stato attualmente risiedente su gran parte della regione geografica italiana.

Dopo la caduta dell' Impero Romano d'Occidente nel 476, si susseguirono in Italia una serie regni guidati da re Ostrogoti. In seguito, quando i Longobardi nel 568 invasero l'Italia, instaurarono una loro dinastia che durò fino all'avvento di Carlo Magno e dei re franchi.

 

Il  Regnum Italiae talvolta citato anche come Regnum Italicum inizia a conformarsi per la prima volta dopo il 781 per indicare i territori del cessato regno longobardo conquistati da Carlo Magno e attribuiti al suo terzo figlio Pipino, avuto dalla moglie Ildegarda. Alla morte di Pipino l'8 luglio 810 gli succedette il figlio Bernardo. Quando anche Carlo Magno venne a mancare nell'814, la carica imperiale venne trasmessa al figlio Ludovico il Pio, che assegnò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario con conseguente ribellione di Bernardo, il quale dopo esser stato sconfitto, imprigionato ed accecato, morì il 17 aprile 818. Le lotte per la successione ebbero termine nell'843 con il trattato di Verdun che vide la nascita di tre regni che successivamente acquisirono connotazioni nazionali:

Il Regnum Italiae, che aveva come capitale Pavia, comprendeva gli ex territori longobardi chiamati al nord Langobardia Major ovvero i territori corrispondenti pressappoco alle odierne regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Friuli e Veneto con l'esclusione della zona di Venezia, e la Langobardia Minor ovvero il Ducato di Spoleto (parte del Patrimonium Sancti Petri) e il Ducato di Benevento al centro sud.

Con l'indebolimento della compagine imperiale i territori del Regno d'Italia finirono in una sorta di anarchia feudale, dominata dai signori locali nonostante alcuni deboli monarchi si avvicendassero sul trono, arrivando anche talora a venire incoronati dal papa.

Un'eccezione relativamente solida fu il governo di Ugo di Provenza, che tra il 926 e il 946 regnò e cercò di risolvere le diatribe ereditarie sul titolo associandolo fin da subito a suo figlio Lotario II. Questi però scomparve già nel 950, per cui gli successe il marchese d'Ivrea Berengario II, che a sua volta elesse come successore il figlio Adalberto. Berengario, temendo lotte e trame per il potere, fece perseguire la vedova di Lotario II, Adelaide, che si rivolse all'Imperatore tedesco Ottone I, chiedendogli aiuto a fronte di quella che riteneva l'usurpazione della corona da parte di Berengario.

La persecuzione di Adelaide diede il pretesto a Ottone I per scendere in Italia, dove doveva avere già progetti una volta consolidato il suo potere in Germania. La sua spedizione ebbe principalmente tre motivi:

  1. L'Italia era attraversata dalle principali vie di comunicazione;

  2. In Italia Ottone poteva avviare un confronto con l' Imperatore bizantino, che vi possedeva ancora numerosi territori soprattutto sulla costa adriatica e nell'Italia meridionale;

  3. In Italia risiedeva il papa, con il quale Ottone intendeva instaurare un rapporto diretto.

Dopo aver sconfitto Berengario entrò nella capitale Pavia, sposò Adelaide e si cinse della corona italiana nel 951, legandola a quella dell'Impero romano-germanico. Ottone avrebbe forse voluto proseguire verso Roma, ma la pressione degli ungari in Germania lo costrinse al rientro.

Da allora la corono d'Italia era istituzionalmente connessa a quella imperiale, per cui fu automaticamente ereditata ai successori di Ottone I fino al 1002.

Nel 1002 i feudatari italiani, riuniti a Pavia, decisero di assegnare la corona d'Italia ad uno di loro, stanchi del vuoto di potere causato dalla mancata autorità del sovrano tedesco e scontenti della sua alleanza con la gerarchia ecclesiastica che li escludeva. Venne scelto Arduino d'Ivrea, ma egli incontrò dure resistenze soprattutto tra i feudatari ecclesiastici della pianura padana. Sconfitto, fu costretto a ritirarsi nel monastero di Fruttuaria, dove morì nel 1014. Ottone III, l'imperatore che era l'antagonista di Arduino, era nel frattempo scomparso nel 1002 mentre cercava di rientrare a Roma, dove era stato espulso dai nobili a lui nemici.

Il Regnum Italiae cessò di fatto di esistere con l'avvento delle autonomie comunali. Oltretutto le ambizioni autonomistiche e in taluni casi indipendentistiche dei feudatari italiani, non permisero mai al Regno di assumere una forza e un peso politico rilevanti.

 

Regno d'Italia (1805-1814)

Nasce nel 1805 per volontà di Napoleone Bonaparte.

Il 18 marzo 1805 con la pace di Presburgo l'Austria rinuncia a Gorizia ed alla Provincia Veneta. Il Veneto viene unito alla Repubblica Italiana, creando il Regno d'Italia. Nel 1809 vengono staccate Gorizia, Trieste, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro per formare le Province Illiriche sotto il controllo francese, con capitale Lubiana.

A questo punto Napoleone Bonaparte, il quale si era fatto Imperatore dei francesi facendosi incoronare da papa Pio VII - trasforma anche la precedente Repubblica Italiana in Regno d'Italia - e si auto nomina Re d'Italia. Il 26 maggio 1805 a Milano vi fu l'incoronazione. Viceré è nominato Eugène de Beauharnais, uomo del quale il Bonaparte si fidava ciecamente e del quale era sicuro di non dovere temere che perseguisse obiettivi politici propri.

Il regno cessa nel 1814 con la fine del periodo napoleonico: il 6 aprile 1814, Napoleone si disse pronto ad abdicare, atto che fu formalizzato il giorno 11. Il giorno 16 il Beauharnais comunicava di avere concluso anch'egli un armistizio con il feldmaresciallo austriaco Bellegarde, anche se sperava che il suo trono potesse essere salvato dalla disfatta napoleonica. Dopo i disordini milanesi del 20 aprile con il linciaggio a morte del ministro delle finanze Giuseppe Prina ad opera della folla inferocita, Beauharnais capì tuttavia di non avere l'appoggio della popolazione. La gente lo identificava infatti con i detestati francesi e così il giorno 26 abdicò, lasciando il giorno successivo l'Italia per ritirarsi in esilio in Baviera presso i suoceri.

Aveva così fine il Regno napoleonico d'Italia.

 

Regno d'Italia (1861-1946)

Nasce nel risorgimento dal Regno di Sardegna, privato nel 1860 di Nizza e della Savoia ceduti alla Francia.

Il periodo del regno di Vittorio Emanuele II di Savoia che va dal 1859 al 1861 (ovvero il periodo che va dai primi plebisciti alla proclamazione del regno d'Italia) viene anche indicato come Vittorio Emanuele II Re Eletto. Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, e la Romagna, le Marche e l'Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti.

Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878. Nel 1866, a seguito della Terza guerra di indipendenza, vengono annessi al regno il Veneto e Mantova sottratti all' Impero Austro-Ungarico. Nel 1870, con la presa di Roma, al regno viene annesso il Lazio, sottraendolo definitivamente allo Stato della Chiesa. Roma diventa ufficialmente capitale d'Italia (prima lo erano state in ordine Torino e Firenze ).

Seguono i regni di Umberto I (1878-1900), ucciso in un attentato dall'anarchico Gaetano Bresci, e di Vittorio Emanuele III (1900-1946). Con quest'ultimo, nel 1919 dopo la Prima Guerra Mondiale vengono uniti al Regno il Trentino, l'Alto Adige, Gorizia ed il Friuli orientale, l'Istria, Trieste e Zara. Fiume è unita al Regno nel 1924. Dopo il periodo fascista e la Seconda Guerra Mondiale, l'Istria con Fiume e Zara vengono cedute nel 1947 alla Jugoslavia. Il regno d'Italia, retto intanto da Umberto II prima come Luogotenente del Regno (1943-1946) e poi per poco più di un mese come re (il Re di maggio) in seguito all'abdicazione di Vittorio Emanuele III, si conclude con la proclamazione della Repubblica italiana a seguito del referendum del 1946, che segnò l'esclusione della casa Savoia dalla storia d'Italia dopo 85 anni di regno. L'esilio dei discendenti maschi di casa Savoia si è concluso con la riforma costituzionale del 2002.