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                           Panorama turistico regionale italiano

Puglia

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Regione prov. Bari prov. Barletta-Andria-Trani prov. Brindisi prov. Foggia prov. Lecce prov. Taranto

Generalità

egione amministrativa dell'Italia meridionale; si affaccia a est sul mar Adriatico, a sud sul mar Ionio e confina con il Molise a nord, la Basilicata e la Campania a ovest. Comprende le province di Bari, Barletta-Andtria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto; capoluogo regionale è Bari. Dipende amministrativamente dalla Puglia l'Arcipelago delle Tremiti, compreso nella provincia di Foggia.

Trulli di Alberobello

La Puglia, la romana Apulia (il cui territorio era alquanto diverso da quello attuale), deriva il suo nome dalla popolazione degli apuli, giunti forse dall'altra sponda dell'Adriatico. La parola "Puglia" scomparve poi nell'uso amministrativo; dopo l'unità d'Italia la regione venne chiamata "Puglie" e solo nel censimento del 1921 venne ufficialmente adottata la forma al singolare.

Paragonabile a una vasta piattaforma protesa verso il Levante, la regione ha una sua unitarietà geografica. Lunga striscia pianeggiante e marittima all'estremità sudorientale d'Italia, la Puglia, oltre ai confini naturali segnati dai suoi mari, si distacca in modo marcato dal resto della costa adriatica grazie alla sporgenza rocciosa del Promontorio del Gargano.

Il turismo non ha ancora trovato modo di affermarsi pienamente (ad esempio il turismo d'arte, di cui la regione è invece assai ricca, soprattutto per l'architettura romanica e barocca) e comunque resta estraneo ai grandi flussi internazionali. Le località più note sono, per il turismo estivo e balneare, le isole Tremiti e i centri del Gargano (tra cui Peschici, Pugnochiuso, Mattinata, Rodi Garganico, Vieste). Frequentati centri di pellegrinaggio sono Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo. Altri richiami turistici sono rappresentati dalle località di interesse naturalistico, come le Grotte di Castellana, dai centri storici e monumentali (come Ostuni, Monopoli, Trani, i nuclei storici di Lecce, Taranto ecc.) e dalle Murge, le zone dei "trulli", le antiche abitazioni di pietra, con la copertura a forma di cono: i trulli meglio conservati sono quelli di Alberobello, in provincia di Bari.

Cucina regionale (vedi)

Territorio

a Puglia forma una specie di stretto rettangolo, allungato da nord-ovest a sud-est per circa 350 km, che si protende tra il canale di Otranto (mare Adriatico) e il golfo di Taranto (mar Ionio) con la penisola del Salento. La larghezza media è di circa 50 km. Più della metà del territorio è pianeggiante, il resto è quasi prevalentemente collinare: ne deriva che la Puglia è la regione con la minore superficie montuosa d'Italia. Nella sua sezione settentrionale un'ampia superficie denominata il Tavoliere delle Puglie (che grosso modo corrisponde alla provincia di Foggia) è la più vasta pianura d'Italia dopo la Pianura Padana.

Gli Appennini, che nella loro sezione meridionale si inarcano verso il mar Tirreno, non interessano la Puglia, se non marginalmente: una breve dorsale secondaria, i monti della Daunia, culmina nel monte Cornacchia, al confine con la Campania. Per il resto la Puglia è la sola regione dell'Italia peninsulare che non comprende alcun gruppo del sistema appenninico. Se si escludono i monti della Daunia, l'unico rilievo pugliese che supera i 1000 m è il monte Calvo nel Gargano, che in origine era un'isola unita poi alla terraferma.

L'area collinare, con le sue alture di qualche centinaia di metri, costituisce invece l'Antiappennino. Essa include due sistemi collinari: le Murge e un tavolato ancora più modesto, che forma l'ossatura del Salento. La forma tipica delle Murge, poco diffusa in Italia, è il tavolato, fatto di più terrazze digradanti e che si succedono ad altezze diverse.

Quasi tutta la regione è costituita da rocce calcaree e, come in tutte le aree di questo tipo, sono evidenti i fenomeni del carsismo, sia di superficie sia di profondità. Non solo la monotonia dei dossi collinari è bruscamente interrotta da improvvisi avvallamenti, le gravine (gole dalle pareti pressoché verticali), o da voragini circolari, i puli (cioè cavità a pozzo), ma l'intero territorio è interessato da vaste doline, inghiottitoi, corsi d'acqua sotterranei. Il luogo più spettacolare del carsismo pugliese è rappresentato dalle grotte di Castellana, nelle Murge di Bari, esplorate solo a partire dal 1938 e che sono le più grandiose d'Italia (tra i vari ambienti, si ricordano la grotta Nera, il cavernone dei Monumenti, la caverna del Precipizio, la grotta Bianca ecc.).

Le superfici orizzontali dominano pressoché ovunque i paesaggi della regione; oltre al vasto Tavoliere di Foggia un'altra pianura è il cosiddetto Tavoliere di Lecce, nella penisola del Salento, e, meno estesa, la piana Messapica, all'altezza di Brindisi. Sono terre che danno un'impressione di aridità, sia per le condizioni climatiche sia per la povertà dell'idrografia di superficie, dato che le acque penetrano con estrema facilità nei porosi terreni calcarei.

Vieste, Foggia

La Puglia è una delle regioni d'Italia con più lungo sviluppo costiero: quasi 800 km, con una morfologia molto varia. Il tratto che circonda il Gargano è quasi ovunque alto e roccioso, ma presenta anche un'area pianeggiante in corrispondenza dei laghi costieri di Varano e di Lesina, che un tempo comunicavano con il mare, da cui oggi sono separati da cordoni dunosi.

Il Gargano, che chiude a nord il golfo di Manfredonia, è l'unica rientranza di rilievo della costa adriatica pugliese, che è morfologicamente varia, in ampi tratti bassa e sabbiosa, e in altri movimentata da minute insenature. Nel Salento le pur modeste alture si spingono sino al litorale, dove il capo Santa Maria di Leuca delimita a sud-est la penisola italiana. Sullo Ionio si apre il golfo di Taranto, che alterna anch'esso coste alte e dirupate ad altre basse e sabbiose.

La regione manca di un'organizzata rete idrografica. Ciò dipende sia dall'effettiva scarsità delle precipitazioni, sia dal diffuso carsismo, quindi dalla quasi totale assenza di sorgenti. L'unica area per la quale si possa parlare di una pur modesta rete idrografica è la fascia settentrionale, dove dai monti della Daunia scendono a pettine alcuni corsi d'acqua; tuttavia, già a sud dell'Ofanto, i corsi d'acqua spariscono, poiché le acque si infiltrano in profondità, emergendo talvolta in prossimità della costa, dove un tempo provocavano impaludamenti.

Non esistono fiumi di una certa rilevanza che siano interamente pugliesi. A nord il Fortore e più a sud l'Ofanto nascono dall'Appennino campano e interessano la Puglia solo nel tratto inferiore.

Clima e ambiente

a Puglia è tra le regioni più calde e più aride d'Italia. Il clima pugliese viene definito in genere di tipo mediterraneo, caldo e asciutto; ma in vaste aree della regione, e in particolare nel Tavoliere, alle estati torride si contrappongono frequenti inverni rigidi, con valori anche al di sotto dello zero. Come è naturale, nella fascia costiera il mare esercita un'azione mitigatrice, quindi si hanno inverni meno rigidi ed estati meno calde.

Le piogge, che scendono quasi esclusivamente nei mesi invernali, sono scarse. La protezione dell'ambiente è ancora carente; vi sono zone di grande interesse paesaggistico, come il Gargano, che è stato da tempo raggiunto da un intenso turismo e in cui soprattutto la fascia costiera, ormai densa di edificazioni, andrebbe maggiormente tutelata. Azioni di salvaguardia dovrebbero anche essere esercitate nei confronti di alcune zone interne, di particolare importanza per i fenomeni carsici.

Tra le non molte riserve la più vasta e famosa è la Foresta Umbra, cioè "ombrosa", nell'ambiente sommitale e più piovoso del Gargano, dalla fitta e lussureggiante vegetazione, formata in prevalenza da faggi ma ricca anche di altre specie, come i tassi e i lecci. Si ricordano, al di fuori dell'area del Gargano (dove sono in parte protette le dune del lago di Varano), la riserva dell'ambiente salmastro di Margherita di Savoia, all'estremità meridionale del golfo di Manfredonia (qui la Puglia ha le più vaste saline d'Italia) e il bosco di Tricase, nel Salento, con un bel querceto. Vedi anche Parco Nazionale del Gargano.

Flora e fauna

ate le condizioni climatiche e la posizione geografica, la formazione vegetale spontanea caratteristica della Puglia è la macchia mediterranea, presente peraltro in poche aree costiere e nelle colline delle zone interne. L'ammanto vegetale è stato fortemente impoverito sia dall'espansione delle colture sia dalla pastorizia secolare. Se si eccettua il Gargano si hanno esigui lembi di bosco, anche ad alto fusto, solo sui monti della Daunia, oltre che alcune pinete litoranee, in parte tuttavia di recente impianto, e qualche bosco di quercia. Nelle Murge è molto esteso il pascolo su poveri sostrati rocciosi, punteggiato di arbusti aromatici.

Altrettanto povera è la fauna naturale, che trova i suoi rifugi perlopiù nella Foresta Umbra. Vi si trovano ancora caprioli, gatti selvatici e volpi.

Storia

a Puglia è, tra le regioni d'Italia, una delle più ricche di reperti preistorici, tra i quali assumono un valore preminente i dolmen e i menhir diffusi soprattutto nella Capitanata, nel Tavoliere e nella Terra di Bari. Verso la fine del II millennio a.C. si consolidarono i gruppi etnici dominanti nell'era protostorica, i quali formarono le stirpi dei dauni, dei peucezi e dei messapi. Come per gran parte dell'Italia meridionale le forme più evolute di governo e di insediamento derivarono dalla colonizzazione ellenica, che raggiunse il culmine nel IV secolo a.C., periodo in cui si affacciarono in Puglia le milizie dei romani.

Alla definitiva conquista romana la Puglia giunse dopo diverse campagne belliche, scandite da episodi di tono epico, quali la presa di Taranto (272 a.C.) e la conquista di Brindisi (244 d.C.). Nei secoli di massima espansione dell' impero, la Puglia conseguì una notevole ricchezza economica, occupando posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio e divenendo tramite degli scambi tra Roma e l'Oriente.

Alla caduta dell'impero romano d'Occidente, si alternarono sul territorio pugliese bizantini, longobardi e arabi, prima che Bisanzio riuscisse definitivamente ad attrarre la regione nella propria sfera di influenza (IX-XI secolo). Bari divenne capoluogo di un dominio esteso sino alla Lucania e sottoposto all'autorità di un catapano (governatore bizantino). Attecchirono allora la cultura e la religiosità orientali, che lasciarono tracce durevoli nella religiosità, nel culto e nell'architettura locali.

Dapprima sotto i normanni e poi sotto gli svevi, esponenti della casata degli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un sostanziale progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico. Dal 1264 al 1435 la Puglia fu sotto la dominazione angioina, all'interno del Regno di Napoli, a cui subentrarono gli spagnoli: in queste fasi si incardinò nel suolo e nei legami sociali un potere diffuso che mise profonde radici, quello dei baroni, feudatari forniti di latifondi e di prerogative giurisdizionali pressoché illimitate che ne facevano una sorta di signori assoluti.

Fu con l'arrivo dei Borbone, la dinastia spagnola insediata nel Regno di Napoli dal 1738, che, grazie a una politica di riforme illuminate, giunsero i primi apporti di statualità nel territorio pugliese e attivarono energie imprenditoriali nuove. Nel periodo della dominazione francese (1806-1815), sotto il viceregno di Gioacchino Murat, la modernizzazione della Puglia fu incoraggiata dall'abolizione del feudalesimo e dalle riforme giudiziarie, non cancellate neppure dalla successiva restaurazione dei Borbone (1815).

Massoni e carbonari[1] pugliesi animarono il moto liberale del 1820-21, premessa per la diffusione del pensiero mazziniano, che diede vita a un intenso movimento patriottico. Unita al Regno d'Italia nel 1860, la Puglia fu organizzata nelle province di Bari, Lecce, Foggia, corrispondenti alle antiche divisioni storiche; a queste si aggiunsero più tardi le province di Brindisi, Taranto e Barletta-Andria-Trani.

N.d.A.:

[1] La Carboneria è stata una società segreta italiana fondata a Napoli durante i primi anni dell'Ottocento su valori patriottici e liberali.

Il nome "Carboneria" derivava dal fatto che i settari dell'organizzazione avevano tratto il loro simbolismo ed i loro rituali dal mestiere dei carbonai, ovvero coloro che preparavano il carbone e lo vendevano al minuto. Come in ogni società segreta, chi si iscriveva alla Carboneria non ne doveva conoscere tutte le finalità fin dal momento della sua adesione: gli adepti erano infatti inizialmente chiamati "apprendisti" e solo in seguito diventavano "maestri" e dovevano impegnarsi a mantenere il più assoluto riserbo, pena la morte.

 

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