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                           Panorama turistico regionale italiano

Liguria

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Regione prov. Genova prov. Imperia prov. La Spezia prov. Savona

Generalità

Genova: il porto

egione amministrativa dell'Italia settentrionale; è affacciata sul mar Ligure a sud e confina con la Francia a ovest, con il Piemonte a nord-ovest, con l'Emilia-Romagna a nord-est e con la Toscana a est. È ripartita nelle province di Genova, Imperia, La Spezia e Savona; il capoluogo regionale è Genova. Il nome della regione deriva dall'antico popolo dei liguri, la cui presenza è storicamente attestata sin dagli inizi del I millennio a.C.

I confini fisici sono ben delineati: la regione è interamente chiusa tra il mare, a sud, e i rilievi delle Alpi Marittime e dell'Appennino ligure, a nord.

Quasi tutti gli altri principali centri liguri sono località di villeggiatura: tra i più noti si ricordano Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure, Alassio e Loano, Bordighera, Lerici, Portovenere e i piccoli centri delle Cinque Terre.

 

 

Cucina regionale (vedi)

Territorio

i tutte le regioni italiane, la Liguria è la più anomala dal punto di vista geografico. Il territorio è costituito da una stretta fascia costiera che si inarca attorno al golfo di Genova, dal confine politico con la Francia a ovest a quello con la Toscana a est. Non esistono zone pianeggianti, in quanto i rilievi giungono sino al mare, sul quale quasi ovunque si gettano a strapiombo. Vi si trovano solo due esigue pianure, formate dai depositi alluvionali allo sbocco di due piccoli fiumi, rispettivamente il Centa e l'Entella: quella di Albenga, in provincia di Savona, e quella di Chiavari, in provincia di Genova. A ovest di Genova si estende la cosiddetta Riviera di Ponente, orlata in più punti da spiagge strette e sabbiose; la fascia litoranea a est della città è chiamata per contro Riviera di Levante, ed è caratterizzata da numerosi e accentuati promontori e da rare ed esigue spiagge.

Manarola, Cinque Terre

Il territorio della Liguria è per due terzi montuoso e per il resto collinare. La sezione propriamente alpina, che interessa la parte occidentale della regione, è rappresentata dalle Alpi Marittime; convenzionalmente il Colle di Cadibona viene indicato come punto di raccordo tra le Alpi e l'Appennino ligure. È dunque appenninica l'intera sezione centrale e orientale della Liguria, presso il confine con l'Emilia-Romagna. Numerosi sono i valichi, generalmente agevoli anche nei mesi invernali poiché, data la loro modesta elevazione, non sono quasi mai bloccati dalla neve.

La limitata estensione del territorio, che in nessun punto supera la distanza di 30 km dal mare, non consente la formazione di veri e propri fiumi; per la Liguria si può parlare solo di brevi torrenti, impetuosi e sovente rovinosi durante le piene primaverili o autunnali, quasi asciutti d'estate (il Polcevera, l'Entella ecc.). Nascono tuttavia in Liguria alcuni importanti affluenti e subaffluenti del Po, il cui corso interessa soprattutto altre regioni: tra questi si citano la Bormida, affluente del Tanaro, il Trebbia e lo Scrivia. Infine presso Ventimiglia sfocia la Roia, il cui corso però si svolge quasi interamente in Francia.

Clima e ambiente

e condizioni climatiche della regione sono del tutto eccezionali, almeno nei 330 km del tratto costiero, in quella Riviera con la quale facilmente l'intera Liguria si identifica (vedi Riviera Ligure). Il mar Ligure, già molto profondo anche a breve distanza dal litorale, esercita sul clima una straordinaria azione mitigatrice; i rilievi formano una barriera che protegge la regione dai venti freddi provenienti da nord. L'area con il clima più mite è la Riviera di Ponente, protetta dalle Alpi Liguri: la temperatura qui è paragonabile a quella del golfo di Napoli. La Riviera di Levante, che gli Appennini proteggono in misura minore a causa della scarsa altitudine, ha temperature invernali inferiori di qualche grado rispetto a quella di Ponente, ed è anche più piovosa.

Le condizioni climatiche variano passando dalle aree collinari a quelle montane, anche se si deve fare un'ulteriore distinzione tra il versante rivolto verso il mare, quindi più mite, e quello rivolto verso la Pianura Padana, dove si accentuano soprattutto i rigori invernali. Sui rilievi si hanno inoltre le massime precipitazioni.

La Liguria, il cui ambiente naturale presentava in origine una straordinaria varietà di specie vegetali, è tra le regioni d'Italia che sono state maggiormente trasformate dall'uomo. I versanti collinari e montani sono stati terrazzati nel corso dei secoli per renderli più adatti alle coltivazioni: oggi, purtroppo, in gran parte della regione essi sono stati abbandonati per il costo elevato delle lavorazioni e delle cure che richiedono. La fascia più prossima al mare è invece caratterizzata da un eccesso di edificazioni: le costruzioni, collegate da strade e autostrade, cavalcavia e gallerie, si susseguono le une alle altre quasi senza interruzione con immaginabile deterioramento dell'ambiente naturale.

Delle essenze profumate (tipica la lavanda) e dei fiori, che hanno da sempre reso celebre questa parte d'Italia, ben poco è rimasto. Situazione relativamente migliore presenta la zona delle Cinque Terre, in provincia di La Spezia. Non è stato fatto molto per salvaguardare l'ambiente naturale; tra le aree protette, si ricordano il parco regionale del monte di Portofino (d'estate devastato dai frequenti incendi dolosi), la riserva naturale dell'isola Gallinara, di fronte ad Alassio, il parco naturale dell'isola di Palmaria, nel golfo di La Spezia, e il parco del monte Beigua, nell'Appennino ligure.

Flora e fauna

elle poche decine di chilometri che separano la costa dai monti, si susseguono ben quattro associazioni vegetali tipiche. All'altitudine minore si stende la macchia mediterranea sempreverde, ricca di lecci, allori, oleandri, mirti, rosmarino, erica e ulivi, a cui si sono aggiunte specie esotiche subtropicali, come palme, cedri, araucarie, agavi e bougainvillee. Allontanandosi dalla costa, si trovano pinete e castagneti, che si spingono sino agli 800 m di quota; segue la fascia in cui cresce il faggio, che arriva sino ai 1500 m; infine si trova il piano montano, con boschi di larici e abeti. L'area occupata dal bosco supera il 50% della superficie totale, ma si tratta molto spesso di bosco povero.

L'aspetto più interessante della fauna riguarda l'ambiente marino, benché sia assai depauperato da un eccessivo sfruttamento e ancor più dagli scarichi altamente inquinanti delle industrie, che sono state costruite proprio a ridosso della costa (a Genova, Savona ecc.); s'impone così la necessità di realizzare riserve marine nelle zone relativamente più ricche di specie (come il golfo di Portofino e le Cinque Terre).

Storia

n Liguria la fascia rivierasca che va da Finale Ligure alla Francia costituisce un'area di notevole interesse paleoantropologico, in quanto sono state qui rinvenute tracce di insediamenti umani che risalgono al Paleolitico (Grotta dei Balzi Rossi, zona delle Arene Candide, grotta della Basura a Toirano) e che, insieme con i ritrovamenti nel Finalese relativi all'era neolitica, offrono la più preziosa documentazione di tutta l'Italia nordoccidentale dell'epoca.

Nelle ere protostoriche la regione fu popolata da etnie celtiche e, soprattutto, da liguri, uno dei principali gruppi dell'Italia primitiva. I liguri, che occupavano un vasto territorio che si estendeva dall'Appennino settentrionale alle Alpi meridionali e alla valle del Rodano, furono divisi e dispersi dalle ondate migratorie dei celti: gli abitanti della costa si difesero arroccandosi tra il mare e le montagne e si dedicarono alla navigazione e ai commerci marittimi. Acquisirono così una coesione che permise loro di contrastare l'espansione romana, iniziata al tempo delle guerre puniche, nel III secolo a.C.

La romanizzazione della zona litoranea si completò dopo circa un secolo. Nell'Italia augustea la Liguria fece parte della Regio IX[1], i cui confini andavano dal mare al Po, dal Trebbia alla Lunigiana. La costruzione della litoranea via Iulia Augusta realizzò la concezione romana della strada orizzontale, dal tracciato coerente con le esigenze di comunicazioni a lunga distanza (da Genova alla Francia e di qui alla Spagna), che interrompeva la supremazia dei percorsi marittimi.

Ai secoli di pace, assicurata dall' impero romano, seguì il periodo delle incursioni barbariche e dei saccheggi, che in Liguria furono compiuti prima dagli eruli e poi dai goti; successivamente la regione passò sotto la dominazione bizantina, che la protesse dall'avanzata dei longobardi fino al 641 d.C., anno in cui re Rotari occupò Genova e ne distrusse le mura. Tra il IX e il X secolo, l'appartenenza al regno dei franchi orientali, in cui la Liguria era inserita, non servì a proteggerla dalle devastanti incursioni dei saraceni e dei normanni. Il feudalesimo accentuò le peculiarità dell'economia agropastorale di montagna, priva di zone cerealicole, in quanto le poche aree pianeggianti erano paludose e disabitate.

In Liguria, come in tutta l'Italia nordoccidentale, a partire dall'XI secolo la rinascita politica ed economica fu dovuta al fiorire della civiltà comunale: Genova fu la prima città a costituirsi in Comune autonomo, sancito dal patto federativo del 1099, la Compagna Communis, associazione alla quale aderirono il vescovo, le famiglie di feudatari, i mercanti, le corporazioni e i contadini inurbati. Genova, forte della nuova realtà comunale, avviò un processo di espansione e di predominio nel territorio ligure, cimentandosi al contempo con la concorrente repubblica marinara di Pisa nel controllo dei commerci in Francia e in Oriente. La conquista dell'entroterra potè dirsi compiuta alla fine del XIV secolo, quando i confini della Repubblica di Genova si stabilizzarono nella fascia compresa tra Nizza e Portovenere, con ampie diramazioni appenniniche verso Ovada e Gavi. Da allora fino al XIX secolo la Liguria come stato territoriale dovette tutto a Genova, le cui casate nobiliari (i Grimaldi, gli Spinola, i Doria, i Fieschi, i Clavesana) influenzarono la vita sociale di tutto il territorio costiero, con l'eccezione del Finalese, appartenente al marchesato del Carretto.

La Liguria visse così le alterne vicende di Genova, la cui storia fu scandita da tre grandi fasi: l'ascesa militare e mercantile come repubblica marinara nel tardo Medioevo, intervallata da lotte tra fazioni nobiliari e da periodi di sottomissione ai Visconti di Milano e ai francesi; il periodo d'oro della repubblica aristocratica, rafforzata dall'iniziativa diplomatica di Andrea Doria (1528); il declino politico tra Sei e Settecento.

Dopo la parentesi della Repubblica Ligure (1797-1805), voluta da Napoleone in accordo con i gruppi giacobini locali, Genova e la Liguria divennero territorio dell'impero francese fino a che, con il congresso di Vienna (1814-15), non furono consegnate ai Savoia.

Durante il Risorgimento, sul ceppo della tradizionale ostilità antisabauda mise radici il movimento democratico repubblicano, nel quale si riconobbe una parte dei ceti professionali urbani, e che fu incarnato dalla figura del genovese Giuseppe Mazzini. Da Quarto, presso Genova, mosse la spedizione dei Mille guidata da Garibaldi (1860), il più rilevante contributo militare e politico dei democratici all'unità nazionale. In quel periodo iniziò un movimento demografico che portò all'abbandono delle zone di montagna: fu l'effetto del successo della coltura dell'olivo, culminata tra la fine del Settecento e la fine dell'Ottocento, il cui alto valore, tipico di ogni coltura specializzata, trasformò radicalmente numerose zone della Liguria occidentale.

Sulle Riviere di Ponente e di Levante una novità fu rappresentata dalla ferrovia, che seguiva il percorso dell'Aurelia, la strada il cui ripristino fu iniziato da Napoleone e completato nel 1830. Con il treno cominciò la stagione del turismo, inizialmente elitario e prevalentemente costituito da stranieri, alla ricerca di oasi climatiche lungo la costa ( Sanremo, Bordighera, Alassio, Santa Margherita e Rapallo), così che la Liguria verso la fine dell'Ottocento poteva considerarsi la prima regione turistica d'Italia.

 

N.d.A.:

[1] La Regio era uno degli 11 territori in cui fu divisa la penisola italiana da Augusto all'incirca nel 7 d.C.

 

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