Rispetto alla
affaccendata Intra, Pallanza e Suna
privilegiano l’aspetto turistico,
incentrando il loro fascino
sull’articolato lungolago. Di grande
interesse la chiesa della Madonna di
Campagna, nel retroterra, al confine tra
le due antiche comunità. L’area di
Pallanza fu frequentata sin dal
neolitico come testimoniano vari
ritrovamenti. Numerosi sono i segni
della presenza romana anche se non sono
emerse tracce dell’abitato,
probabilmente sottostante al borgo
medievale. A Suna sono state rinvenute
anfore e monete in necropoli databili
dalla fine dell’età repubblicana alla
tarda età imperiale, mentre di Pallanza
sono note una epigrafe tombale del I
sec. d.C. e numerose are votive dedicate
fra l’altro alle Matrone, ai Nati e a
Diana. La prima menzione di Pallanza è
in un documento dell’anno 885. Pallanza
era allora probabilmente una corte
regia; il castello di Sant’Angelo,
posto sull’isolino detto di San
Giovanni, è citato in un diploma
imperiale dell’anno 999. Il castello
appartenne poi alla potente famiglia dei
Da Castello, fedele a
Federico Barbarossa che le confermava nel 1152
possessi e prerogative sul lago
Maggiore, tra cui Pallanza e il suo
mercato. Coeva alla chiesa dell’Angelo,
è la cappella di San Remigio sulle
pendici della Castagnola. Le due
cappelle, di pertinenza signorile, non
dipendevano dalla giurisdizione plebana;
ciò sino al 1339 quando il vescovo di
Novara Giovanni Visconti le aggregò,
unitamente alla parrocchiale di San
Leonardo, alla pieve di Intra. Quando
Intra venne infeudata ai Borromeo,
Pallanza, forte delle ricchezze
accumulate dai suoi mercanti, riscattò a
peso d’oro la propria giurisdizione,
restando soggetta solo al maggior
magistrato milanese. Due ordini
religiosi si insediarono nel territorio
di Pallanza: i Francescani a San
Bernardino, e un secolo dopo, i
Cappuccini. Separata dalla Lombardia nel
1744, Pallanza fu a capo di Provincia
per l’Alto Novarese. Nel 1762 fu
confermato il mercato del sabato,
importante per lo smercio dei grani in
tutta l’area verbanese, in alternanza
quindicinale con Intra, mentre gli
Austriaci cercavano di dirottare su
Laveno gli scambi commerciali.
Durante la
Repubblica Cisalpina l’Alto Novarese
venne incluso nel dipartimento
dell’Agogna: Pallanza appartenne al XV
distretto facente capo ad Intra. Al
ritorno dei
Savoia, Pallanza recuperò il
suo ruolo fino al 1861, quando furono
istituiti i circondari di Pallanza e
dell’Ossola nell’ambito della provincia
di Novara.
Nel 1840 venne
costruita la strada costiera che collega
Pallanza con Intra, destinata poi ad
essere prolungata fino a Cannobio.
Sviluppatasi nella seconda metà del
secolo, i flussi turistici sul lago
Maggiore, a Pallanza, apprezzata per la
dolcezza del clima e la bellezza della
posizione, fu costruito nel 1870 il
lussuoso Grand Hotel (oggi Majestic) a
cui seguirono l’Hotel Eden e poi
Métropole (oggi Europalace) , San
Gottardo e Bellevue che ne fecero una
delle principali località turistiche del
lago Maggiore, visitata da illustri
viaggiatori.
(tratto dal libro: "Verbania Lago
Maggiore" di Claudio Fogli - Alberti
Libraio Editore)