![]() |
|
|
| Panorama turistico regionale italiano |
100 itinerari turistici
L'antica Campania Felix
|
Stagione: maggio-settembre Tempo: un giorno Lunghezza: 111 km. |
|
Percorso Da Caserta (1) si arriva a Caserta Vecchia (2) (10 km), quindi si prosegue lungo la SS 87 per San Leucio (3), (7 km), deviando poco dopo per Sant'Angelo in Formis (4), (10 km). Si raggiungono Calvi Risorta (5) (29 km), Capua(6) (16 km) e Santa Maria Capua Vetere (7) (5 km). Dopo aver toccato Aversa (8) (13 km) e Orta di Atella (9) (5 km) si fa rientro a Caserta (10) (16 km). |
![]() |
La denominazione di
Campania Felix fu attribuita
dai Romani al fertile territorio che si estende ai piedi dei rilievi appenninici
attorno all'antica Capua: una zona pianeggiante per noi di grande Interesse
storico. Il paesaggio agrario della pianura campana, infatti, è caratterizzato
![]() |
La reggia di Caserta, progettata da Luigi Vanvitelli, per Carlo III di Borbone |
Particolarmente interessante è la struttura dei centri rurali sorti attorno a
Caserta, nell'agro atellano e in quello afragolese, dove le cellule del tessuto
urbano sono costituite
dalle tipiche
Dopo
la visita alla reggia ci si reca a
Caserta Vecchia, delizioso borgo medievale situato sulle pendici del
monte Virgo. Conserva quasi intatto il suo aspetto originario e si
stringe attorno a una splendida cattedrale
dei XII secolo, di stile arabo-siculo con l'aggiunta di elementi romanicopugliesi,
dedicata a San Michele. Nella
parte più alta dei paese si trovano i resti del castello, probabilmente
risalente all'età longobarda.
![]() |
|
San Leucio, palazzo del Belvedere |
Proseguendo
per la strada che corre ai piedi dei
rilievi montuosi, si arriva in breve a San Leucio. Anche questo
centro, come Caserta, nacque grazie
all'iniziativa pianificatrice dei
Borbone. Ferdinando IV, infatti, vi ideò la fondazione di una città a
pianta simmetrica, con il nome di Ferdinandopoli, volendovi sperimentare un modello di
società egualitaria con un'economia basata soprattutto sulla lavorazione della seta.
Anche San Leucio restò tuttavia incompiuta. L'abitato mostra al suo centro il grande
edificio dei Belvedere, in cui erano collocati l'appartamento reale, l'opificio
Lasciata San Leucio, si abbandona per poco la statale 87 per raggiungere il piccolo centro di Sant'Angelo in Formis, situato alle falde dei monte Tifata (602 m). In passato era la zona residenziale di Capua dalla quale dista solo 5 km. Deve tutto il suo prestigio alla basilica omonima, di impianto romanico, costruita verso la metà dell'XI secolo sui ruderi di un tempio a Diana Tifatina, anticamente luogo sacro per tutti i popoli campani.
![]() |
|
Particolare degli affreschi della basilica di Sant'Angelo in Formis |
La chiesa
ha tre navate, che conservano ancora il pavimento del tempio pagano: un'iscrizione porta la
data del 74 a.C. Di
particolare importanza è il ciclo di
affreschi che decora tutto l'interno e che risale al Mille.
Dopo
Sant'Angelo si arriva a Calvi Risorta, a ridosso della via Casilina (la SS 6)
e a breve distanza dal punto in cui questa
incrocia l'Appia (SS 7), unendosi a
essa. Si tratta di un altro borgo medievale di notevole interesse storico-artistico,
nato dopo la distruzione di Cales operata dai Saraceni nell'879.
Le rovine dell'antico centro sorgono a breve distanza dall'attuale nucleo e denunciano
l'importanza che ebbe all'interno della federazione
aurunca,
prima che Roma la debellasse. I resti dell'anfiteatro,
del teatro, di qualche tempio e soprattutto delle terme centrali
concorrono a dare un'idea della prosperità di questo centro, che fu famoso per la
produzione della ceramica decorata. Nell'abitato
attuale di Calvi Risorta si raccomanda la visita alla
cattedrale romanica, a tre navate, con alcuni
elementi decorativi provenienti da Cales. Nelle campagne intorno a Calvi si trovano
Da Calvi Risorta in 16 km si raggiunge Capua, vivace cittadina posta in un'ansa del Volturno e fondata a metà dell'XI secolo dal conte longobardo Landone I. È una delle città più importanti della provincia, con fiorenti attività agricole, industriali e commerciali. Sorge sulle rive del Volturno, nel luogo dell'antico porto di Casilinum, e prende il nome dall'antica città di Capua, che invece occupava la zona dell'attuale Santa Maria Capua Vetere e aveva il compito, in età romana, di controllare il ponte della via Appia sul Volturno.
Capua vanta preziosi edifici civili e religiosi: bellissimo è in particolare il duomo (IX secolo), pregevole costruzione dedicata ai santi Stefano e Agata; subì vari rifacimenti e fu ricostruito nel XVIII secolo. Le caratteristiche più rilevanti dell'edificio sono l'atrio sorretto da venti colonne del III secolo e il campanile del IX secolo, aperto da bifore e ornato da rilievi marmorei. Oltre al duomo merita una visita anche il Museo Campano che ha sede nel palazzo Antignano ed è diviso in una ricca sezione archeologica, in una medievale, in una notevole biblioteca e in un'emeroteca (raccolta di giornali e riviste).
A soli 5 km da Capua si trova Santa Maria Capua Vetere che occupa il luogo dell'antica Capua, centro di orgine osca che sotto l'impero romano divenne una delle città più popolose del mondo classico. Proverbiali sono rimasti i cosiddetti "ozi di Capua", ossia i giorni che i soldati di Annibale trascorsero in questa città tanto ricca e attraente da riuscire a spegnere in loro ogni vigore e a renderli facilmente vulnerabili. La città, più volte teatro di battaglie, nel IX secolo venne rasa al suolo dai saraceni. Vi rimasero solo la chiesa di Santa Maria Maggiore, attorno alla quale nel XIV
Aversa
si trova al centro di un agglomerato di borgate agricolo-industriali. Tra queste
si ricorda Orta di Atella, sorta sulle rovine dell'antica Atella, una
città
sannitica che in epoca romana raggiunse prosperità economica e divenne
famosa per aver dato il nome a un genere teatrale di commedie farsesche, dette fabulae
atellanae.