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Panorama turistico regionale italiano |
Molise
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| Regione | prov. Campobasso | prov. Isernia |
egione
amministrativa dell'Italia meridionale. Affacciata per breve tratto a nord-est
sul mare Adriatico, confina a nord-ovest con l'Abruzzo,
a ovest con il
Lazio, a sud con la
Campania,
a est con la
Puglia. È ripartita nelle province di
Campobasso
e di
Isernia; il capoluogo regionale è Campobasso. La
regione corrisponde a grandi linee all'antico Sannio, la terra abitata dai
sanniti, entrati in contatto con i
romani nel VI secolo a.C. L'odierna
denominazione, che è di epoca medievale, corrisponde a quella di un piccolo
centro fortificato, situato in prossimità di Campobasso; comunque, tra l'XI e
il XII secolo, il ducato del Molise era già solidamente attestato.
Il Molise è la più piccola e la meno popolata regione d'Italia, dopo la Valle d'Aosta. Ha confini perlopiù convenzionali: i limiti fisici poggiano su un tratto del fiume Trigno, a ovest, e del fiume Fortore, a est, e su alcuni massicci degli Appennini, a sud. Divenne regione autonoma nel 1963, anno in cui si divise dall'Abruzzo: è dunque la regione italiana di più recente istituzione.
Le bellezze naturali potrebbero costituire delle buone risorse turistiche, sia montane che marittime, rimaste sino a oggi poco o per nulla utilizzate. Si hanno centri di sport invernali a Capracotta, presso Isernia, e soprattutto a Campitello Matese, cui si aggiungono, sulla costa, alcune località balneari, come Termoli. Il Molise è forse la regione italiana che rimane più estranea ai grandi movimenti turistici di cui beneficia la penisola.
Cucina regionale (vedi)

l
territorio, la cui forma ricorda un rettangolo irregolare, che dall'Appennino si
spinge verso nord al mar Adriatico, è in prevalenza montuoso e per il resto collinare. La zona montana non forma una
sezione appenninica a sé stante: include a nord il tratto più meridionale
dell'Appennino abruzzese (monti della Meta, che culminano nel monte Petroso), a
sud quello più settentrionale dell'Appennino campano (massiccio del Matese),
entrambi aspri e dirupati. Tuttavia, se si eccettuano pochi rilievi confinari,
in genere la morfologia della montagna molisana è meno rude e imponente di
quella del vicino Abruzzo: le vette si mantengono sui 1000-1500 m e hanno
profili arrotondati.
Sono
peraltro pochi i valichi agevoli e l'isolamento è stato nella storia una
costante regionale. A nord la Bocca di Forlì, indicata come limite
convenzionale tra l'Appennino centrale e quello meridionale, è situata a 998 m
di quota; scende invece a soli 515 m la Sella Vinchiaturo, che raccorda il
Molise con la Campania. Ai rilievi appenninici segue una vasta fascia di colline
argillose, dall'andamento irregolare, soggette a frane e incise da profonde
erosioni del terreno, i calanchi. Le colline si spingono sin quasi alla costa,
che è bassa e priva di porti.
L'idrografia
è scarsa. Tra i fiumi, oltre ai già citati Trigno, Fortore e Volturno, di cui
è molisano solo il tratto superiore e che ben presto entra in Campania,
tributando quindi al mar Tirreno, si ricorda il Biferno, che è il principale.
Il fiume scende dai monti del Matese, è immissario ed emissario del lago di
Guardialfiera e forma la valle più ampia della regione. Uno sbarramento sul
Fortore ha originato il bacino artificiale di Occhito, in parte però in
territorio pugliese. Tutti i corsi d'acqua hanno regime torrentizio, con piene
invernali e marcate magre estive.
Clima
e ambiente
l
clima ha caratteri di continentalità nell'interno, mentre è mite,
mediterraneo, in prossimità della costa. Le precipitazioni, in genere non molto
abbondanti e in prevalenza invernali; d'inverno, sui rilievi, sono spesso
nevose. Le temperature, i cui minimi si abbassano con il crescere
dell'altitudine, hanno un'escursione annua rilevante. Il Molise si colloca tra
le ultime regioni italiane per la percentuale di aree protette, che in pratica
corrispondono alla sezione molisana del
parco nazionale d'Abruzzo.
Flora
e fauna| Volpe | Lepre |
|---|---|
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a
ridotta densità di popolazione e la scarsa industrializzazione hanno consentito
una certa salvaguardia della vegetazione naturale. Nelle colline sussiste
abbastanza rigogliosa la macchia mediterranea, con arbusti di timo, rosmarino e
lavanda; alle quote più elevate si trovano bei boschi di querce, faggi, pini e
abeti.
Anche la fauna è più ricca che nella maggior parte delle regioni d'Italia; alcune specie però si sono salvate grazie alla protezione offerta dal parco nazionale d'Abruzzo. La regione ospita lupi, volpi, lepri, scoiattoli, camosci e, più rari, gatti selvatici; tra gli uccelli numerosi sono i rapaci.
Storia
l
territorio corrispondente all'attuale Molise condivise la storia della più
ampia area abruzzese fino alla caduta dell'
impero romano: di questo lungo
periodo di tempo è da sottolineare, per quanto riguarda le culture italiche
preromane, la rilevanza archeologica dei ritrovamenti di Larino, con reperti di
mosaici policromi di eccellente fattura.
I
principali centri molisani divennero colonie romane: tra queste si segnalano
Isernia, colonia dal 262 a.C.,
Venafro, le cui
origini risalgono all'età
augustea, e Bojano, sorta all'epoca di
Vespasiano.
Proprio a quest'ultima città i
longobardi aggregarono un territorio autonomo,
il gastaldato di Bojano, che all'epoca dei
normanni diverrà il Comitatus Molisii, nucleo originario dell'identità storica della regione.
Data
fondamentale nella storia del Molise è il 1221, anno in cui l'imperatore
Federico II trasformò il Molise in un distretto di giustizia imperiale, nel
quale l'autorità regia si sovrapponeva a quella dei feudatari.
La contea del Molise nel Basso Medioevo conobbe l'immigrazione di zingari e di schiavoni, e nel XV secolo quella degli albanesi, che fondarono diversi centri e si insediarono anche nell'adiacente zona intorno a Foggia.
Sotto la dominazione spagnola fu aggregata alla Capitanata (corrispondente alla provincia di Foggia), di cui condivise l'ampia autonomia. Nel 1811 Gioacchino Murat stabilì che il Molise divenisse provincia a sé, all'interno all'incirca dei confini odierni, e tale divisione amministrativa fu ripresa dopo l'unità d'Italia.
Negli anni tra il 1861 e il 1865 costituì uno degli epicentri del fenomeno del brigantaggio, espressione del malessere delle plebi montanare e contadine del Sud, e strumento in mano ai borbonici per opporre resistenza allo stato unitario.
Nel
corso della seconda guerra mondiale la zona intorno a Campobasso fu teatro di
combattimenti, terminati con lo sbarco alleato a Termoli nel settembre 1943.