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Panorama turistico regionale italiano |
Puglia
Barletta |
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Panorama |
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Cantina della "disfida" |
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Il Colosso |
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ittà
e porto della
Puglia,
capoluogo con
Andria e
Trani della provincia di
Barletta-Andria-Trani;
è situata al limite settentrionale delle Murge ed è affacciata sul mare
Adriatico, a circa 7 km dalla foce del fiume Ofanto.
Le
prime testimonianze della città risalgono all'epoca
romana (è la Bardulos della Tabula Peutingeriana). Passata sotto i
goti, i
bizantini, i
longobardi e i
normanni, nel 1190 ottenne privilegi da questi ultimi, e nel XIII secolo, sotto gli
svevi, cominciò a svilupparsi economicamente. In epoca
angioina (secoli XIV- XV) la città prosperò grazie ai commerci con l'Oriente e alla potente flotta mercantile.
Nel
Cinquecento fu coinvolta nella lotta tra spagnoli e francesi, durante la quale
avvenne la celebre "disfida di Barletta" (1503), causata dall'accusa
di viltà rivolta agli italiani dal capitano francese Guy de La Motte. Sotto la
guida di quest'ultimo, tredici cavalieri francesi sfidarono altrettanti
cavalieri italiani, capeggiati da Ettore Fieramosca, che li portò alla
vittoria.
La città conserva, nell'area del centro storico medievale, notevoli monumenti, tra cui il Duomo (secoli XII-XV) romanico-pugliese e gotico; la chiesa del Santo Sepolcro, del XIII secolo, presso cui si erge il celebre Colosso (statua tardoromana in bronzo portata da Costantinopoli fra il XIII e il XIV secolo) e la chiesa di Sant'Andrea, con il portale composito del XIII secolo. Degno di nota il palazzo cinquecentesco che ospita il Museo civico Giuseppe De Nittis. Interessanti i palazzi Bonelli (1324) e Della Marra, dei secoli XV-XVI, con bella decorazione barocca.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu teatro del primo episodio della Resistenza italiana contro le truppe naziste, meritando così - unica in Italia - la Medaglia d'Oro al Valor Militare ed al Merito Civile.
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«L'8 settembre 1943, il presidio di Barletta, modestamente armato, ma sorretto dallo spontaneo e fattivo sostegno dei cittadini, volle proseguire sulla via dell'onore e della fedeltà alla patria, opponendosi strenuamente alle agguerrite unità tedesche e infliggendo loro notevoli perdite. Soltanto il 12 settembre, dopo l'arrivo di soverchianti rinforzi tedeschi, il presidio, provato dalle perdite subite e sotto la minaccia della distruzione della città, fu costretto alla resa. Le truppe nemiche, occupata Barletta, per ritorsione trucidarono barbaramente 13 inermi cittadini che unirono così il loro sacrificio al valore dei militari in un comune anelito di libertà. La città di Barletta, fulgido esempio delle virtù delle genti del meridione d'Italia, consegna alle generazioni future il testimone dei valori scaturiti dalla rinascita della patria e dalla conquista della democrazia e della pace.» — Barletta 8-13 settembre 1943.
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«Occupata dalle truppe tedesche all'indomani dell'armistizio, la città si rese protagonista di una coraggiosa e tenace resistenza. Oggetto di una feroce e sanguinosa rappresaglia, contò numerose vittime tra i militari del locale presidio e i civili che, inermi e stremati dalle privazioni, furono in molti casi passati per le armi sul luogo ove attendevano alle quotidiane occupazioni. Splendido esempio di nobile spirito di sacrificio ed amor patrio.» — 12 - 24 settembre 1943.
Abitanti
(barlettani): 89.000
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