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                           Panorama turistico regionale italiano

Calabria

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Regione prov. Catanzaro prov. Cosenza prov. Crotone  prov. Reggio Calabria prov. Vibo Valentia

Generalità (N.B. i link sottolineati non sono ancora attivi)

egione amministrativa dell'Italia meridionale; si affaccia sul mar Tirreno a ovest, sul mar Ionio a est e a sud, e confina con la Basilicata a nord. Comprende le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia; capoluogo regionale è Catanzaro.

Il nome della regione ha una storia singolare. Era chiamata nell'antichità Brutium, dal nome degli abitanti, mentre, sempre dal nome della popolazione, era denominata Calabria l'attuale penisola del Salento, in Puglia. Dopo la caduta dell'impero romano il nome Brutium cadde in disuso né fu mai più ripreso, probabilmente anche per la scarsa influenza esercitata dai bruzi, un popolo numericamente esiguo di pastori e di agricoltori seminomadi. Gli eventi storici, con il succedersi delle conquiste e delle perdite territoriali dei vari dominatori in Italia, portarono dapprima – a partire dal VII secolo – a chiamare col nome di Calabria sia la penisola salentina sia l'attuale penisola calabra; in seguito, con l'estendersi del termine di Apulia all'odierna Puglia, quello di Calabria rimase a indicare l'attuale regione.

La Calabria forma come si è detto una penisola, l'estrema diramazione della penisola italiana. Forse nessuna regione d'Italia ha una così marcata delimitazione fisica: su tre lati è circondata dal mare mentre a nord il confine è segnato dal massiccio del Pollino, il più imponente dell'Italia meridionale.

Grandi speranze vengono riposte nel turismo, sia balneare sia montano (non è mai veramente decollato quello legato alle pur rilevanti testimonianze artistiche); l'attuale realtà è molto inferiore tuttavia alle aspettative. Hanno comunque un rilievo predominante le località balneari situate sul Tirreno (tra cui, nella cosiddetta Riviera dei Cedri, Praia a Mare, Diamante, Amantea e, più a sud, Tropea, presso capo Vaticano), favorite dai più agevoli collegamenti con il resto d'Italia; Gambarie nell'Aspromonte e Camigliatello Silano sulla Sila (dove il centro principale è però San Giovanni in Fiore) hanno anche una discreta attrezzatura per gli sport invernali.

Cucina regionale (vedi)

Territorio

a posizione geografica è stata favorevole per la Calabria agli albori della sua storia quando, più di duemila anni or sono, i greci dominavano i commerci del mare Mediterraneo; in seguito la regione divenne essenzialmente terra di conquista. Infatti, a differenza di altre regioni marittime, come la Liguria, la Calabria non seppe mai trarre vantaggio dai suoi mari: lo conferma anche il fatto che ben quattro dei suoi cinque capoluoghi di provincia sono situati nell'interno.

Il suo territorio è formato principalmente da montagne e colline. Le pianure sono limitate a fasce costiere, lunghe e strette, talvolta paludose.

I rilievi della Calabria includono a nord il versante meridionale del massiccio del Pollino con il quale termina l'Appennino lucano; al di là del solco segnato dal passo dello Scalone inizia l'Appennino calabro. Nelle remote epoche geologiche i massicci calabri formavano delle isole, le cui rocce furono erose nel corso di circa 200 milioni di anni, saldate tra loro per il sovrapporsi di strati sedimentari.

I due massicci più importanti ed elevati sono la Sila (che tocca i 1928 m) e l'Aspromonte (1955 m).

Costa calabra presso Tropea

Tra i massicci montuosi e le coste si distende una serie ininterrotta e irregolare di colline. Le coste si sviluppano per 780 km; e, poiché la regione si allunga per circa 250 km, nessun punto della Calabria dista dal mare più di 50 km. Le coste tirreniche si arcuano nel golfo di Squillace e nel golfo di Gioia, che giunge sino allo stretto di Messina, e tra i quali si interpone il capo Vaticano; le coste ioniche hanno le principali rientranze nel golfo di Squillace e nel vasto golfo di Taranto, ripartito con la Basilicata e con la Puglia. Nonostante il rilevante sviluppo delle coste, che sul versante tirrenico si affacciano al mare con formazioni a terrazze, la regione non possiede nessun buon porto naturale.

Le pianure costiere terminano in genere sul mare con un rialzo sabbioso o ghiaioso.

Il Crati è l'unico fiume della Calabria: nasce nella Sila e sfocia nella costa ionica dopo aver attraversato la piana di Sibari. Gli altri corsi d'acqua, alimentati solo dalle piogge, alternano assolute magre estive a brevi e rovinose piene tardo invernali-primaverili. A questo tipo di regime si connette la formazione delle cosiddette "fiumare", i larghi greti ghiaiosi che formano il fondo delle valli, che dai rilievi interni scendono verso il mare.

La Calabria non ha laghi naturali; qualche bacino artificiale (di Arvo, di Ampollino ecc.) è stato creato con sbarramenti di corsi d'acqua sulla Sila.

Clima e ambiente

Costa calabra

al punto di vista climatico la Calabria, regione pienamente mediterranea, presenta alcune anomalie rispetto alle caratteristiche che essa dovrebbe avere, considerando la posizione geografica e l'accentuato carattere marittimo. È l'elevata e prevalente montuosità del territorio, che racchiude alcune conche isolate dalle correnti aeree, a determinare in molte zone situazioni del tutto particolari. La Calabria ha due stagioni ben differenziate: un inverno anche rigido e umido, un'estate nettamente calda e asciutta.

L'influsso marittimo, che fa sentire i suoi effetti prevalentemente lungo la costa, si esaurisce via via che si procede nell'entroterra, data la vicinanza dei rilievi al mare.

Il rilievo esercita un influsso significativo sulla piovosità; in modo abbastanza netto si oppongono pianure costiere aride a zone montuose interne con precipitazioni frequentemente copiose, e soprattutto un versante, quello occidentale, con piogge abbondanti, in contrasto con quello orientale, molto arido.

Di recente, particolarmente tra gli anni Settanta e Ottanta, si è avuto un vero e proprio assalto alle coste, in parte legato a un turismo non controllato, in parte al crescente spostamento della popolazione dalle zone interne a quelle litoranee, che ha portato alla costruzione di abitazioni, sovente abusive, su coste rocciose rimaste intatte per secoli, dove per l'incombere delle montagne gli spazi adatti agli insediamenti sono assolutamente esigui.

Tra le poche zone costiere protette vi è la riserva naturale del fiume Neto, sullo Ionio, che conserva piante (giunchi, salici) e uccelli tipici delle zone palustri. Maggiore attenzione è stata posta alle aree montane interne. Un parco (ripartito con la Basilicata) tutela il massiccio del Pollino; inoltre, sin dal 1968 è stato istituito il parco nazionale della Calabria, che include gran parte della Sila.

Flora e fauna

enché il manto forestale sia stato gravemente intaccato, nel complesso le attività umane – almeno sino a epoca recente – hanno operato poche trasformazioni nella vegetazione naturale. In questa regione ha uno sviluppo relativamente limitato la macchia mediterranea, la tipica associazione di arbusti sempreverdi (erica, mirto, rosmarino, ginepro, alloro, lentisco): essa interessa i lembi generalmente esigui di pianura costiera. Più povera sul lato ionico, è invece rigogliosa sull'umido versante tirrenico, dove forma, alla quota submontana, una fitta boscaglia, comprendente anche lecci, querce da sughero, oleastri. Lungo le fiumare sono invece frequenti gli oleandri.

Alle quote medie si hanno bei boschi di querce e castagni; segue, al di sopra dei 1000 m, il piano del faggio, talora misto ad abeti e pini. I suoli cristallini dei rilievi calabri, freschi e poco permeabili, consentono la formazione di foreste veramente eccezionali per l'ambiente appenninico, con un ricco sottobosco.

Tra le più interessanti specie di animali (alcuni dei quali introdotti o reintrodotti per ripopolamento) si annoverano daini, caprioli, cinghiali, volpi, gatti selvatici, lupi e, tra gli uccelli, numerosi rapaci, tra cui anche alcuni esemplari di aquile reali.

Storia

n Calabria è documentata la presenza dell'uomo fin dal Paleolitico e pure per le successive epoche rimangono molteplici reperti, sempre più significativi per la prima età del Ferro e che hanno nella necropoli di Torre del Mordillo il loro più completo sito archeologico. Alle popolazioni protostoriche che popolavano le coste della Calabria si sovrappose la presenza di coloni ellenici, a partire dall'VIII secolo, avanguardia di un movimento di emigrazione permanente che nei due secoli seguenti toccò l'apice: sorsero così le fiorenti colonie della Magna Grecia, quali Reggio, Sibari, Crotone. Le zone interne furono intanto occupate dai bruzi, da cui derivò il toponimo adottato in età classica per designare il territorio odierno della regione, con esclusione della penisola salentina, chiamata Calabria.

Nelle guerre sostenute dai romani contro Pirro e Annibale, le genti calabre si schierarono con i cartaginesi, riuscendo così a rinviare di qualche decennio il loro passaggio sotto il dominio di Roma. Inserita nella regione augustea chiamata Lucania et Brutium, la Calabria rimase ai margini della storia dell' impero romano, per poi acquisire identità e sviluppo sotto Teodorico e durante la prima diffusione del monachesimo.

L'occupazione longobarda separò le province settentrionali, annesse al Ducato di Benevento, da quelle meridionali, ma nell'885, tornata sotto il governo di Bisanzio, la regione riottenne la sua unità, e si aprì all'influenza della cultura greco-bizantina e del monachesimo di san Basilio. I normanni, insediatisi nel 1060, operarono la conversione della Chiesa locale al rito latino e alla fedeltà pontificia.

Tra il Basso Medioevo e l'età moderna, svevi, Angioini e Aragonesi, che si succedettero nel governo della Calabria, inserita nel Regno di Napoli, esercitarono funzioni pressoché esclusivamente fiscali e militari, lasciando di fatto il governo della società locale nelle mani del ceto nobiliare, composto perlopiù di grandi signori feudali. Anche i Borbone, al potere, con l'interruzione napoleonica, dal 1735 al 1860, confermarono una linea di continuità, che ebbe tuttavia una parziale smentita nella seconda metà del Settecento: dopo il devastante terremoto del 1783, si avviarono infatti tentativi di riforme antifeudali e antiecclesiastiche, orientati a dare sviluppo all'agricoltura e ai commerci, e a far crescere la società civile.

Nel periodo della repubblica giacobina di Napoli (1799) in Calabria furono reclutate le bande legittimiste del cardinale Ruffo, protagoniste del moto reazionario che stroncò l'esperienza repubblicana. Durante il governo di Gioacchino Murat, la Calabria espresse uno spiccato atteggiamento antifrancese. Restaurati i Borbone nel 1814, in Calabria si formarono le prime associazioni repubblicane, attive nei gruppi massonici e quindi nelle società mazziniane. Lo sbarco di Garibaldi a Melito di Porto Salvo, il 20 agosto 1860, diede impulso a un'insurrezione antiborbonica che fiancheggiò e sostenne l'azione militare dei Mille. Dopo l'unità  la Calabria fu teatro dell'episodio dell'Aspromonte (1862), quando Garibaldi e i suoi volontari furono fermati dall'esercito italiano prima che muovessero su Roma.

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