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Panorama turistico regionale italiano |
Piemonte
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| Regione | prov.Alessandria | prov. Asti | prov. Biella | prov. Cuneo |
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| prov. Novara | prov. Torino | prov.Verbania | prov. Vercelli |
egione
amministrativa dell'Italia settentrionale. Confina con la Francia a ovest, con la
Valle d'Aosta e la Svizzera a nord, con la
Lombardia e – per breve tratto – l'Emilia-Romagna a est, e con la
Liguria a sud. È ripartita nelle
province di
Alessandria,
Asti,
Biella,
Cuneo,
Novara,
Torino, Verbano-Cusio-Ossola (Verbania) e
Vercelli. Il capoluogo regionale è Torino. La
regione deriva il suo nome dalla caratteristica geografica predominante, quella
di essere situata direttamente ai piedi delle Alpi ("ai piedi dei
monti"): manca infatti nel Piemonte la fascia delle Prealpi.
Ha confini fisici ben delineati: a sud-est da un breve tratto dell'Appennino, a sud-ovest, a ovest e a nord dai crinali delle Alpi, a est dal Lago Maggiore (in parte condiviso con la Svizzera e la Lombardia) e dai fiumi Ticino e Sesia.
Le
campagne piemontesi, in particolar modo le colline delle Langhe e del
Monferrato, sono famose soprattutto per la produzione di pregiate uve da vino
(Barolo, Barbaresco, Grignolino) e di spumanti.
Un
ruolo relativamente modesto ha anche il turismo, che registra il numero di
presenze alberghiere più basso tra tutte le grandi regioni d'Italia. Una
disaffezione tuttavia che è assolutamente ingiustificata. Oltre agli splendidi
paesaggi delle Alpi e del Lago Maggiore, con
località molto famose (Sestrière,
Bardonecchia,
Stresa con le
isole Borromee
ecc.) e che meritano da sole un soggiorno nella regione, il Piemonte può
vantare un patrimonio storico e artistico di tutto rispetto, anche per le
numerose testimonianze legate alla casa reale dei Savoia (ville e palazzine
reali a Moncalieri, a Stupinigi ecc., e tombe sabaude nella basilica di Superga).
Torino, la prima capitale del Regno d'Italia, ha ricchi musei e gallerie d'arte;
tra questi, il Museo egizio ospita raccolte e reperti conosciuti in tutto il
mondo ed è uno dei musei italiani maggiormente visitati.
Da ricordare inoltre Ivrea nell'informatica e nelle telecomunicazioni, Asti per la produzione di spumanti, Valenza Po (provincia di Alessandria) per l'oreficeria.
Cucina regionale (vedi)

uasi
la metà del territorio regionale è montuoso: è formato da una arcata di
montagne che dalle Alpi e dall'Appennino si spinge sino alla Pianura Padana, ed
è solcato dai fiumi confluenti nel Po. Ha quindi una morfologia abbastanza
semplice e corrisponde approssimativamente alla sezione superiore del bacino
idrografico del Po. Fa parte del Piemonte la sezione occidentale dell'arco
alpino (Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e un tratto delle Lepontine). Sono
montagne aspre, cristalline, dalle vette acuminate, che comprendono il Monte
Rosa (la seconda cima d'Europa: il suo punto culminante, la punta Dufour,
raggiunge i 4634 m), il massiccio del Gran Paradiso e molte come il
Monviso, dove ha le sue sorgenti il Po; le valli che si aprono verso la pianura
sono trasversali e profonde.
Nonostante
la notevole altitudine delle Alpi piemontesi, non mancano i valichi anche di
grande transito. I collegamenti con la Francia si svolgono soprattutto
attraverso il colle di Tenda, il colle della Maddalena, il colle del Monginevro
in territorio francese), il colle del Fréjus e il colle del Moncenisio. Il
collegamento con la Svizzera è assicurato dall'importantissimo valico del
Sempione, sito però in territorio svizzero, percorso dalla galleria ferroviaria
più lunga d'Europa. La sezione piemontese dell'Appennino ligure ha invece
altitudini e morfologia di tipo collinare; il crinale montuoso è spostato verso
la Liguria, che comprende sia i monti più elevati sia i valichi
transappenninici.
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Vigneti nelle Langhe |
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L'area
collinare del Piemonte è quasi altrettanto estesa di quella montana. Si possono
individuare quattro principali sistemi collinari: il Canavese, formato da
depositi di origine morenica, allo sbocco della Dora Baltea in pianura; le
colline del Po (o colline di Torino), a sud del fiume; il Monferrato, nei
dintorni di Asti; le Langhe, a ridosso dell'Appennino ligure, di cui sono in
pratica la prosecuzione e che superano i 600 m. Tutte queste aree collinari
ebbero origine da formazioni di rocce terziarie, tenere e facilmente erodibili,
da cui dipendono le forme addolcite del rilievo.
Nelle
aree pianeggianti della regione è compresa la sezione occidentale della Pianura
Padana, tra la riva sinistra del Po e il Ticino.
Chiusa
tra monti coperti da ghiacciai e nevai, la regione è tra le più ricche
d'Italia di corsi d'acqua. A eccezione del Toce (che si immette nel Lago
Maggiore dopo aver percorso la Val d'Ossola) tutti i fiumi del Piemonte
tributano, direttamente o come subaffluenti, nel Po, il fiume principale della
regione, nella quale svolge un quarto del suo corso. Tra i suoi maggiori
affluenti di sinistra, che nascono tutti sulle Alpi, oltre al Ticino si citano
la Dora Baltea, la Dora Riparia e il Sesia; tra i tributari di destra, provenienti dagli
Appennini, il più importante è il Tanaro a cui confluiscono le acque della
Stura di Demonte, della Bormida e di molti altri fiumi. Una fitta rete di
canali, molto importanti per l'irrigazione dei campi soprattutto nell'alta
pianura, che è piuttosto arida, completa il sistema idrografico del Piemonte.
Il principale è il canale Cavour, di 82 km, che collega il Po con il Ticino.
Se
si eccettua la grande quantità di laghetti alpini, pochi sono i laghi della
regione: oltre al Lago Maggiore o Verbano
(nella sezione occidentale, quasi tutta piemontese, sono comprese le isole
Borromee, tra le più famose isole lacuali d'Italia, mete turistiche di una
certa importanza), si ricordano il
lago d'Orta o Cusio e il lago di Viverone o d'Azeglio.
Clima
e ambiente
l
Piemonte è caratterizzato da tre tipi di clima: quello di tipo alpino, quello
di tipo padano e quello periferico pedemontano. Tuttavia, essendo la regione
chiusa agli influssi marittimi, generalmente predomina un clima di tipo
continentale, con forti escursioni termiche, sia giornaliere sia annue. Gli
inverni sono freddi e asciutti, le estati sono fresche sui rilievi e piuttosto
calde nelle pianure. Durante i mesi invernali e autunnali in pianura si formano
banchi di nebbia anche molto densi.
Le precipitazioni hanno massimi autunnali e primaverili, ma non mancano in nessuna stagione.
Flora
e fauna
l
Piemonte è tra le regioni più boscose d'Italia: è infatti caratterizzato da
una relativamente bassa densità di popolazione e da una notevole estensione di
territorio montuoso. La superficie a bosco si va progressivamente estendendo in
modo spontaneo, a causa dell'abbandono delle colture da parte dell'uomo nelle
aree montane e collinari, oggi meno redditizie.
Da
tempo in Piemonte vi sono numerose aree poste sotto tutela ambientale. Oltre al
parco nazionale del Gran Paradiso (di cui una parte si trova in Valle d'Aosta),
che è il più antico parco nazionale italiano, si annoverano molti parchi
regionali, tra cui quello del
Ticino (90.000
ettari, condiviso con la Lombardia) e quello dell'Argentera (26.000 ettari,
nelle Alpi Marittime); in provincia di Torino è situato il parco naturale della
Mandria, che in passato fu una tenuta reale, e in provincia di Novara si trova
il parco naturale dell'Alpe Veglia.
La
varietà delle specie vegetali è ricchissima: dalla flora più propriamente
alpina degli ambienti rupestri e di prateria, ai boschi di alta e media montagna
(con abeti, larici, pini e faggi) e a quelli tipici dei climi temperati
dell'Europa centrale (con castagni e querce), sino alle specie mediterranee e
addirittura subtropicali, come le palme, che sono diffuse lungo le sponde del
Lago Maggiore, dove il clima è particolarmente mite.
Anche la fauna è ricca, soprattutto rispetto al resto d'Italia; include stambecchi e camosci (che sono protetti nel parco nazionale del Gran Paradiso), marmotte, caprioli, lepri, volpi, scoiattoli, martore, oltre a numerose specie di uccelli rari.
Storia
n
Piemonte, i più diffusi reperti preistorici risalgono al Neolitico: le zone del
Biellese e del lago di Viverone hanno conservato cospicui giacimenti. La regione
fu abitata dai
celti e dai
liguri, e venne assoggettata dai
romani dopo la
seconda guerra punica, anche se il loro dominio non si estese alle zone protette
dal rilievo alpino.
Solo
durante il regno di
Augusto Roma si insinuò nelle impervie valli (25 a.C.) e
rafforzò la rete delle comunicazioni, collegando i percorsi di pianura, già
frequentati da intensi traffici mercantili, con i domini transalpini. Lungo le
strade romane sorsero alcune tra le principali città. Nel nuovo ordinamento
dato da Augusto all'Italia, il Piemonte fu diviso tra regione ligure (territori
a sud del Po) e regione transpadana (territori a nord del Po). Tuttavia, anche
dopo la conquista augustea, la colonizzazione romana risultò assai limitata.
Dopo
la caduta dell'
impero romano d'Occidente, la regione fu dominata dai
longobardi (568), che si fermarono al di qua delle Alpi. La successiva conquista del
territorio da parte dei
franchi guidati da
Carlo Magno (774) favorì un intenso
scambio con la cultura transalpina e con quella lombarda. Durante il periodo
carolingio si affermò il potere di famiglie feudali il cui ruolo assunse
un'importanza sempre più decisiva nella regione. L'area pedemontana venne
divisa da re
Berengario II in quattro territori marchionali, mentre i centri più
rilevanti della pianura orientale (Novara, Vercelli, Asti) si organizzarono in
Comuni, tra la fine dell'XI e il XII secolo. Al movimento comunale si affiancò
e si contrappose un insieme di domini feudali, tra i quali emersero i marchesi
del Monferrato e di Saluzzo, che estesero i loro domini nelle colline del
Monferrato e delle Langhe; intanto, a Torino e nella Val di Susa, esercitavano
il potere i marchesi di Torino e i loro discendenti conti di Moriana e di
Tarantasia, divenuti nel XIII secolo anche conti di
Savoia. La
via Francigena,
importante percorso di comunicazione tra Roma e la Francia, per tutta l'età
medievale fu un asse di civiltà, con innumerevoli abbazie e conventi sorti
soprattutto in Val di Susa (ad esempio Novalesa e la Sacra di San Michele, veri
e propri gioielli dell'arte romanica). I monaci benedettini e cisterciensi, tra
l'XI e il XII secolo, intrapresero un'importante opera di bonifica del
territorio, trasformando terreni incolti e paludosi in vere e proprie aziende
agricole.
Nella
prima metà del XIII secolo fu adottato per la prima volta il nome Piemonte per
indicare un territorio molto ristretto, compreso tra Dora Riparia, Po e Sangone,
che acquisì una vera e propria fisionomia politica nel XV secolo, passando da
Signoria a Principato. Il successivo espandersi del Piemonte come entità
politica seguì gli scontri tra i principati territoriali e le più potenti
monarchie europee tra il XVI e il XVII secolo. Un passaggio importante nella
compenetrazione tra territorio e stato sabaudo avvenne con
Emanuele Filiberto
(1559-1580), il quale mise le basi per un efficace controllo politico e militare
dell'area pedemontana del suo dominio.
Ducato
di
Savoia fino al 1713,
Regno di Sicilia al concludersi della guerra di
successione spagnola, lo stato sabaudo divenne
Regno di Sardegna nel 1720 sotto
Vittorio Amedeo II. Dopo la guerra di successione polacca (1738) e quella
austriaca (1748) il Piemonte assunse una conformazione geografica simile
all'attuale, grazie al fatto che i confini orientali del dominio si attestarono
sulla linea del Ticino.
Il Piemonte ebbe una funzione di guida nel Risorgimento italiano, anche grazie al ruolo politico svolto dalla dinastia e dalla classe dirigente di parte democratica e di parte liberale. Esercitò altresì un'importante funzione sia militare, con la partecipazione alla prima guerra d'indipendenza (1848-49), alla guerra di Crimea (1855-56) e alla seconda guerra d'indipendenza (1859-60), sia diplomatica, messa in evidenza dall'opera del ministro Cavour. La capitale della regione, Torino, fu capitale del Regno d'Italia fino al 1865 e, in quanto tale, sede del primo Parlamento italiano.