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Panorama turistico regionale italiano |
Lombardia
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| Regione | prov. Bergamo | prov. Brescia | prov. Como | prov. Cremona | prov. Lecco | prov. Lodi |
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| prov. Mantova | prov. Milano | prov. Monza e Brianza | prov. Pavia | prov. Sondrio | prov. Varese |
egione
amministrativa dell'Italia settentrionale. Confina con la Svizzera a nord ed è
delimitata dal
Piemonte a ovest, dal
Trentino-Alto Adige e dal
Veneto a est e dall'Emilia-Romagna
a sud. È ripartita nelle province di
Bergamo,
Brescia,
Como,
Cremona,
Lecco,
Lodi,
Mantova,
Milano,
Monza e Brianza,
Pavia,
Sondrio,
Varese;
il capoluogo regionale è Milano. Deriva il suo nome dal popolo germanico dei
longobardi, che la occuparono nel VI secolo d.C.
I suoi confini si appoggiano per lunghi tratti a elementi fisici: a settentrione corrispondono ampiamente allo spartiacque delle Alpi; a sud al fiume Po, fatta eccezione per la parte sudoccidentale della regione, l'Oltrepò Pavese, che si estende a sud del fiume, e per la parte sudorientale, che corrisponde alla zona più meridionale della provincia di Mantova, anche questa a sud del Po; a ovest i confini sono rappresentati dal Lago Maggiore (in parte anche compreso nel Piemonte e nella Svizzera) e dal fiume Ticino; a est dal Lago di Garda (che divide con il Trentino-Alto Adige e il Veneto) e dal fiume Mincio.
Abbastanza consistente è il turismo, con 6 milioni di clienti negli alberghi ogni anno, senza contare campeggi ecc. Il turismo ha i suoi punti di forza in varie città d'arte (Bergamo, Mantova ecc.), in Milano (per le attività terziarie), in molteplici e celebri località di villeggiatura sui laghi prealpini (tra cui Desenzano, Sirmione e Gardone Riviera sul lago di Garda, Bellagio e Menaggio sul lago di Como, Lovere sul lago d'Iseo ecc.), nell'area delle Alpi e delle Prealpi (Bormio nell'alta Valtellina, Livigno nella valle omonima in provincia di Sondrio, l'Aprica tra la Valtellina e la Valcamonica, Ponte di Legno presso il passo del Tonale, Selvino nella Val Seriana ecc.). Né va dimenticato il turismo termale (San Pellegrino Terme, nella bassa Val Brembana).
Cucina regionale (vedi)

a
Lombardia è la quarta regione d'Italia per superficie, dopo la
Sicilia,
il Piemonte e la
Sardegna,
e ha una struttura morfologica relativamente semplice. La parte settentrionale
è essenzialmente montuosa e comprende la sezione centrale delle Alpi (Alpi
Lepontine e Retiche), culminante nel massiccio del Bernina, ma con molti altri
imponenti massicci, tra cui il Disgrazia, al limite con la Svizzera, l'Adamello
e l'Ortles-Cevedale, al confine con il Trentino-Alto Adige. Alle Alpi fanno
seguito a sud la fascia centrale delle Prealpi e, più ancora a sud, quella
delle colline (Brianza, Varesotto ecc.). La restante metà meridionale della
regione è pianeggiante e si estende nel tratto centrale della Pianura Padana, a
eccezione della parte sudoccidentale, cioè l'Oltrepò Pavese, dove si spingono
i rilievi dell'Appennino emiliano con la vetta del monte Lesima.
Le Alpi lombarde, meno aspre di quelle del Piemonte e della Valle d'Aosta, sono solcate da ampie valli, a cominciare dalla Valtellina – che è la più lunga e importante valle longitudinale di tutto il sistema alpino italiano – e dalla Valcamonica. Quasi tutte queste valli sono percorse da alcuni affluenti di sinistra del Po e conducono a valichi nel complesso abbastanza agevoli, malgrado si trovino a quote elevate. Uno dei passi internazionali più importanti è quello dello Spluga al confine con la Svizzera; si ricordano poi i non lontani passi del Maloja e del Bernina che si trovano invece in territorio svizzero. Tra i valichi nazionali, i principali sono quelli dello Stelvio e del Tonale che collegano la Lombardia con il Trentino-Alto Adige.
Le
Prealpi lombarde si estendono ininterrottamente dal Lago Maggiore al
lago di Garda. Le loro cime sono meno elevate di quelle alpine e si presentano in genere
con vette rupestri e con pendici rivestite da pascoli e boschi; tuttavia non
mancano erti massicci calcarei, quali le Grigne, il monte Resegone, entrambi in
prossimità del lago di Como e, più a est, il Pizzo della Presolana. La fascia
delle Prealpi e delle colline digrada man mano verso sud nella Pianura Padana.
La
Lombardia è probabilmente la regione italiana più ricca di acque di
superficie. Dalle Alpi e dalle Prealpi scendono a solcare il territorio numerosi
fiumi, affluenti e subaffluenti del Po. Tra i principali, oltre ai già
ricordati Ticino e Mincio, si annoverano l'Adda, arricchito dal Brembo e dal
Serio, e l'Oglio, cui tributano il Mella e il Chiese.
La nota più caratteristica del sistema idrografico lombardo è rappresentata peraltro dai laghi prealpini, dalla tipica forma allungata in direzione nord-sud: furono infatti scavati dalle fiumane di ghiaccio, che al loro ritiro, circa 15.000 anni fa, lasciarono i solchi che furono poi occupati dalle acque. I principali laghi lombardi sono, da ovest a est, il Lago Maggiore o Verbano, il Lago di Lugano o Ceresio (in parte in territorio svizzero), collegato al Lago Maggiore dal breve fiume Tresa, il lago di Como o Lario, il lago d'Iseo o Sebino e il lago di Garda o Benaco, il più esteso d'Italia. Solo i laghi di Como e d'Iseo sono però interamente in territorio lombardo. I principali laghi sono alimentati da importanti affluenti alpini del Po, che ne sono sia immissari sia emissari: il Ticino, emissario del Lago Maggiore, l'Adda, emissario del lago di Como, il Sarca e il Mincio, rispettivamente immissario ed emissario del lago di Garda. Oltre ai laghi prealpini, vi sono, nella Lombardia occidentale, vari laghi minori, sempre di origine glaciale, ma più propriamente formatisi in seguito all'accumulo di depositi morenici: il più esteso è il lago di Varese, situato tra le colline del Varesotto.
Clima
e ambiente
l
clima della regione è perlopiù di tipo semicontinentale, con inverni rigidi,
spesso nebbiosi ed estati calde e
afose; naturalmente un ruolo determinante nelle temperature ha l'altitudine, via
via che si passa dalle zone padane a quelle alpine.
Variano
altresì da zona a zona il regime e la quantità delle precipitazioni; esse si
verificano prevalentemente in autunno e in primavera sia nella Pianura Padana
sia in parte delle Prealpi, e d'inverno assumono spesso forma nevosa anche a
bassa quota; nel periodo estivo interessano soprattutto la fascia alpina. In
collina le nebbie invernali sono meno frequenti e le estati sono meno calde;
infine le masse d'acqua dei laghi prealpini mitigano sensibilmente il clima
locale, che è tiepido d'inverno e non eccessivamente caldo d'estate: sulle
sponde di tutti questi laghi vi sono infatti numerose rinomate località di
villeggiatura.
La
Lombardia ha istituito molti parchi regionali (il più importante, quello del
Ticino, condiviso con il Piemonte, si estende per circa 90.000 ettari) e include
una vasta sezione del
Parco nazionale dello Stalvio; le aree protette da parchi e riserve occupano circa il 6% della
superficie regionale.
Flora
e fauna
a
Lombardia, soprattutto nella bassa pianura, è una delle regioni italiane che più
ha trasformato l'ambiente naturale e sostituito ormai da secoli l'originaria
foresta di latifoglie (querce, tigli, olmi) con specie coltivate; nell'alta
pianura invece vaste aree sono tuttora ricoperte da brughiere, con robinie, pini
silvestri e varie specie erbacee e arbustive. Meglio conservata è la fascia
alpina, che è coperta da bei boschi di pini e abeti. Infine la mitezza
climatica delle sponde dei grandi laghi prealpini consente la crescita di specie
arboree addirittura mediterranee, come l'olivo e i limoni, nonché splendide
fioriture di camelie, oleandri, lecci.
Ormai
poverissima è la fauna, anche se occorre fare una distinzione tra zona di
pianura, dove la fauna naturale si può dire assente, e zona di montagna, meno
impoverita (marmotte, scoiattoli, rare colonie di stambecchi, lepri e galli
cedroni). Nelle zone protette, come il parco del
Ticino, vi sono numerose specie di uccelli, anche rari.
Storia
e
testimonianze della presenza umana in Lombardia risalgono al Paleolitico
superiore, la fase più antica della preistoria, ma si addensano passando alle
ere dei metalli, con importanti tracce di popolazioni palafitticole insediate
sui laghi e con eccezionali incisioni rupestri nella Valcamonica. All'arrivo dei
celti, tra il V e il IV secolo a.C., si fa risalire la prima organizzazione del
territorio, evidenziata dalla fondazione dei principali centri della regione, a
cominciare da Milano. Tra le tribù celtiche primeggiavano i
galli cenomani, insediati nel Bresciano, gli orobi, nel Bergamasco, e gli insubri, nella pianura
tra il Ticino e il Po. Da qui cominciò la conquista
romana, verso la fine del III secolo a.C., che presto si estese dalla pianura alle valli alpine e diede
vita alla provincia della Gallia subalpina. Nell'età di
Augusto giunse a compimento la colonizzazione operata dai romani, i quali fondarono città,
bonificarono le aree pianeggianti, costruirono importanti strade, quali la via
Emilia, la via Postumia e la via Gallica, e realizzarono il progetto della
centuriazione delle campagne. La Lombardia, profondamente romanizzata, raggiunse
un elevato sviluppo economico grazie all'incremento delle manifatture, del
commercio e dell'agricoltura, e conseguì una posizione strategica come base
militare per il controllo delle terre nordeuropee.
Dopo
le invasioni di
Odoacre e degli
ostrogoti e dopo la riconquista
bizantina, la Lombardia finì sotto la dominazione dei
longobardi, che lasciarono il loro nome
alla regione in contrapposizione alle terre di dominio bizantino, insieme con
numerose testimonianze della loro cultura, tra cui palazzi, chiese e città
nuove. Nell'Alto
Medioevo, contrassegnato dall'avvento dei
franchi, dall'unione della corona d'Italia al
Sacro romano impero (X secolo) e dalle lotte tra
vescovi e feudatari, la Lombardia visse tutte le tensioni politiche del periodo,
aprendosi in particolare alle influenze della Chiesa, soprattutto di quella ambrosiana.
Successivamente
si consolidarono le istituzioni dei liberi Comuni, che caratterizzarono la vita
politica e sociale lombarda dall'inizio del XII secolo. Milano acquisì il
primato nel movimento comunale, così che riuscì a coalizzare le città padane
nella Lega lombarda (1167), costituitasi per contrastare l'imperatore
Federico Barbarossa.
Il
ruolo dominante assunto da Milano nell'età comunale fu la premessa per la
successiva affermazione del ducato milanese nell'età delle Signorie. Con la
signoria dei
Visconti, a cui l'imperatore Venceslao conferì il Ducato di Milano
nel 1395, furono esautorate le libertà dei Comuni nell'area situata tra l'Adda,
il Ticino e il Po. Poco o nulla cambiò con il passaggio agli
Sforza, nel 1450. Con l'ascesa al potere di
Ludovico il Moro, nel 1494 il Ducato sforzesco conobbe
l'apogeo della cultura rinascimentale, evidenziata dalla presenza a Milano del
Bramante e di
Leonardo da Vinci.
Conteso
tra Francia e Spagna durante le guerre d'Italia dei primi decenni del XVI
secolo, il Ducato passò sotto il dominio spagnolo (1535), ma fu privato delle
parti settentrionali (Bellinzona e Valtellina) e di quelle meridionali (Parma e
Piacenza), mentre il Ducato di Mantova passò sotto il governo dei
Gonzaga. La dominazione spagnola non annullò le prerogative politiche del patriziato
milanese, arbitro degli equilibri ducali, tanto più che agli occhi dei
governanti spagnoli esso presentava un interesse pressoché esclusivamente
strategico e fiscale. Il consolidarsi del dominio spagnolo coincise con l'età
della Controriforma[1], che a Milano ebbe uno dei suoi centri più prestigiosi,
sotto l'arcivescovo
Carlo Borromeo, interprete di una rigorosa riforma morale e
pastorale nata nel clima del concilio di Trento. Intanto le province orientali
dell'odierna Lombardia (Bergamo, Brescia) venivano completamente assimilate
dalla
Repubblica di Venezia, che le tenne fino al 1797.
Una
svolta decisiva si ebbe nel 1714, con il passaggio del Ducato di Milano dagli
spagnoli agli
austriaci, che aprì la strada a una stagione di rinnovamento
istituzionale, giunta a piena maturazione nell'età di
Maria Teresa (1765-1780).
Milano divenne uno dei punti di forza dell'Illuminismo italiano, con la presenza
di intellettuali quali i fratelli Verri e
Cesare Beccaria, e al tempo stesso il
cuore delle riforme dell'assolutismo illuminato. Contemporaneamente i territori
del ducato si restrinsero con la perdita delle province a ovest del Ticino,
passate progressivamente ai
Savoia nel
Regno di Sardegna, tra il 1713 e il 1748.
Parte
essenziale della Repubblica Cisalpina e del
Regno d'Italia durante l'età
napoleonica, la Lombardia fu poi aggregata a Venezia dal congresso di Vienna,
costituendo il Regno Lombardo-Veneto, sotto l'amministrazione austriaca. Le
differenti espressioni della cultura
risorgimentale trovarono in Lombardia un
terreno ricettivo, segnalandosi principalmente nelle iniziative del giornale
patriottico "Il Conciliatore" e nelle opere di
Carlo Cattaneo. Milano
fu una delle capitali delle rivoluzioni europee del 1848, in virtù
dell'insurrezione popolare (si ricordano le Cinque giornate, 18-22 marzo) che
cacciò gli austriaci e diede la spinta al moto nazionale culminato nella breve
e sfortunata prima guerra d'indipendenza. Entrò a fare parte del
Regno d'Italia dopo la seconda guerra d'indipendenza (1859), con l'eccezione di Mantova, acquisita nel 1866.
N.d.A.:
[1] La Controriforma è il termine con il quale spesso si indica il periodo storico dalla fine del Concilio di Trento (terminato nel 1563) fino al Seicento, caratterizzato dalla reazione della Chiesa cattolica nei confronti della Riforma protestante e della sua nuova riorganizzazione interna e attivismo dopo la crisi protestante.