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Panorama turistico regionale italiano |

Fonte: Wikipedia l'Enciclopedia libera
Generalità
'Italia o Repubblica
Italiana, è uno
stato dell'Europa
meridionale. Risiede su gran parte della
regione geografica italiana e confina ad
ovest con la
Francia, a
nord con la
Svizzera e l'Austria,
e ad
est con la
Slovenia. La
capitale è
Roma. Appartiene alla Repubblica Italiana anche il
comune di
Campione d'Italia,
exclave nella
Svizzera italiana, mentre risiedono al suo interno i due microstati
San Marino e
Città del Vaticano.
Tradizionalmente chiamata Penisola (in ragione della sua natura geografica prevalente), Stivale (in ragione della sua caratteristica forma), Belpaese (in ragione del suo clima e delle sue bellezze naturali e artistiche: "del bel paese là dove 'l sì sona", Dante, Inferno, c.XXXIII, v.80; "il bel paese | Ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe", Petrarca, Canzoniere, s. CXLVI), l'Italia si estende sia in longitudine che in latitudine per 12 gradi (in latitudine per un totale di circa 1.300 chilometri) ed è costituita geograficamente da tre parti: una continentale, delineata a nord dalle Alpi e a sud dalla linea convenzionale che congiunge La Spezia con Rimini, una peninsulare, che si allunga nel Mediterraneo fino a circa 150 chilometri dalle coste dell'Africa, ed una insulare, rappresentata principalmente dalle due maggiori isole del Mediterraneo, la Sardegna e la Sicilia. I confini territoriali si estendono complessivamente per 1.800 chilometri, mentre lo sviluppo costiero raggiunge i 7.500 chilometri.
Lo stato, nell'attuale estensione territoriale, non del tutto coincidente, è nato nel 1861 come monarchia ed ha assunto la forma di repubblica parlamentare il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale indetto per cambiare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale. La proclamazione ufficiale della Repubblica avvenne il 18 giugno 1946, giorno in cui la Corte di Cassazione confermò i risultati del referendum. La legge fondativa della Repubblica, la Costituzione, entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
L'Italia conta più di 59,2 milioni di abitanti (stime ISTAT relative al 28 febbraio 2007), per una densità di 196,5 abitanti per km².
L'Italia è membro fondatore dell'Unione Europea, della Nato, del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale, aderisce alle Nazioni Unite e fa parte del G8. È considerata una grande potenza mondiale.
l nome "Italia" venne usato per la prima volta dagli
autori
greci e
latini, nella fattispecie da
Erodoto. Con tale nome si indicava la parte
meridionale della
penisola, l'antico
Bruttium abitato dagli Itali (da
Italo, re degli
Enotri) (attuale
Calabria meridionale) secondo quanto tramandato
anche da
Dionigi di Alicarnasso,
Tucidide e
Virgilio, poi il nome fu esteso ad indicare i
connazionali della
Magna Grecia, che venivano detti Italiótai.
L'etimologia del nome, secondo una tesi antica, si basa sul nome greco italós, che significa toro, come forma contratta e grecizzata dell'umbro vitlu (vitello). Tale etimologia era stata già tramandata dagli stessi greci che vedevano l'origine del nome in Ouitoulía, ossia "terra dei vitelli". Essa fu in seguito riproposta da Dionigi d'Alicarnasso, Varrone, Aulo Gellio e Sesto Pompeo Festo.
Alcuni sostengono che tale nome derivi dal vocabolo "Italòi", termine con il quale i Greci designavano i Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell'istmo di Marcellinara, grosso modo l'area oggi occupata dalla provincia di Reggio Calabria più una parte di quella di Catanzaro, e che adorava il simulacro di un vitello. Il nome significherebbe quindi "abitanti della terra dei vitelli". Secondo Dionigi di Alicarnasso la popolazione degli Itali era costituita da una parte dei Siculi che non varcò lo Stretto per stabilirsi nell'odierna Sicilia, rimanendo dunque nell'estremo lembo di terra che è l'attuale Calabria meridionale. Tale popolo avrebbe assunto il proprio nome dal leggendario re Italo, così che la zona precedentemente detta Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di "Italia" (come riportato anche da Tucidide e Virgilio). Secondo Aristotele (Politica, VII, 9, 2) gli Itali erano così chiamati in onore del loro re Italo appunto, che pare abbia trasformato gli Enotri, da nomadi che erano, in agricoltori, e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Infatti fino all'inizio del V secolo a.C., con Italia si arrivò ad indicare l'intera attuale regione calabrese, poi tutta la parte meridionale del Paese e, dal 49 a.C., quando alla Gallia Cisalpina furono concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali della penisola. Tali confini vennero ulteriormente dilatati con la riforma amministrativa dell'imperatore Augusto (27 a.C.) che li portò a ovest fino al fiume Varo (presso Nizza) e ad est fino al fiume Arsa, in Istria.
Secondo un'altra ipotesi l'origine del nome non è una forma grecizzata dell'umbro, bensì un termine di derivazione etrusca. In Etrusco esisteva difatti il termine Italòs, che indicava il toro, probabilmente derivato da *vitalu, con caduta del digamma. Questo termine fu usato dagli Etruschi per indicare i popoli italici (dell'Italia centro meridionale); ciò è stato in parte affermato da Apollodoro, che sosteneva che il termine italòn fosse un termine di derivazione tirrenica, e quindi etrusca, usato per indicare il toro. Lo stesso confermava il bizantino Giovanni Tzetzes, che presumibilmente non conosceva la fonte di Apollodoro e, forse, lo aveva appreso da qualche altra fonte antica. Appare inoltre molto più probabile che il termine sia passato dall'etrusco al greco, piuttosto che dall'umbro, per altri due motivi: utilizzare il termine italòn per indicare un popolo ha probabilmente una connotazione negativa, in quanto rimanderebbe ad una certa inferiorità; considerando la superiorità tecnico culturale degli Etruschi, e le condizioni dei rapporti che esistevano fra questo popolo e le genti italiche, è molto probabile che gli Etruschi abbiano utilizzato tale appellativo con lo scopo di deridere i propri vicini. Appare in secondo luogo difficile credere che tale appellativo fosse stato applicato a tutti i popoli italici a partire da un piccolo popolo, mentre la sua paternità etrusca renderebbe più probabile la sua diffusione su vasta scala.
Su quest'ultimo punto ci sono state ipotesi divergenti; ad esempio c'è chi, come il filologo Domenico Silvestri, sostiene che il nome sia passato dall'etrusco al greco, ma già con il suo significato finale. In pratica gli Etruschi chiamavano la penisola già Italia e i suoi abitanti Itali.
Altri sostengono che il termine Italia sia derivato dal greco Aithàle, termine usato per indicare l' isola d'Elba ed alcune vicine, trasformatosi poi in Aitlìa, Eitalìale, Etalìa, Italìa. Aithàle in greco significa fumosa o fumante, ed avrebbe indicato la presenza di molte fornaci per la lavorazione dei metalli. Tale presenza è però attestata solo sull'isola d'Elba e non in tutto il sud Italia, ragion per cui difficilmente questo nome si sarebbe potuto diffondere a tutta la penisola, a meno che, come sostiene Felice Vinci, il termine non si riferisca ai numerosi vulcani presenti nell'Italia meridionale (Etna, Vesuvio e le isole Eolie): in questo caso Aithàleia o Aithalia sarebbe la "terra che fuma". Altri sostengono che il termine Aithàle avesse indicato una tecnica di coltivazione, eseguita appiccando incendi sui campi con lo scopo di aumentarne la fertilità, ma tale tecnica era diffusa in tutto il Mediterraneo. Vi è poi chi sostiene che Aithale rimandi al concetto del tramonto, per il fatto che l'Italia era per i Greci la terra dove tramontava il sole, ma tale nome avrebbe potuto essere applicato anche alla Sicilia, o alla Numidia, che godevano della stessa caratteristica.
Più di recente l'erudito Giovanni Semerano, noto per i suoi studi sui rapporti tra le lingue indoeuropee e le lingue semitiche, propose l'ipotesi che il termine Italia derivi da Atalu, una parola accadica ricostruita da Semerano e che significherebbe "terra del tramonto". Egli basava le sue idee su considerazioni di tipo linguistico: la "i" del latino vitulus è breve, mentre la "i" di Italia è lunga.
A parte il fatto che Atalu è priva di i (sia brevi che lunghe), secondo i critici della teoria di Semerano non esisterebbero sufficienti motivi storici che possano avere portato un termine accadico dalla Mesopotamia all'Italia.
L'Italia è anche poeticamente chiamata il "Belpaese". Anche se oggi pochi ne conoscono l'origine, tale denominazione risale al grande successo editoriale che ebbe, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, il volume Il Bel Paese, pubblicato nel 1876 dall'abate Antonio Stoppani con l'intento di illustrare le bellezze d'Italia. A sua volta, probabilmente, questo titolo intendeva rimandare alla definizione che molti secoli prima diedero all'Italia gli stessi Dante e Petrarca.
Storia
a storia dell'Italia ha fortemente influenzato la
storia, la cultura e lo sviluppo sociale sia d'Europa
che del resto del mondo.
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Il palazzo del Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica |
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il palazzo Chigi, sede del Governo |
Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti evidenze archeologiche.
In epoca storica, tra i vari popoli dell'Italia antica sono degni di nota, in particolare, i Liguri, i Veneti ed i Celti nell'Italia settentrionale, gli Etruschi ed i Latini in quella centrale, mentre al sud prosperarono le colonie greche (Magna Grecia). La prima, importante cultura antica sviluppatasi sul suolo italiano fu quella Etrusca (a partire dall'VIII secolo a.C.) che influenzò profondamente Roma e la sua civiltà, in cui le più importanti tradizioni mediterranee ed eurasiatiche trovarono la più originale e duratura sintesi politica, economica e culturale. Nata in Italia, da sempre terra di confine e di incontro tra popoli e culture diverse, la civiltà romana seppe valorizzare gli apporti provenienti dall'Etruria e dagli altri popoli italici, dalla Grecia e dalle altre regioni del Mediterraneo Orientale (Palestina - culla del Cristianesimo - ma anche Siria, Fenicia, ed Egitto). Grazie al suo impero, Roma seppe poi diffondere la cultura ellenistico-romana in zone dell'Europa e del nord Africa fino allora rimaste ai margini della civiltà.
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, per un lungo periodo (quattordici secoli) il territorio della penisola si articolò in diversi stati preunitari, a volte indipendenti, a volte parte di domini più grandi (anche a guida extra italica). Il più longevo fra essi fu lo Stato Pontificio, che resistette fino alla presa italiana di Roma nel 1870 e che fu poi ricostituito come Città del Vaticano nel cuore della capitale italiana. All'ultimo imperatore romano di occidente seguì la costituzione di due regni romano-barbarici successivi (quello degli Eruli e degli Ostrogoti). La riannessione dell'Italia all'impero romano, operata da Giustiniano (guerre gotiche, metà del VI secolo d.C.) fu di breve durata perché, già fra il 568 ed il 570, i Longobardi, popolazioni germaniche provenienti dall'attuale Ungheria, occuparono la maggior parte del paese che si trovò diviso, per la prima volta dall'unificazione di età romana, in due zone di usi e costumi assai differenti fra loro. Successivamente l'area romano-bizantina fu soggetta ad una serie di amputazioni territoriali riuscendo però a sopravvivere fino all'XI secolo, mentre i Longobardi dovettero assoggettarsi ai Franchi di Carlo Magno fin dalla seconda metà dell'VIII secolo. Con l'800 gran parte dell'Italia entra a far parte dell'impero germanico, mentre poco dopo la Sicilia passa agli Arabi. Lo sviluppo di una civiltà comunale (a partire dall'XI secolo circa) diede nuovo impulso alla vita economica e culturale dell'Italia centro-settentrionale mentre nel sud si veniva formando il regno Normanno, fra i più moderni, tolleranti e meglio amministrati dell'Europa del tempo. Dai comuni si formarono le repubbliche marinare e più tardi le signorie.
In età comunale ebbe inizio l'Umanesimo e il Rinascimento, caratterizzato da una vistosa rinascita delle arti, che ebbe grande influenza nel resto di Europa. Le dominazioni straniere e le varie trasformazioni degli stati che si erano formati sul territorio proseguirono fino alla prima metà del XIX secolo, quando si sviluppò, sulla scia della Rivoluzione francese e le imprese napoleoniche, una serie di movimenti volti alla creazione di un'Italia indipendente e unitaria; questo periodo è detto Risorgimento.
L'Italia contemporanea nacque come Stato unitario quando il 17 marzo 1861 la maggior parte degli stati della penisola e le due isole principali vennero unite sotto il re di Sardegna Vittorio Emanuele II della dinastia dei Savoia. Architetto dell'unificazione dell'Italia fu il primo ministro del re, Camillo Benso Conte di Cavour che, dando mezzi e supporto (seppur non riconoscendolo direttamente) a Giuseppe Garibaldi, consentì l'annessione al Piemonte del regno delle Due Sicilie. Grande "sponsor" dell'unificazione fu la Francia, che - insieme al Regno Unito - aveva interesse a creare uno stato anti-asburgico guidato da una dinastia reale amica (i Savoia) e capace di evitare la nascita di uno stato repubblicano e democratico in Italia (come sognavano alcuni "patrioti" come Mazzini e come era già in parte accaduto a Roma, Milano, Firenze e Venezia durante i moti rivoluzionari del 1848).
La prima capitale fu Torino, che era la capitale del Regno di Sardegna, punto di partenza del processo di unificazione dell'Italia. In seguito alla Convenzione di settembre (1864), la capitale venne spostata a Firenze.
Nel 1866, l'Italia acquisì dall'Impero asburgico il Veneto, in seguito alla guerra, che vide l'Italia alleata alla Prussia di Bismarck. Dall'unificazione rimaneva esclusa Roma ed i territori limitrofi, che erano sotto il controllo del Papa; ma grazie a una rapida guerra il 20 settembre 1870 anche Roma venne annessa e venne proclamata capitale del regno. In seguito, con i Patti lateranensi del 1929, il Papa ottenne la sovranità sulla Città del Vaticano. Un'altra entità autonoma all'interno dei confini italiani è la Repubblica di San Marino. L'Italia riconosce, inoltre, il Sovrano Militare Ordine di Malta come ente con propria soggettività nel diritto internazionale e gli concede una zona extraterritoriale sempre nella città di Roma, precisamente sull'Aventino.
Ma anche dopo la presa di Roma nel 1870, l'Unità d'Italia non era ancora completa, mancavano infatti le cosiddette "terre irredente": il Tirolo italiano, Trieste, l'Istria, la Dalmazia e altre terre che i nazionalisti italiani reclamavano all'Italia. Il Trentino, Trieste, l'Istria e Fiume furono annesse a seguito dei trattati di pace seguiti alla prima guerra mondiale imposti da Francia, Inghilterra e Stati Uniti agli Imperi centrali perdenti e alla successiva impresa di Fiume compiuta da Gabriele d'Annunzio.
Dopo la prima guerra mondiale si affermò la Dittatura Fascista, evento che comportò la perdita delle libertà politiche per oltre vent'anni ed il disastroso coinvolgimento del Paese nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania. Dopo la fine della guerra il 2 giugno 1946 un referendum stabilì l'abbandono della monarchia come forma di governo e l'adozione della repubblica parlamentare; in questo stesso giorno i cittadini italiani vennero chiamati a votare anche per l'elezione di un'Assemblea Costituente che, nel dicembre del 1946, cominciò a lavorare alla stesura di una Costituzione. La nuova costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
L'Italia è membro dell'ONU (dal 14 dicembre 1955) e un membro fondatore della NATO (dal 4 aprile 1949) e dell'Unione Europea (dal 1° gennaio 1958), avendo istituito con Belgio, Francia, Germania Occidentale, Lussemburgo, Paesi Bassi il 18 aprile 1951 (per mezzo del Trattato di Parigi) la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA) ed ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea, compreso l'ingresso nell'area dell'Euro nel 1999.
a Repubblica Italiana è una
repubblica parlamentare. La forma repubblicana dello
Stato fu decisa con il referendum del
2 giugno
1946, con il quale il popolo italiano abolì la
monarchia a favore della
repubblica.
La Costituzione della Repubblica è la legge fondamentale e fondativa della Repubblica Italiana. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
Essa indica i principi fondamentali della Repubblica, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Viene eletto ogni sette anni dal parlamento in seduta comune ed integrato dai rappresentati regionali. Ha funzioni di natura legislativa, giudiziaria ed esecutiva, anche se nei fatti le sue prerogative sono quasi esclusivamente rappresentative. La costituzione prevede però che il Presidente della Repubblica acquisisca consistenti poteri nei casi di deriva istituzionale dello Stato, o nei casi nei quali le istituzioni dello Stato violino la legge ad alti livelli.
Il potere legislativo è affidato ad un parlamento bicamerale costituito dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica (senatori eletti, più i senatori a vita: 5 di nomina presidenziale più i Presidenti emeriti della Repubblica). Il parlamento viene eletto dal popolo. La legislatura ha una durata massima di cinque anni.
Il potere esecutivo è affidato al Governo, all'interno del quale, secondo l'art. 92, c. 1 Cost. possono distinguersi tre diversi organi: il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri e il Consiglio dei Ministri, che è costituito dall'unione dei precedenti due organi. La formazione del Governo è disciplinata in modo succinto dagli art. 92, c. 2, 93 e 94 Cost. e da prassi costituzionali consolidatesi nel tempo.
Il potere giudiziario è esercitato dal corpo giudiziario complessivamente considerato. Al vertice di questo troviamo la Corte Costituzionale, introdotta nell'ordinamento italiano dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che ha come competenza principale quella di giudizio sulla costituzionalità delle leggi con il potere di abrogarle immediatamente in caso d'incostituzionalità e senza possibilità di appello, ed il Consiglio Superiore della Magistratura con compiti di autogoverno del corpo giudiziario.
L'amministrazione della cosa pubblica è suddivisa tra lo Stato e gli enti locali (Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane) secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza (art. 118 Cost).
Le competenze legislative attribuite in via esclusiva allo Stato sono solo quelle indicate nella Costituzione; allo stesso modo sono indicate quelle per cui l'indicazione delle linee guida e dei limiti di legge sono di competenza dello Stato (mentre la loro fattiva attuazione è affidata agli enti amministrativi locali); tutte le materie la cui competenza non è esplicitamente attribuita allo Stato, in via esclusiva o principale, sono attribuite agli enti locali. La Corte Costituzionale è competente a giudicare sui conflitti di competenza tra lo Stato e gli enti locali.
Amministrativamente la Repubblica Italiana è suddivisa in 20 Regioni, di cui 5 (Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia) a statuto speciale, 110 Province (alcune in fase di allestimento) e 8103 Comuni.
Il governo è rappresentato in ogni provincia dalla prefettura.
a legge 15 febbraio 1992, n.91, ai sensi dell'art. 1 co. 1, stabilisce che è cittadino per nascita a) il
figlio di padre o di madre cittadini (de Iure
Sanguinis); b) chi è nato nel territorio della
Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o
se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori,
secondo la legge dello Stato di questi (de Iure Soli).
Per il comma 2º, è cittadino per nascita il figlio di
ignoti trovato in Italia, se non si prova il possesso di
un'altra cittadinanza. Acquisiscono inoltre
automaticamente la cittadinanza italiana i cittadini
vaticani al cessare dei diritti di dimora nella piccola
enclave di Roma.
La cittadinanza italiana è concessa, senza limite di generazioni, ai discendenti degli italiani emigrati anche se non sono ammessi salti generazionali. La quantità di potenziali cittadini italiani, secondo questo criterio, raddoppia l'attuale popolazione della penisola italiana. È nel continente sudamericano che si è radicata la maggior parte degli emigrati nella seconda metà del secolo XIX e del secolo XX.
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| Il Tricolore italiano sventola su Piazza Venezia a Roma |
Il primo tricolore italiano nasce il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica cispadana proposto da Giuseppe Compagnoni.
Come altre bandiere, anche l'italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Quando le armate napoleoniche attraversarono l'Italia, nel 1796, sia le varie neonate repubbliche giacobine, sia i reparti militari che affiancavano l'esercito di Napoleone adottarono bandiere simili. La scelta dei colori si deve probabilmente ai vessilli della Legione Lombarda nei quali il bianco e il rosso del comune di Milano si affiancavano al verde delle divise della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, vennero adottati anche dalla Legione Italiana, composta da soldati provenienti dall'Emilia e dalla Romagna. A Reggio Emilia, che si fregia del titolo di città del tricolore, è esposto il primo vessillo tricolore, risalente al 1797.
Dopo il Congresso di Vienna, e la Restaurazione il tricolore rimase come simbolo di libertà e venne utilizzato nei moti rivoluzionari del 1831 e del 1848. Fu proprio in quest'anno, con l'annuncio della Prima guerra d'indipendenza che Carlo Alberto di Savoia adotta per le sue truppe un vessillo composto dalla bandiera italiana, recante al centro lo stemma dei Savoia bordato di azzurro. Questa bandiera diverrà, a partire dal 14 marzo 1861 la bandiera del Regno d'Italia, anche se la legge che definisce la forma esatta della bandiera arriverà solo nel 1923. Con la fine della seconda guerra mondiale e la proclamazione della Repubblica, la bandiera italiana perde lo stemma del Savoia e assume la foggia odierna. L'importanza di questo passaggio è testimoniata dall'inserimento nella Costituzione di un articolo - il 12 - compreso tra i principi fondamentali ad esso dedicato: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni".

L'emblema ufficiale della Repubblica Italiana è quello approvato dall'Assemblea Costituente nella seduta del 31 gennaio 1948 e promulgato dal Presidente della Repubblica Enrico De Nicola il successivo 5 maggio. Il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici indetti nel 1946 e nel 1947, cui parteciparono complessivamente circa 500 candidati con oltre 800 bozzetti.
La sua definizione formale è riportata nello schema a lato.
La stella bianca a cinque punte è stata la tradizionale rappresentazione simbolica dell'Italia sin dall'epoca risorgimentale; nell'emblema repubblicano essa è sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio, simbolo del lavoro su cui si basa la Repubblica (articolo 1 della costituzione) e del progresso. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia, che simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano, e da uno di olivo, che rappresenta la volontà di pace della nazione.
Pur identificato spesso come stemma della Repubblica Italiana, tecnicamente non si tratta di uno stemma in quanto è privo dello scudo, che ne costituisce una parte essenziale secondo la definizione araldica (al contrario di altre decorazioni come corone, elmo o rami che non sono essenziali). Per questo risulta più corretto riferirvisi con il termine di "emblema della Repubblica Italiana".
L'Inno di Mameli, conosciuto anche come Fratelli d'Italia, dai primi versi - o più precisamente, Il Canto degli Italiani - è dal 12 ottobre 1946 l'inno nazionale italiano, in modo provvisorio. Il 17 novembre 2005 il Senato aveva approvato in prima lettura un progetto di legge volto a renderlo definitivo, ma alla Camera il provvedimento non fu più votato e l'Inno di Mameli rimane tuttora come inno italiano provvisorio. Il testo fu scritto nell'autunno 1847 da Goffredo Mameli; la musica è di poco successiva e fu composta da Michele Novaro. Alla proclamazione della Repubblica ha sostituito la Marcia Reale e S'hymnu sardu nazionale, in vigore durante il Regno d'Italia.
Nel corso degli anni novanta è stata talvolta ventilata l'ipotesi di sostituire Il canto degli Italiani con il Va', pensiero (celebre aria dall'opera lirica Nabucco) di Giuseppe Verdi come inno rappresentativo della nazione italiana.
Nel 1947 oltre alla bandiera nazionale vennero definite anche la bandiera usata dalla marina mercantile, che reca sulla banda bianca uno stemma nei cui quadranti compaiono gli stemmi delle quattro repubbliche marinare Amalfi, Genova, Pisa e Venezia); e quella della Marina Militare, nella quale lo stemma è sovrastato da una corona navale, cioè una corona turrita e rostrata.
Un'altra differenza è che nella bandiera della Marina Militare il leone di San Marco (simbolo di Venezia) ha il libro chiuso, la coda alzata e regge una spada (come nella bandiera di guerra della Repubblica di Venezia).
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Marina Militare
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Bandiera di bompresso (recto)
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Bandiera di bompresso (verso, il
leone di San Marco è di spalle)
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Marina Mercantile
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| Lo stendardo presidenziale |
Stendardo presidenziale
Il nuovo stendardo, introdotto alla fine del 1999 dal Presidente Ciampi, richiama i colori della bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le Forze Armate, comandate dal Presidente.
'Italia è una vasta penisola che si estende dal
versante sud dell'arco alpino e si protende nel
Mar Mediterraneo; il suo territorio comprende anche
la
Sardegna e la
Sicilia, due isole di grandi dimensioni, oltre a una
serie di isole minori. Il mare che si trova a est della
penisola è il
mar Adriatico, a sud-est si estende il
mar Ionio, a ovest, lungo tutta la penisola, si
trova il
mar Tirreno mentre a nord-ovest della penisola si
estende il
mar Ligure.
Il comune più a nord d'Italia è Predoi, il più a sud Lampedusa e Linosa, il più a est Otranto e il più a ovest Bardonecchia.
Lo Stato italiano è quasi interamente compreso tra le Alpi, tranne Livigno, Dobbiaco, San Candido e Tarvisio che sono oltralpe, più le isole Lampedusa e Lampione parte dello zoccolo africano, cosa questa che potrebbe far ritenere l'Italia un paese transcontinentale. Inoltre all'Italia appartiene l'enclave di Campione d'Italia (doganalmente ed economicamente svizzera).
L'Italia presenta una prevalenza di zone collinari (il 41,6% del territorio), rispetto a zone montuose (il 35,2% del territorio), o a zone pianeggianti (23,2%). L'altitudine media del territorio italiano è di circa 337 metri sul livello del mare.
Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4000 m tra cui il Monte Rosa (4634 m), il Cervino (4478 m) e il Monte Bianco che con i suoi 4808 m è la montagna più alta d'Europa. A sud delle Alpi si trova la Pianura Padana, una grande distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino a concludersi nelle Madonie in quest'ultima regione, raggiungendo l'altezza massima con il Gran Sasso (2912 m). L'Italia è famosa anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio vicino a Napoli, l'Etna vicino Catania che con i suoi 3323 m è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli.
ClimaLa regione italiana (compresa tra il 47° ed il 35° parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.
Da punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono, soprattutto per la penisola italiana (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica), un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.
L'Italia viene divisa convenzionalmente in quattro tipi di clima:
Clima alpino, dominante sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale e centrale, caratterizzato da temperature notturne ed invernali basse e da precipitazioni soprattutto estive;
Clima mediterraneo, di cui godono le isole e la penisola a sud del Golfo di Salerno, con temperature miti e forte piovosità invernale;
Clima peninsulare, caratteristico della penisola a nord della linea Golfo di Salerno-Golfo di Manfredonia, con temperature più miti lungo il litorale e sull'immediato retroterra che non verso l'interno (dove alle più elevate altitudini il clima è di tipo alpino) e con piovosità soprattutto primaverile ed autunnale.
Clima della pianura padano-veneto-emiliana ad ampia escursione annua (basse temperature invernali, elevate estive) e piovosità primaverile ed autunnale.
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Le Dolomiti |
In quanto stretta tra la placca africana e la placca euroasiatica, l'Italia è territorio soggetto a terremoti. La pressione delle due placche ha provocato con il trascorrere dei millenni le formazioni rocciose che attraversano tutto il territorio Italiano. Per fare un esempio, le rocce che formano le Dolomiti in realtà sono dei minuscoli molluschi che per millenni hanno vissuto sul fondo del mare; la pressione della placca africana ne ha prodotto il sollevamento.
Solo un quarto della superficie della regione italiana è occupato da pianure vere e proprie; tali infatti non possono essere considerate le conche appenniniche dell'Italia centrale, le strisce costiere dei golfi del mar Tirreno, le maremme, o le foci pianeggianti dei fiumi appenninici lungo l'Adriatico.
Le pianure italiane sono:
la Pianura padana ai piedi delle Alpi
la Pianura veneto-friulana, al di fuori del bacino del Po;
il Valdarno che si insinua lungo il corso del fiume tra Pisa, Firenze ed Arezzo, inoltrandosi anche dal capoluogo toscano verso le città di Prato e Pistoia;
la Piana di Lucca;
la Maremma che si estende lungo la fascia costiera di Toscana e Lazio tra le località di Rosignano Marittimo e Civitavecchia, interessando le province di Livorno, Siena, Grosseto, Viterbo e il tratto iniziale della provincia di Roma;
l'Agro Romano che occupa il medio Lazio;
l'Agro Pontino, area un tempo paludosa, bonificata negli anni trenta, situata in provincia di Latina;
la Piana del Volturno che si estende dal Golfo di Gaeta fino al Vesuvio;
la Piana del Sele che si estende a sud di Salerno;
il Tavoliere delle Puglie;
la Pianura salentina in Puglia;
la Piana di Sibari nella parte nord-orientale della Calabria che si apre verso il Mar Ionio;
la Piana di Gioia Tauro sul versante tirrenico calabrese;
la Piana di Catania a sud dell'Etna;
il Campidano, che si estende trasversalmente in direzione nord-ovest sud-est dal Golfo di Oristano al Golfo di Cagliari;
la Piana del Metapontino nella parte meridionale della Basilicata che si apre verso il Mar Ionio.
la Nurra, nella punta nord-occidentale della Sardegna
Con oltre 7000 chilometri di coste, l'Italia è praticamente "abbracciata" dal Mar Mediterraneo, il Mare Nostrum degli antichi Romani, che è suddiviso, per ragioni storiche, in bacini con nomi propri. In particolare, i bacini principali che circondano la penisola sono il Mar Adriatico, il Mar Tirreno, il Mar Ligure e il Mar Ionio; ad ovest della Sardegna si trova il Mar di Sardegna, a sud della Sicilia il Canale di Sicilia e il Canale di Malta. Tra i bracci di mare più stretti sono notevoli lo Stretto di Messina, che separa la Sicilia dalla punta dello stivale, le Bocche di Bonifacio, tra la Sardegna e la Corsica, il Canale di Piombino tra la costa toscana e l'Isola d'Elba e il Canale di Corsica che separa le coste orientali corse dall'estremità occidentale dell'Isola d'Elba.
Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna, sebbene quest'ultima geologicamente faccia parte della micro zolla sardo-corsa. Esistono inoltre tante altre isole minori, alcune delle quali particolarmente notevoli dal punto di vista naturalistico o storico (ad esempio l'Isola d'Elba è stata posta sotto l'autorità di Napoleone durante il suo primo esilio dal continente).
La maggior parte delle isole minori è raccolta in arcipelaghi, quali l'Arcipelago Toscano — che comprende l'Isola d'Elba — le isole Pontine o Ponziane e le Isole Flegree nel Tirreno di fronte alla penisola (per non dimenticare l'isola di Capri); le Isole Eolie o isole Lipari, le Isole Egadi e le Isole Pelagie attorno alla Sicilia (oltre alle isole di Ustica e di Pantelleria); l'Arcipelago della Maddalena, le Isole del Sulcis e l'isola dell'Asinara a poca distanza dalla Sardegna.
Anche se meno conosciute, si riportano le Isole Tremiti, a nord del Gargano; le Isole Cheradi nel Golfo di Taranto; le isole Palmaria, Tino e Tinetto del Golfo della Spezia (entrate dal 1997 tra i patrimoni dell'umanità nell'UNESCO); e altre minori.
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Immagine satellitare NASA dell'Italia |
La conformazione fisica dell'Italia, con un elevato numero di montagne, fa sì che sia attraversata da molti fiumi, anche se nessuno di essi è estremamente lungo. Il maggiore come lunghezza e portata è il Po.
Il Po attraversa la pianura padana e con i suoi affluenti l'ha creata, essendo la pianura Padana di origine alluvionale (cioè prodotta dai detriti trascinati a valle dai fiumi).
Come si può notare dalla cartina a destra la maggior parte delle montagne dotate di ghiacciai si concentrano nel nord del paese. Infatti la parte centrale del paese è attraversata dagli Appennini, montagne relativamente basse e quindi di norma dotate di fiumi dalla ridotta portata, tanto che nelle regioni meridionali spesso durante le estati si assiste in molte zone a una parziale mancanza d'acqua che crea notevoli disagi alla popolazione e alle coltivazioni.
Laghi alpini e prealpini: lago d'Orta (Cusio), lago Maggiore (Verbano), lago di Endine (Spinone), lago di Como (Lario), lago di Lugano (Ceresio), lago d'Iseo (Sebino), lago d'Idro (Eridio), lago di Garda (Benaco)
Laghi dell'Italia centrale: lago Trasimeno, lago di Bolsena, lago di Vico, lago di Bracciano, lago di Albano, lago di Nemi, lago di Martignano, lago di Chiusi, lago di Montepulciano.
Laghi della penisola flegrea e del litorale domitio: Averno, Fusaro, Lucrino, Miseno, Patria
Laghi vulcanici: Laghi di Monticchio
Laghi della Sila: lago Ampollino, lago Arvo, lago Cecita (o Mucone)
Lagune e laghi costieri: laguna di Grado, laguna di Marano, laguna di Venezia, valli di Comacchio, lago di Lesina, lago di Varano mare Piccolo di Taranto, mare Grande di Taranto, lago di Fondi, laguna di Sabaudia, lago di Burano, laguna di Orbetello, lago di Massaciuccoli, stagno di Cagliari, stagno di Marceddi, stagno di Santa Giusta, stagno di Cabras.
L'elevato numero dei vulcani, sia attivi che spenti, è una caratteristica della regione italiana. I principali vulcani tuttora attivi sono almeno quattro:
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Il versante orientale dell'Etna |
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L'isola di Stromboli |
l'Etna (il maggiore vulcano attivo d'Europa) domina Catania e la Sicilia nord-orientale e si staglia su Catania con il suo gruppo di crateri sommitali (3340 m) costituendo un elemento paesaggistico caratterizzante di Reggio Calabria, da dove appare innevato per oltre metà dell'anno. Esso mantiene attivi pure altri crateri secondari, i quali si aprono sul lento declivio delle sue pendici.
il Vesuvio (1277 m) domina la città di Napoli ed il golfo omonimo, di cui costituisce un elemento paesaggistico noto in tutto il mondo. Famosa è la sua eruzione avvenuta nel 79 d.C., quando fu completamente sepolta sotto la lava e le ceneri la regione di Ercolano, Pompei e Stabia.
Lo Stromboli, perennemente attivo, eleva direttamente dal mare il suo cono eruttivo e fa parte delle isole Eolie.
Vulcano, altra isola delle Eolie, costituita da un vulcano oggi mediocremente attivo, dal quale hanno preso nome tutti i vulcani del genere.
Più numerosi, anche se meno grandiosi, sono invece i vulcani spenti o in fase quiescente ormai da molti secoli. Sono specialmente disseminati in tutta la fascia dell'Antiappennino toscano, dove le numerose sorgenti termali ed i famosi soffioni boraciferi (Larderello) non sono che le postume manifestazioni del vulcanesimo locale.
Il Monte Amiata, nelle cui viscere abbondano i minerali, i Monti Volsini, Cimini e Sabatini situati sulla destra del fiume Tevere, ed i Colli Albani, sulla sinistra del medesimo, sono anch'essi residui di grandi vulcani, che hanno un tempo largamente profuso intorno le loro lave; attualmente perciò hanno pendici molto fertili. In cima a questi colli, entro gli antichi crateri, si trovano i maggiori laghi della penisola: lago di Bolsena, (monti Vulsini), Lago di Vico (monti Cimini), lago di Bracciano (monti Sabatini), lago di Albano e lago di Nemi (colli Albani).
Nell'Antiappennino Campano, oltre al Vesuvio, una manifestazione postuma di attività vulcanica si incontra nei Campi Flegrei, situati poco a nord di Napoli; tali sono anche le solfatare di Pozzuoli e di Agnano.
I monti di Roccamonfina (tra il Volturno ed il Liri), l'Epomeo nell'isola d'Ischia e gli isolotti vicini dell'arcipelago campano hanno pure origine vulcanica; così dicasi del Monte Vulture, sulla destra dell'Ofanto in Basilicata, ed in parte dei colli Euganei e dei colli Berici della pianura veneta, i primi nella provincia di Padova, i secondi in quella di Vicenza.
I fenomeni sismici costituiscono, purtroppo, un primato italiano in Europa. Essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici. Non tutte le regioni italiane vanno però egualmente soggette ai moti sismici; ma anche là dove il fenomeno si manifesta più volte in un anno, i danni non sono in genere gravi.
Le zone meno soggette a fenomeni sismici sono la Sardegna, la Maremma grossetana, la Puglia meridionale e la regione alpina occidentale, eccettuate le zone di Belluno, della Carnia e delle Alpi Marittime. Dovuti spesso a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre, sono invece i frequenti e spesso disastrosi terremoti che avvengono nella zona degli Appennini.
a Repubblica Italiana si compone di 20 Regioni, di
cui 5 (Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Valle
d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia) a statuto speciale, 110
Province (alcune in fase di allestimento) e 8103 Comuni.
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Nell'elenco che segue, per ciascuna Regione è riportato lo stemma ufficiale e, a seguire, il nome del capoluogo. L'asterisco denota le regioni a statuto speciale.
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Regione |
Capoluogo |
|---|---|
'Italia è in gran parte omogenea nella lingua e
nella religione ma è varia culturalmente, economicamente
e politicamente. Il paese ha la quinta più alta densità
demografica in
Europa, 196,5 persone per chilometro quadrato. La
popolazione italiana è concentrata principalmente nelle
zone costiere e pianeggianti della penisola, dove sono
poste le città più popolose (fra le prime 40 città
italiane per numero di abitanti solo
Perugia è posta ad un'altitudine superiore ai 250
metri sul livello del mare).
I gruppi indigeni di minoranza sono piccoli. Dall'inizio della civilizzazione romana, i gruppi etnici come i colonizzatori greci, gli invasori germanici, celti e normanni hanno lasciato un'impronta importante nella gente fino ad oggi. Tuttavia, tutti sono stati inseriti in un gruppo etnico italiano omogeneo.
Il numero di immigrati o di residenti stranieri in Italia è aumentato considerevolmente (particolarmente in anni recenti).
Un discorso a sé merita la sempre crescente comunità zingara sul territorio italiano, ripartita tra rom (più diffusa al Centro-Sud e con maggiore propensione alla sedentarizzazione) e in minor misura sinti (soprattutto al Nord, ma con forte tendenza al nomadismo). Stime approssimative parlano di 120-150.000 unità (ma destinata a crescere enormemente dopo l'entrata nell'Unione Europea di Romania e Bulgaria, e anche grazie al considerevole tasso di natalità), delle quali però circa la metà sono cittadini italiani.
'italiano
è una
lingua appartenente al gruppo delle
lingue romanze orientali della famiglia delle
lingue indoeuropee. In Italia esiste un gran numero
di
dialetti, alcuni dei quali in realtà, dal punto di
vista storico, costituiscono una vera e propria lingua
romanza, rappresentando un'evoluzione autonoma della
varietà di
latino parlata in questa o quella regione. La
moltitudine dei dialetti italiani costituisce un
grandissimo, anche se spesso misconosciuto e denigrato,
patrimonio culturale.
L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre in particolare (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, dal francese e dal latino), era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati tre fra i massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura.
Sono parificate all'italiano, che è la lingua ufficiale dello Stato, il tedesco e il ladino nella Provincia Autonoma di Bolzano e il francese nella regione Valle d'Aosta. Oltre a queste sono inoltre riconosciute e tutelate dallo Stato e dalle relative Regioni numerose minoranze linguistiche storiche:
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Gruppo |
Lingua originaria |
Regione |
|---|---|---|
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Sardo |
Sardo |
Sardegna |
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Friulano |
Friulano |
Friuli-Venezia Giulia |
|
Tirolese |
Tedesco |
Alto Adige a Bolzano |
|
Occitano |
Occitano |
Piemonte nelle valli di Cuneo e Torino, Liguria a Imperia, Calabria a Guardia Piemontese |
|
Sassarese |
Sassarese |
Provincia di Sassari |
|
Corso gallurese |
Gallurese |
Provincia di Olbia-Tempio |
|
Arberesh |
Albanese |
Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Campania, Basilicata e in piccola parte in Abruzzo |
|
Francoprovenzale |
Francese |
Piemonte a Torino, Valle d'Aosta ad Aosta, Puglia a Foggia |
|
Sloveno |
Sloveno |
Friuli-Venezia Giulia a Trieste, Gorizia, Udine |
|
Ladino |
Ladino |
Trentino Alto Adige a Bolzano, a Trento, Veneto a Belluno |
|
Catalano |
Algherese |
Sardegna ad Alghero |
|
Francese |
Francese |
Valle d'Aosta |
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Greco (Grico/Griko) |
Greco d'Italia |
Calabria a Reggio Calabria, Puglia a Lecce |
|
Ligure tabarchino |
Tabarchino |
Carloforte e Calasetta (CI) |
|
Bavarese |
Tedesco (cimbro/mocheno) |
Trentino (Trento) |
|
Croato |
Croato |
Molise |
|
Carinziano |
Tedesco |
Friuli-Venezia Giulia a Udine |
|
Carnico |
Friulano |
Friuli-Venezia Giulia, Veneto a Belluno |
|
Tirolese (pusterese) |
Tedesco |
Veneto, Val Pusteria |
Fonte: Ministero degli Interni del Governo Italiano/rielaborazione da Il Corriere della Sera.
Inoltre, la lingua istrorumena viene parlata da circa 300 esuli dall'Istria a Trieste e fu considerata isola linguistica nel Regno d'Italia. Lo storico Ireneo della Croce afferma che la lingua istrorumena era parlata nell'ottocento nel Carso triestino, principalmente ad Opicina e Servola (allora chiamata Selvola).
Ad esse va aggiunta una moltitudine di lingue di più o meno recente importazione (e come tali non da tutelare come storiche), in primis le varietà afferenti all'arabo, all'albanese di Albania, al rumeno, al cinese e all'ucraino.
Va anche aggiunta la Lingua dei Segni Italiana (LIS), la lingua visiva dei cittadini sordi, i cui utilizzatori sono stimati tra le 80 e le 120.000 persone nelle diverse città italiane. L'Italia non riconosce la lingua dei segni come lingua nazionale dei sordi, né come lingua minoritaria: solamente la regione di Valle d'Aosta ha approvato all'unanimità il riconoscimento della Lingua dei Segni nel 2006.
Molte lingue regionali d'Italia, inoltre, vengono considerate erroneamente "dialetti dell'italiano", mentre sono lingue a sé stanti. In particolare ricordiamo: il piemontese, il ligure, l'insubre, l'orobico, il veneto, l'emiliano-romagnolo, il napoletano ed il siciliano. Su di esse c'è però da dire che raramente vengono utilizzate oggi nella loro versione originaria, avendo subito a partire dall'unità d'Italia, soprattutto grazie all'istruzione scolastica e ai mezzi d'informazione di massa, un graduale processo d'italianizzazione. In ciò ha inciso anche una relativa carenza di una letteratura propria, avendo tutte queste regioni fortemente dipeso nei secoli, per la lingua scritta, dal latino e dall'italiano di Dante.
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| Dante Alighieri detto il sommo poeta |
La nascita della letteratura italiana canonicamente si fa risalire alla prima metà del XIII secolo con la diffusione, all'interno di circuiti assai privati e modesti, di quei manoscritti di carattere religioso, ma anche laico e giocoso, ad uso della comunità religiosa e laica, ma sempre ad un alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ciò che ci permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua.
La letteratura italiana si compone di tutte quelle opere manoscritte e a stampa in lingua italiana che, come si è detto, a partire dal XIII secolo si sono sviluppate in Italia, fino ai nostri giorni.
Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee perché molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in Umbria (capolavoro è il Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi e le Laudi di Jacopone da Todi), la scuola siciliana (nata alla corte di Federico II) e, alcuni decenni più tardi, la lirica toscana. Nel XIV secolo la letteratura italiana possedeva già tre capolavori che la misero in assoluta preminenza per l'epoca rispetto a qualsiasi altra produzione letteraria occidentale: la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Canzoniere di Francesco Petrarca e il Decameron di Giovanni Boccaccio.
In italiano si sono espressi scrittori di fama universale, quali Ludovico Ariosto, Niccolò Machiavelli, Giacomo Leopardi, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Alessandro Manzoni, Primo Levi e tanti altri, scrittori che produssero capolavori di tale bellezza che influenzarono la cultura europea.
econdo un'indagine dell'Eurispes
effettuata nel 2006 e ripresa dal
Corriere della Sera, l'87,8% della popolazione si
dichiara cattolico e il 36,8% praticante. Secondo la
stessa ricerca si recherebbe a messa tutte le domeniche
il 30,8% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni, a
fronte del 22,4% e del 28,5% dei soggetti intervistati
appartenenti rispettivamente alle fascia d'età 25-34 e
35-44 anni. La discrepanza tra chi si dichiara cattolico
e chi è di stretta osservanza, anche se minore rispetto
agli altri paesi dell'Europa occidentale, è sensibile,
come testimoniato anche dalle opinioni relative ad
aborto, fecondazione assistita e unioni civili.
I cristiani, cattolici, protestanti, ortodossi e altri ( Testimoni di Geova, Mormoni, etc.), in Italia rappresentano la religione di maggioranza. Come in molti altri Paesi occidentali, il processo di secolarizzazione è crescente, soprattutto tra i giovani, anche se non manca la presenza di movimenti a prevalente composizione giovanile cattolici quali Azione Cattolica, la Gioventù Francescana, l'AGESCI e Comunione e Liberazione.
Fra le altre confessioni cristiane, in ambito protestante, è da segnalare il Valdismo, nato in Italia stessa. Sorto come movimento ereticale medievale, dopo la riforma protestante ha assorbito la teologia calvinista ed è di fatto diventata l'espressione italiana delle Chiese riformate. Le comunità protestanti storiche (valdese, metodista, luterana e battista) sono riunite nella Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, assieme ad altre denominazioni pentecostali minori.
Tra i nuovi movimenti religiosi cristiani si possono trovare il mormonismo, giunto in Italia nel 1850, e i testimoni di Geova, che iniziarono a stampare la Torre di Guardia nelle valli piemontesi già dal 1903. Questi ultimi in particolare, sono il gruppo religioso con il maggior numero di aderenti dopo il Cattolicesimo, l'Islam (quest'ultimo praticato da circa 850.000 persone, in rapida crescita grazie all'immigrazione), il Protestantesimo (circa 700.000 membri divisi in una moltitudine di chiese e confessioni) e la Chiesa Ortodossa (almeno 700.000 fedeli). Forte seguito hanno poi le chiese di stampo pentecostale, fra le quali vanno menzionate le Assemblee di Dio in Italia, che, forti dei loro 400.000 fedeli, costituiscono la più grande organizzazione protestante.
La religione monoteista più antica presente in Italia è l'Ebraismo, di cui a Roma è segnalata una presenza ininterrotta fin dai tempi precedenti la comparsa del Cristianesimo. La comunità ebraica in Italia si aggira intorno alle 45.000 unità.
Nel corso del XIX e XX secolo si sono diffusi in Italia altri movimenti religiosi, in particolare Buddhismo, Induismo e Sikhismo. I buddhisti sono circa 110.000, gli induisti sono 75.000, mentre i sikh si aggirano intorno alle 70.000 unità. I fedeli delle prime due religioni sono riuniti rispettivamente nell'Unione Buddhista Italiana e nell'Unione Induista Italiana, ufficialmente riconosciute dallo Stato.
Resta un fenomeno relativamente nascosto e poco diffuso quello del Neopaganesimo. Il Paganesimo moderno è presente in particolare nelle sue forme wiccana, romana, odinista e druidica. Tra i gruppi che seguono la Via romana agli Dei è il Movimento Tradizionale Romano, tra i gruppi odinisti la Comunità Odinista.
Non mancano, infine, associazioni ateiste e agnostiche, quali la UAAR, No God e Atheia.
Membro del G8 gruppo di paesi industrializzati, ha la settima più grande economia del mondo nel 2006 (PIL nominale), dietro gli Stati Uniti, la Cina, il Giappone, la Germania, il Regno Unito e la Francia, ma è ottava per potere d'acquisto (PPA), superata anche dall'India (dati ufficiali della Banca mondiale). Secondo l'OSCE, nel 2004 l'Italia era il sesto più grande esportatore del mondo di merci fabbricate.
Il tessuto produttivo dell'economia italiana è formato in prevalenza da piccole e piccolissime imprese: le poche grandi imprese sono gestite quasi sempre dalle famiglie dei fondatori o da gruppi stranieri, e il modello di public company non ha mai attecchito. Anche in campo finanziario, nonostante una tendenza alla concentrazione (ultimamente sfociata nella fusione di Unicredito con Capitalia, da cui è scaturito un colosso da 136 miliardi di euro di capitale, al secondo posto in Europa dopo Hsbc), le banche hanno dimensioni modeste rispetto ai grandi gruppi europei. V'è inoltre una forte differenza tra il nord, con un forte sviluppo industriale e una preponderanza di aziende private, e il sud, che ha tassi di disoccupazione più alti con punte del 20% e uno sviluppo molto minore; l'agricoltura ha un peso maggiore, e l'industria è spesso statale. Negli ultimi anni, tuttavia, vi sono stati fenomeni di sviluppo dinamico anche lungo il confine fra centro-nord e sud. Alcune aree tra cui Isernia e Caserta stanno intensificando la piccola imprenditoria privata, incentivata dal basso livello dei prezzi e del lavoro locali, mentre al nord permane un alto livello dei prezzi. Un pesante freno allo sviluppo virtuoso dell'economia è costituito dall'eccezionale livello di evasione fiscale e dalla vaste reti di organizzazioni criminali diffuse a diversi livelli in tutto il Paese che ne impediscono un vero e proprio sviluppo.
Un settore di primaria importanza per l'economia italiana continua ad essere il turismo, nonostante il Paese abbia perso da molti anni il primato di visitatori stranieri all'anno (nel 2004 erano 39.600.000, e l'Italia era quindi al quarto posto nel mondo dopo USA (40.000.000 di turisti stranieri annui), Spagna (50.000.000) e Francia (75.000.000).
La maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia deve essere importato, dato che l'Italia non dispone di ricchi giacimenti di materie prime.
Durante lo scorso decennio, l'Italia ha perseguito una politica fiscale stretta per fare fronte alle richieste dell'Unione Economica e Monetaria europea ed ha tratto beneficio dai tassi più bassi di inflazione e di interesse. Tuttavia, alcuni enormi problemi continuano ad essere un ostacolo per l'economia della nazione, come l'evasione fiscale (anche se nel 2006 la lotta agli evasori ha riportato nelle casse dello stato più di 33 miliardi di euro ) e il debito pubblico, che è al 107,4% sul PIL nel 2006, nonostante l'Unione Europea richieda un indebitamento massimo del 60% sul PIL; grava inoltre sull'imprenditoria centro-meridionale il drenaggio di risorse operato dalle organizzazioni criminali ( mafia, camorra, ndrangheta e Sacra Corona Unita) che con le loro attività estorsive (pizzo) determinano spesso l'uscita dal mercato e perfino il fallimento delle imprese taglieggiate. Tutto ciò è stato il motivo che ha spinto due agenzie di rating a declassare (nel 2006) l'Italia per livello di affidabilità finanziaria. L'Italia ha aderito all'euro nel 1999 sostituendo la lira a partire dal 2002 (1 euro = 1936,27 lire).
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Pattuglia dell'Esercito Italiano in Iraq |
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La nave portaerei Cavour della M.M. |
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'Italia è l'ottava potenza militare mondiale con una
spesa miliare di 27 miliardi di dollari
L'Esercito Italiano è la prima forza armata dello Stato. Attualmente ha un organico di 112.000 unità (di queste 85.000 fanno parte delle forze operative, mentre 27.000 sono assegnate alle unità di riserva e sostegno).
La Marina Militare è la seconda forza armata dello Stato. Essa nacque nel 1946 dalla Regia Marina, in seguito alla proclamazione della Repubblica Italiana. A lei sono affidati il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali ed internazionali. Ad essa è devoluto, inoltre, il compito di pattugliamento delle coste tramite il Corpo delle Capitanerie di Porto\Guardia Costiera.
L'Aeronautica Militare è la terza forza armata dello Stato. Ad essa sono devolute le operazioni aeree. In passato si è anche occupata del controllo del traffico aereo nello spazio aereo nazionale. L'Aeronautica militare ha speso 2 miliardi e 700 milioni nel 2006
L'Arma dei Carabinieri è la quarta forza armata dello Stato. Per via della sua doppia natura di forza armata e di forza di polizia, le sono affidati sia funzioni militari, quali il concorso alla difesa della Patria, l'esercizio delle funzioni di Polizia Militare, la protezione delle Rappresentanze Diplomatiche italiane e la partecipazione alle operazioni militari all'estero, sia funzioni civili di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza.
La Guardia di Finanza è una speciale forza di polizia ad ordinamento militare e fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato. Dipende direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze e svolge compiti di polizia giudiziaria, polizia tributaria (in via esclusiva) e pubblica sicurezza soprattutto legati all'ambito economico e finanziario (negli anni recenti sono stati creati anche reparti specializzati nella tutela dell'Ordine pubblico). La Guardia di Finanza concorre altresì alla difesa dei confini e svolge funzioni di polizia militare e polizia giudiziaria militare.
La Polizia di Stato è una forza di polizia civile ad ordinamento speciale che la rende un Corpo armato dello Stato o Corpo militarmente organizzato. Quest'ultima definizione non implica la militarietà del Corpo, tuttavia la sua struttura si richiama a quella di un'istituzione di carattere militare ed il suo personale ha un inquadramento differente rispetto a qualsiasi ente civile o militare dello Stato. Dipende direttamente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che rappresenta l'apparato amministrativo centrale per mezzo del quale il Ministero dell'Interno (Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza) gestisce l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica in Italia. Pertanto, la Polizia di Stato è la prima forza di polizia incaricata del mantenimento della sicurezza e dell'ordine pubblico.
Il Corpo di Polizia Penitenziaria è una forza di polizia civile ad ordinamento speciale che la rende un Corpo armato dello Stato o Corpo militarmente organizzato. Svolge compiti di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza legati al settore penitenziario ed alla gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. È l'erede del Corpo delle Guardie Carcerarie, creato nel 1873, poi riformato nel Corpo degli Agenti di Custodia delle Carceri (1890), (forza di polizia ad ordinamento militare) la cui amministrazione passò nel 1922 dal Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia.
Il Corpo Forestale dello Stato è una forza di polizia civile ad ordinamento speciale che la rende un Corpo armato dello Stato o Corpo militarmente organizzato. Svolge compiti di tutela ambientale e paesaggistica; Svolge anche funzioni di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza. Alla direzione del Corpo vi è l'Ispettorato generale con sede a Roma.
I Corpi ed i Servizi di Polizia Locale/Provinciale e Polizia Municipale non rientrano tra le forze di polizia dello Stato. Svolgono compiti di controllo tramite pattugliamento del territorio e repressione dei reati tipicamente nelle aree urbane sotto controllo regionale. A seconda della tipologia possono dipendere dalla Regione, dalla Provincia o dal Comune. Tutti i suoi appartenenti sono agenti di Polizia Giudiziaria.
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Galleria nazionale d'arte moderna a Roma |
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Teatro San Carlo a Napoli |
l contributo che l'Italia ha portato, nel corso
della storia dei popoli che l'hanno abitata, alla
cultura mondiale è stato, per pressoché unanime consenso
degli storici, immenso e vario. Probabilmente fu proprio
il fatto di essere da sempre, per motivi
geografici e
storici, una terra di scambi e di incontri tra
popoli diversi a farne un luogo di così vitale fermento.
Ed in effetti una caratteristica tipica della cultura
italiana è la sua grande varietà locale: la mancanza di
una unità nazionale per secoli ha fatto sì che ogni
regione acquisisse un propria tradizione ed identità
politica, derivatagli dalla propria storia di
dominazioni e fusioni con civiltà diverse.
L'arte
e la
musica sono sicuramente gli ambiti di eccellenza
della cultura italiana più noti nel mondo. La prima ha
avuto la sua espressione più alta e caratterizzante nel
periodo che va dal
Quattrocento al
Seicento inoltrato (nei periodi del
Rinascimento e del
Barocco); ma la lunga storia del paese, ed i
numerosi periodi di ricchezza che ha attraversato, hanno
lasciato in eredità esempi notevolissimi dell'arte delle
più disparate epoche e civiltà, che fanno dell'Italia un
caso unico al mondo per la varietà dei beni artistici e
per la loro diffusione capillare sul territorio (la
città di
Firenze, ad esempio, ha la più grande concentrazione
mondiale di opere d'arte in proporzione alla sua
estensione). Dai
templi greci della
Magna Grecia ai
borghi medioevali, dalle
terme romane alle ville settecentesche, il grande
museo all'aperto della penisola è tra le prime mete del
turismo mondiale.
La
musica italiana comincia a fiorire nel
Cinquecento, con la
musica rinascimentale che, soprattutto con
Monteverdi, acquisisce i suoi tratti più innovativi
nel tardo
Cinquecento, con la nascita dell'opera
lirica, genere in cui gli italiani vedranno il
primato per secoli. Operisti italiani famosi in tutto il
mondo sono
Rossini,
Verdi,
Toscanini,
Puccini. La musica strumentale italiana ha visto un
periodo di fioritura meno duraturo, concentrandosi
perlopiù (anche se non solo) nel periodo barocco, ma è
stata comunque percorsa da artisti di importanza
epocale, quali
Palestrina,
Corelli,
Vivaldi, il già citato Monteverdi nonché, nei secoli
successivi,
Paganini e lo stesso Verdi.
Non vanno trascurate le profonde innovazioni che
l'Italia ha portato in tanti altri campi della cultura
lungo 2500 anni di storia. Nei due periodi in cui la
penisola fu il centro della civiltà del tempo, ovvero
durante l'Impero
romano ed il
Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della
conoscenza umana fu di decisiva importanza.
In età romana l'Italia era il centro culturale oltre che
politico di uno stato che segnò il culmine dell'età
antica, che diffuse la cultura greco-ellenistica in
un'Europa
molto indietro nella civilizzazione, e che fu la
fucina di grandi innovazioni nel campo tecnico (architettura
romana), del
diritto (il
diritto romano è a fondamento ancora oggi della
giurisdizione dei moderni paesi occidentali), della
letteratura.
Il Rinascimento segnò invece dopo il
medioevo il diffondersi dall'Italia di una nuova
sensibilità che, espressasi mirabilmente nella
letteratura, nella vita e soprattutto nell'arte della
penisola, segnò l'inizio dell'età
moderna e l'avviarsi dell'Occidente
verso una propria dimensione culturale caratterizzante,
foriera delle rivoluzioni liberali,
industriale e
scientifica, di cui fu iniziatore e protagonista
proprio un italiano,
Galileo.
Già dal XVII secolo tuttavia il ruolo culturale di primo piano del Paese tende lentamente a declinare: se nel '600 l'Italia riesce ancora a mantenere un primato europeo in alcuni settori (l'arte e la musica principalmente), nel secolo successivo il panorama culturale italiano può essere a tutti gli effetti considerato provinciale rispetto ai fermenti che cambiavano l'Europa in Francia ed Inghilterra. Le cause della fine del primato italiano sono molteplici e complesse. In linea generale gli storici vedono un rapporto diretto con il declino sociale ed economico che interessa l'Italia a partire dalla fine del Cinquecento, a sua volta imputabile ad una serie di fattori storici; tra questi, la mancata unificazione degli stati italiani in un unico Stato nazionale simile a quello francese o inglese, fatto che avrebbe avuto conseguenze irreparabili sulla capacità competitiva della penisola in campo commerciale ed economico. La stessa pratica del mecenatismo durante il XV e XVI secolo, che nel breve termine diede forte impulso al fiorire dell'arte rinascimentale, costituì un "dirottamento" dalle attività produttive delle ricchezze accumulate in Italia e pose le basi per la recessione. Un motivo più strettamente culturale può essere poi identificato con l'egemonia su intellettuali ed artisti italiani esercitata dalla Controriforma dalla seconda metà del XVI secolo, che soffocò i fermenti della rivoluzione scientifica (si pensi al processo a Galileo), del pensiero filosofico (la carcerazione di Tommaso Campanella, il rogo di Giordano Bruno), della letteratura (costretta alla sterile adesione ad un'ortodossia nei contenuti e nella forma).
L'inizio del XIX secolo vede una rinascita culturale italiana, trainata dal nuovo clima delle idee liberali e patriottiche, di forte stimolo al mondo intellettuale; gli italiani ritrovano una propria dimensione europea nella letteratura romantica (Manzoni, Leopardi), nella riflessione politica (Mazzini), nella scienza (Galvani, Volta).
L'Italia è famosa in tutto il mondo anche per la cucina (le parole pasta, spaghetti, pizza, ad esempio, sono entrate di prepotenza nei vocabolari stranieri anche in altri continenti), il vino, lo stile di vita, l'eleganza, il design, le sue caratteristiche feste e più in generale per il gusto.
Non meno importante è stato il contributo italiano alla scienza, con personaggi come Luigi Galvani e Alessandro Volta ricordati per gli studi pionieristici sull'elettricità, Antonio Pacinotti che inventò la dinamo, Antonio Meucci che inventò il telefono. Anche tra i premiati con il Nobel sono presenti degli italiani illustri come Enrico Fermi e Guglielmo Marconi per la fisica, Giulio Natta che fu uno dei padri della chimica industriale, Giosue Carducci, Eugenio Montale, Grazia Deledda, Luigi Pirandello e Dario Fo per la letteratura, Camillo Golgi e Rita Levi-Montalcini per il loro contributo alla medicina.
I santi patroni dell'Italia sono San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena.
L'Italia è il paese con il maggior numero di beni dichiarati patrimonio dell'umanità.
Arte rupestre in Valcamonica, 1979
Chiesa e convento domenicano di Santa Maria delle Grazie con L'ultima cena di Leonardo da Vinci, Milano, 1980
Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e la Basilica di San Paolo fuori le mura, 1980
Centro storico di Firenze, 1982
Venezia e la sua Laguna, 1987
Piazza del Duomo, Pisa, 1987
Centro storico di San Gimignano, 1990
Estensione del patrimonio di Roma ai beni compresi entro le mura di Urbano VIII, 1990
Sassi di Matera, 1993
Città di Vicenza e le Ville palladiane del Veneto, 1994
Centro storico di Siena, 1995
Centro storico di Napoli, 1995
Crespi d'Adda, 1995
Ferrara città del Rinascimento e delta del Po, 1995
Castel del Monte, Andria, 1996
Trulli di Alberobello, 1996
Monumenti paleocristiani di Ravenna, 1996
Centro storico della città di Pienza, 1996
Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, l'acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, 1997
Residenze sabaude di Torino e dintorni, 1997
Orto botanico di Padova, 1997
Duomo, Torre Civica e Piazza Grande di Modena, 1997
Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, 1997
Villa romana del Casale, presso Piazza Armerina, 1997
Su Nuraxi di Barumini, 1997
Portovenere, le Cinque Terre e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto, 1997
Costiera amalfitana, 1997
Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, 1997
Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia, 1997
Centro storico di Urbino, 1998
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il sito archeologico di Paestum e Velia, Roscigno Vecchia e la Certosa di Padula, 1998
Villa Adriana a Tivoli, 1998
Città di Verona, 2000
Isole Eolie, 2000
Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani, 2000
Villa d'Este a Tivoli, 2001
Città tardo barocche della Val di Noto (Sicilia sud-orientale), 2002
Valle del Ticino Riserva della Biosfera, 2002
Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, 2003
Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, 2004
Val d'Orcia (Siena), 2004
Il centro storico di Siracusa e la necropoli di Pantalica, 2005
Le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli di Genova, 2006
Ambiente
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| Parco Nazionale del Gran Paradiso in Valle d'Aosta |
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Foreste Casentinesi |
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| Vernazza, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre |
parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri,
marine, fluviali, o lacustri che contengano uno o più
ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da
interventi antropici, una o più formazioni fisiche,
geologiche, geomorfologiche, biologiche, di interesse
nazionale od internazionale per valori naturalistici,
scientifici, culturali, estetici, educativi e ricreativi
tali da giustificare l'intervento dello Stato per la
loro conservazione.
I parchi regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacustri ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore ambientale e naturalistico, che costituiscano, nell'ambito di una o più regioni adiacenti, un sistema omogeneo, individuato dagli assetti naturalistici dei luoghi, dai valori paesaggistici e artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.
Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche.
Le zone umide sono costituite da paludi, aree acquitrinose, torbiere oppure zone di acque naturali od artificiali, comprese zone di acqua marina la cui profondità non superi i sei metri con la bassa marea; aree che, per le loro caratteristiche, possano essere considerate di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.
Le aree marine protette sono costituite da tratti di mare, costieri e non, in cui le attività umane sono parzialmente o totalmente limitate. La tipologia di queste aree varia in base ai vincoli di protezione.
Le altre aree protette sono quelle aree che non rientrano nelle precedenti classificazioni, come i parchi suburbani o le oasi delle associazioni ambientaliste. Possono essere a gestione pubblica o privata, con atti contrattuali quali concessioni o forme equivalenti.
La continua crescita della densità di popolazione, già elevatissima, è causa di esacerbazione degli evidenti fenomeni di degrado ambientale che affliggono il territorio italiano.
Parco nazionale Alpi Apuane
Alta Murgia in corso di istituzione
Appennino Tosco-Emiliano
Cinque Terre
Etna
Val d'Agri e Lagonegrese in corso di istituzione
Val Grande
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Stadio Olimpico di Roma |
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Stadio "Giuseppe Meazza" di Milano |
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| Cerimonia d'apertura delle XX Olimpiadi Invernali svolte a Torino nel 2006 |
l colore sportivo nazionale dell'Italia è l'azzurro,
mutuato dallo stemma araldico di
Casa Savoia, dinastia regnante dal 1861 al 1946.
La tradizione sportiva italiana è antica quasi quanto la sua storia: in quasi tutti gli sport, sia individuali che di squadra, l'Italia può vantare sempre buone rappresentative e molti successi. Tuttavia, quasi tutte le vittorie negli sport di squadra restano una prerogativa maschile, eccezion fatta per la pallavolo, la pallanuoto e la scherma.
Il calcio è indubbiamente lo sport più seguito e gli Italiani sono famosi per la loro passione per questo sport.
La nazionale di calcio italiana è tra le più titolate nella storia, avendo vinto 4 Campionati mondiali di calcio (1934, 1938, 1982 e 2006), un Campionato Europeo nel 1968, una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino 1936 e due di bronzo, alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e alle Olimpiadi di Atene 2004. Varie squadre di calcio italiane hanno conquistato numerosi trofei a livello continentale e intercontinentale.
L'Italia ha ospitato due volte i Campionati mondiali di calcio: nel 1934 e nel 1990. Anche gli Europei sono stati organizzati due volte nel Belpaese: nel 1968 e nel 1980.
La pallacanestro è il secondo sport di squadra, per seguito di tifosi, dopo il calcio (1.252.454 spettatori nei palazzetti nella stagione 2005/06 della Lega A). Questa disciplina è sempre stata avara di trofei mondiali, visto il monopolio statunitense e russo, ma nell'ultimo decennio anche la Nazionale, così come i club, ha attraversato un buon momento, grazie ad una generazione di campioni senza precedenti.
Altro discorso merita invece la pallavolo: quella maschile vanta nei Campionati Europei e Mondiali. La Nazionale Italiana inoltre venne riconosciuta e premiata dalla Federazione Internazionale della Pallavolo (FIVB), come la squadra del XX secolo.
Nella pallavolo femminile invece, ai Mondiali, le azzurre hanno conquistato il primo oro nell'edizione in terra tedesca (2002) dopo una straordinaria gara con gli U.S.A.. In campo Europeo, "provincia russa" (13 ori in 26 edizioni), l'oro arriva nel 2007,a cui si aggiunge anche una coppa del Mondo vinta nel novembre 2007.
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| Ingresso della fabbrica della Ferrari a Maranello |
L'Italia vanta ottime tradizioni negli sport del motore. Celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola e il circuito del Mugello.
Nel motociclismo, i grandi campioni del passato sono degnamente seguiti dai campioni del presente. I marchi Bianchi, Aprilia, Gilera, Guzzi, MV Agusta, Benelli e Ducati hanno vinto le corse più prestigiose e conquistato campionati mondiali in tutte le categorie.
Nell'automobilismo, il secondo sport nel Paese per numero di appassionati, altrettanto importante è il palmares delle marche e dei piloti italiani, dalla Formula 1 alle corse di durata ai rally. Nella velocità, dalle prime corse del '900, Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Ferrari, Abarth e Lancia, hanno vinto nelle gare più importanti e conquistato titoli mondiali e continentali in tutte le categorie.
In Formula 1, la Scuderia Ferrari detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo, nel 1950.
Nelle corse su strada, la Targa Florio, la Mille Miglia, la Coppa Acerbo e il Giro di Sicilia sono le tra le più antiche e celebri corse della storia. Nei rally, Lancia e Fiat vantano numerosi titoli mondiali, costruttori e piloti.
Nella pallanuoto, l'Italia vanta un'ottima tradizione.
Grandi successi sono stati raccolti nel ciclismo, nello sci e nella scherma. In anni passati l'Italia ha raccolto delle vittorie anche nel tennis, mentre si registrano dei riconoscimenti recenti nel rugby.
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Data |
Nome |
Spiegazione |
|---|---|---|
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1° gennaio |
Capodanno |
Festa che celebra la chiusura dell'anno e l'apertura di quello nuovo |
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6 gennaio |
Epifania |
Manifestazione della divinità di Gesù Cristo, Festa della Befana |
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variabile * |
Pasqua |
Risurrezione di Gesù Cristo; |
|
variabile ** |
Lunedì dell'Angelo |
Lunedì di Pasqua, Pasquetta |
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25 aprile |
Festa della Liberazione |
Il 25 aprile 1945 indica la fine della Seconda guerra mondiale in Italia e la liberazione dal nazifascismo |
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1° maggio |
Festa dei lavoratori |
Celebrazione dei traguardi economici e sociali raggiunti dai lavoratori. |
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2 giugno |
Festa della Repubblica |
Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica |
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15 agosto |
Ferragosto |
Festa di Mezza Estate e Assunzione della B.V. Maria |
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1° novembre |
Ognissanti |
Festa dedicata a tutti i santi |
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8 dicembre |
Immacolata Concezione |
Ricordo di come la B.V. Maria sia stata preservata immune dal peccato originale |
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25 dicembre |
Natale |
Nascita di Gesù Cristo |
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26 dicembre |
Santo Stefano |
Primo martire cristiano |
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* Pasqua: prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera ** Pasquetta: lunedì successivo alla Pasqua |
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