![]() |
|
|
|
Utenti on line: |
Panorama turistico regionale italiano |

Generalità

![]() |
a
Serenissima Repubblica di San Marino è un piccolo
stato
(61,5 km², 30.002 abitanti, capitale
Città di San Marino) dell'Europa
meridionale. La lingua ufficiale è l'italiano;
tra la popolazione è diffuso anche il
dialetto romagnolo. Gli abitanti sono chiamati
sammarinesi. È il meno popoloso fra gli stati membri del
Consiglio d'Europa.
San Marino è un'enclave[1] situata all'interno della Repubblica Italiana, compresa tra l' Emilia-Romagna (provincia di Rimini), a nord a est e a sud-est, e le Marche (provincia di Pesaro e Urbino), a ovest e a sud-ovest.
Lo Stato di San Marino ha origini antichissime, tanto da essere considerato la più antica repubblica del mondo ancora esistente. La tradizione fa risalire la fondazione della città al 3 settembre del 301, quando Marino - un tagliapietre dalmata dell'isola di Arbe, fuggito dalle persecuzioni contro i cristiani dell' imperatore romano Diocleziano - stabilì una piccola comunità cristiana sul Monte Titano. San Marino vanta anche la più antica costituzione scritta ancora in vigore, ratificata nel 1600.
La leggenda vuole che la proprietaria della zona, una ricca donna riminese di nome Felicissima, abbia donato il territorio del Monte Titano alla piccola comunità in seguito al salvataggio di suo figlio Verissimo, compiuto dallo stesso Marino. Secondo la leggenda, il santo avrebbe pronunciato ai suoi seguaci la frase:
|
« Relinquo vos liberos ab utroque homine » |
« Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo » |
Ovvero liberi dall'Imperatore e dal Papa.
Queste parole sono il fondamento dell'indipendenza della comunità, come testimoniato dal documento di un processo per la mancata riscossione dei tributi tenutosi nel 1296 presso il convento di Valle Sant'Anastasio:
|
« Non
pagano perché non hanno mai pagato. |
|
« Nemini teneri » |
« Non dipendere da nessuno » |
L'indipendenza della comunità viene asserita in un trattato di pacificazione del 1300, il Placito Feretrano fra il vescovo del Montefeltro e alcuni castelli posti sotto il suo vincolo feudale, tra cui San Marino. Il documento, ritrovato in un convento francescano di Frati Minori a Sant'Igne (vicino a San Leo), attesta che San Marino è esentato dai tributi alla stregua di San Leo, Talamello e Maiolo. Tuttavia, mentre negli altri castelli l'esenzione è un privilegio concesso dal signore locale, l'esenzione viene rivendicata dalla comunità come un diritto.
Storia
ottoposta
al vincolo feudale del
vescovo di
San Leo fino al
1351, quando dopo essere
già stata riconosciuta dallo
Stato della Chiesa,
divenne un libero comune.
Già agli inizi del
XV secolo, infatti, San
Marino partecipò ad una lega
ghibellina insieme alle
città di
Arezzo,
Cagli,
Forlì,
Osimo,
Urbino.
Durante il Medioevo e l'età rinascimentale, San Marino sviluppò peculiari istituzioni di autogoverno, che tuttavia si indebolirono a partire dal 1700, quando il potere venne sostanzialmente preso dalle famiglie patrizie. Questa situazione perdurò fino al 1906, quando l'Arengo, l'assemblea dei capifamiglia, avviò un processo di modernizzazione democratica del Paese.
L'indipendenza del piccolo Stato è stata messa in pericolo più volte: in tutta la sua storia, San Marino ha subito tre brevi occupazioni militari: nel 1503 ad opera di Cesare Borgia, nel 1739 con l'occupazione alberoniana e nel 1944 ad opera delle truppe tedesche in ritirata e successivamente dagli Alleati, che lo occuparono per poche settimane.
Durante il Risorgimento, San Marino costituì un rifugio sicuro per molti dei personaggi che parteciparono ai moti di quegli anni. L'appoggio fornito a Garibaldi permise di negoziare e ottenere la garanzia dell'indipendenza dall'Italia. Subito dopo l'Unità d'Italia, il riconoscimento della sovranità venne sancito per un trattato di amicizia.
Tra il 1926 e il 1943 San Marino conobbe un regime fascista, ispirato a quello italiano, che si pose a tutela degli interessi della classe borghese e patrizia.
Nonostante ciò, durante la seconda guerra mondiale, San Marino rimase neutrale. In quel periodo accolse oltre 100.000 rifugiati, cosa che portò a non pochi attriti con i governi nazifascisti, i quali arrivarono anche ad incarcerare alcuni cittadini sammarinesi. La neutralità non impedì al paese di essere bombardato e invaso negli ultimi mesi di guerra durante i combattimenti fra angloamericani e tedeschi.
Nel dopoguerra si alternarono governi di sinistra, con la presenza del Partito Comunista Sammarinese, e di centro, supportati dal Partito Democratico Cristiano Sammarinese. L'affermazione di un governo socialcomunista nell'immediato dopoguerra provocò l'inimicizia da parte dei Governi occidentali, in primo luogo di quello italiano. I governi socialcomunisti avviarono importanti riforme socioeconomiche, ma non introdussero mai un modello di tipo sovietico.
Nel 1957 una breve, ma seria, crisi politica (i cosiddetti fatti di Rovereta) porta alla coesistenza di due governi. La crisi, che s'inquadra nel contesto internazionale della guerra fredda, si risolse nel giro di un mese e diede avvio ad oltre un ventennio di governi centristi.
Dal dopoguerra il processo di modernizzazione si è tradotto nel consolidamento dell'inserimento di San Marino nella comunità internazionale. Di questa tendenza sono espressione il riconoscimento del voto alle donne nel 1960, la formalizzazione nel 1974 del funzionamento degli organi statuali e dei diritti di libertà con la Dichiarazione dei diritti, l'affiliazione all'ONU nel 1992 e l'adesione alle strategie internazionali di contrasto ai “paradisi fiscali”, tuttora in fase di implementazione.
|
Palazzo Pubblico (del Governo) |
![]() |
San Marino è una repubblica parlamentare. Per molti anni è stata, di fatto, dipendente dall'Italia, alla quale è tutt'oggi legata da numerosi trattati e accordi bilaterali. Attualmente San Marino afferma con forza la propria sovranità e indipendenza, mantenendo relazioni diplomatiche e consolari con numerosi Paesi europei e del mondo e dotandosi di autonome istituzioni.
San Marino non ha una vera e propria Costituzione scritta. L'ordinamento fa tuttora riferimento alle "Antiche Consuetudini" e agli Statuti della Repubblica risalenti al XVII secolo; ciò che si avvicina di più alla legge fondamentale dello Stato è la Dichiarazione dei diritti del 1974.
Gli organi istituzionali della Repubblica sono:
i Capitani Reggenti, i due Capi di Stato che esercitano collegialmente funzioni prevalentemente simboliche, tra cui la presidenza di altri organi costituzionali (soggetti che fino al 1200 si chiamavano Consoli, tratti probabilmente quindi dal diritto Romano)
il Consiglio Grande e Generale, il parlamento monocamerale di 60 membri eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni con sistema proporzionale
il Congresso di Stato, l'organo esecutivo formato da 10 Segretari di Stato eletti tra i membri dal Consiglio Grande e Generale
il Consiglio dei XII, organo giudiziario che funge da Corte d'Appello di terzo grado ed è attualmente oggetto di riforma
il Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme, organo di garanzia costituzionale istituito nel 2002
le Giunte di Castello, organo di governo locale dei Castelli di San Marino
La Repubblica di San Marino detiene il primato di Paese con il più breve mandato del Capo di Stato: i due Capitani Reggenti infatti rimangono in carica per soli sei mesi. I Capitani entrano in carica il primo aprile e il primo ottobre di ogni anno.
La Repubblica di San Marino si è dotata di significativi strumenti di democrazia diretta, prevedendo gli istituti del referendum abrogativo, propositivo e confermativo, e dell'Arengo.
el
Paese vige un sistema
multipartitico.
Nel dopoguerra si sono alternati governi socialcomunisti (dal 1946 al 1957 e dal 1978 al 1986) e centristi, formati dal Partito Democratico Cristiano Sammarinese (PDCS) con i socialdemocratici o con i socialisti (dal 1957 al 1978 e dal 1992 al 2000). Tra il 1986 e il 1992 la maggioranza è stata formata da democristiani e comunisti.
Dopo il 2000 si è verificato un periodo di instabilità, con frequenti cambi di coalizione che hanno sempre visto presente il PDCS.
In seguito alle elezioni politiche del giugno 2006, il governo è formato da una coalizione di centrosinistra che comprende il Partito dei Socialisti e dei Democratici (PSD), Sinistra Unita e Alleanza Popolare dei Democratici Sammarinesi. Il nuovo Congresso di Stato si è insediato il 27 luglio 2006.
I principali temi politici sono legati ai rapporti economici e amministrativi con l'Italia, all'integrazione nell' Unione Europea, alla disciplina della cittadinanza, alle riforme istituzionali al fine di realizzare compiutamente lo stato di diritto.
a
Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi
fondamentali dell'ordinamento sammarinese è una Legge della
Repubblica di San Marino (Legge 8 luglio 1974, n.59,
modificata e integrata dalla Legge 26 febbraio 2002, n.36) che
funge da testo costituzionale.
San Marino infatti non dispone di una vera e propria Costituzione; le fonti del diritto di rango costituzionale sono rappresentati dalle Antiche Consuetudini, dalle Leges Statutae Sancti Marini, gli antichi Statuti del 1600 e dalla legislazione successiva (reformationes), entro cui si inserisce la Dichiarazione dei diritti. Il quadro è completato in via sussidiaria e integrativa dalle consuetudini e dal diritto comune.
Cittadinanza
La cittadinanza sammarinese è disciplinata dalla Legge 30 novembre 2000 n.114, e dalla sua successiva modificazione con Legge 17 giugno 2004 n.84. La Legge stabilisce che sono cittadini sammarinesi per origine:
i figli di padre e madre entrambi cittadini sammarinesi (ius sanguinis);
i figli di cui un solo genitore è cittadino sammarinese, a condizione che entro il termine perentorio di dodici mesi dal raggiungimento della maggiore età dichiarino di voler mantenere la cittadinanza da questo trasmessa;
i figli di genitore sammarinese se l'altro genitore è ignoto o apolide;
gli adottati da cittadino sammarinese conformemente alle norme sull'adozione ed ai sensi dei punti precedenti;
i nati nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi.
a bandiera di San Marino fu adottata il
6 aprile
1862 ed è composta da due bande orizzontali
di uguali dimensioni: quella superiore è bianca
e quella inferiore è azzurra. Al centro della
bandiera è presente lo stemma nazionale.
o stemma della Repubblica raffigura il
Monte Titano con ben evidenti le tre rocche
della capitale dello stato,
Città di San Marino: Cesta, Guaita e
Montale. Ciascuna delle tre verdi cime del monte
è sormontata da una torre d'argento merlata,
distinta di nero e con in cima una penna di
struzzo di colore argento.
Per ornamento esteriore porta due rami divergenti di color verde: d'alloro quello posto a destra, di quercia quello a sinistra. I rami sono legati in basso da un nastro che reca la parola latina LIBERTAS, ovvero Libertà.
La corona, aggiunta con deliberazione del 6 aprile 1862, rappresenta la sovranità dello stato, che non riconosce altra sovranità al di sopra di sé. Tale significato è aumentato delle piume, da sempre un antico simbolo di libertà da vincoli.
Geografia
|
Monte Titano |
![]() |
a
Repubblica
di
San Marino
è il terzo Paese più piccolo d’Europa,
con una superficie di 60,5 km²,
dietro soltanto a
Monaco e alla
Città del Vaticano.
È un’enclave nell'Italia centrale, compresa tra le Regioni Emilia-Romagna a nord e a sud-ovest (provincia di Rimini) e le Marche a sud (provincia di Pesaro e Urbino) e non ha quindi sbocco sul mare. Il confine con l’Italia si sviluppa per 39 km.
Lo Stato sorge sull’Appennino; il Monte Titano con un’altezza di 749 metri sopra il livello del mare, è il punto più alto del Paese. Il punto più basso si registra sul torrente Ausa, con 55 metri sopra il livello del mare. I punti estremi sono
Nord : Serravalle
Sud : Fiorentino
Ovest : Acquaviva
Est : Faetano
Clima
e ambienteIl terreno è destinato a usi agricoli per il 17%, ad altri usi per la restante parte (stima 1993). Risorse naturali del Paese sono cave di pietra.
Non vi sono corsi d’acqua di dimensioni rilevanti: i principali sono l’Ausa, il Marano, e il Rio San Marino.
Il clima è mediterraneo, con estati calde e inverni miti.
Le precipitazioni medie annue sono di 686 mm di pioggia.
Geografia politica
La Repubblica di San Marino è suddivisa in nove amministrazioni locali chiamate Castelli, ognuna delle quali porta il nome del proprio capoluogo. Tali amministrazioni sono strutturate sulla fattispecie delle municipalità italiane e vengono rette da giunte di Castello.
I nove Castelli di San Marino sono:
San Marino - capitale
Acquaviva
Borgo Maggiore
Chiesanuova
Domagnano
Faetano
Fiorentino
Montegiardino
Serravalle
Il centro più popoloso della Repubblica è Dogana, che non è un castello autonomo ma una curazia di Serravalle.
I 9 castelli si suddividono in 44 curazie, corrispondenti alle frazioni italiane. Serravalle ne conta 9, la città di San Marino 7, Chiesanuova 7, Borgo Maggiore 6, Domagnano 5, Faetano 4, Fiorentino 3, Acquaviva 2 e Montegiardino 1.
a Repubblica dispone di un Museo di Stato che espone opere
pregevoli e famose, prima fra tutte il
“Polittico di San Marino” del pittore rinascimentale di
scuola forlivese
Francesco Menzocchi, già custodito nell'antica Pieve di San
Marino. Sono inoltre esposte opere del
Guercino, di
Pompeo Batoni, di
Elisabetta Sirani, di
Stefano Galletti, di
Michele Giambono, di
Baccio Bandinelli, di
Tiburzio Passerotti e di
Bernardo Strozzi.
Sono inoltre di interesse storico le tre celebri rocche che sorgono sui punti più alti del monte Titano:
|
La Rocca |
![]() |
La Rocca, conosciuta anche come Guaita o Prima Torre, è la maggiore nonché la più antica delle tre rocche che domina sullo strapiombo del monte Titano ed è contornata dalla più antica delle tre cinte di mura che attorniano Città di San Marino e che ancora oggi sono visibili..
La parola Guaita, tuttora presente nel dialetto locale significa "fare la guardia" e deriva probabilmente dal tedesco "Weite" (spazio o largo).
Dopo l'ultimo restauro del 1930, la Rocca è stata resa accessibile ai visitatori.
Numerosi interventi di restauro e rinforzo modificarono la struttura della Torre tuttavia senza togliere la primitiva rozzezza della stessa.
Il nucleo centrale della torre fu un posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano e risale all' undicesimo secolo. Due cinte murarie difensive proteggono la torre:
La cinta esterna, coronata da merletti e rafforzata da torrioni angolari, faceva già parte del primo girone di mura costruito a difesa della città
La cinta interna è invece la più antica. Accessibile tramite un ingresso sopraelevato, rinchiude in sé la Torre Campanaria, la Torre della Penna e gli alloggiamenti delle legioni, tramutati in seguito in carceri.
La torre ha pianta pentagonale e non ha fondamenta in quanto poggia direttamente sulla roccia del monte. Uno stemma barocco della Repubblica, trasportato dal vecchio Palazzo Pubblico, orna la porta d'ingresso mentre nel cortile ospita alcuni pezzi di artiglieria, due mortai donati dal re Vittorio Emanuele II e due cannoni con i quali la Guardia di Rocca spara a salve durante i giorni di festa, dono di Vittorio Emanuele III.
Un piccolo altare del torrione sud era dedicato a Santa Barbara, protettrice degli artiglieri, mentre l'attuale chiesa, costruita a ridosso delle mura esterne, è opera del 1960.
Si tratta di un piccolo edificio, caratterizzato da forme semplici, con una lunetta duecentesca, proveniente da una chiesa del Castello di Domagnano, orna la porta. Un altare di pietra porta l'effigie in bronzo della Santa, con sei candelabri a forma di torri, realizzati nel 1979 dallo scultore fiorentino Bino Bini.
La Torre, che, con il suo "Campanone", durante i secoli passati richiamava i cittadini alla difesa del paese nei momenti di pericolo, è stata costruita probabilmente nel XVI secolo.
Oggi il "Campanone" ricorda solamente le principali ricorrenze civili e religiose della Repubblica di San Marino.
Dall'alto del campanile è possibile ammirare l'intera città, le montagne dell'Appennino romagnolo ed i castelli vicini, come quello di Verucchio.
Si tratta di una ricostruzione della metà del XV secolo dell'antica torre di guardia.
Dall'alto della torre si possono ammirare le mura della Seconda Torre, la pianura che si protende fino all'Adriatico, i rilievi appenninici e il Monte Carpegna.
I locali che costituivano gli alloggiamenti delle guarnigioni furono usati dalla metà del XVIII secolo fino al 1970 come carceri. Nelle celle della prigione venivano ospitati coloro che dovevano scontare pene non superiori ai sei mesi mentre per peni superiori era previsto il trasferimento nelle carceri italiane.
La I Torre è visitabile dal pubblico nei seguenti orari:
Dal 20 marzo al 20 settembre: dalle ore 8.00 alle ore 20.00
Dal 21 settembre al 19 marzo: dalle ore 8.50 alle ore 17.00
La Torre rimane chiusa nei giorni di Natale, Capodanno e nel pomeriggio del 2 novembre.
Il prezzo per l'ingresso è di € 3,00; sono tuttavia presenti agevolazioni per la visita a più musei.
|
La Cesta o Fratta |
![]() |
La seconda torre, chiamata Cesta o Fratta sorge sul punto più alto del monte. La torre, quattrocentesca, è di forma pentagonale. Le stanze del corpo di guardia e del castellano sono attualmente occupate dal Museo sammarinese delle armi antiche, aperto al pubblico nel 1956.
La Cesta sorge sulla vetta più alta del Monte Titano (755 m s.l.m.) ed il suo nucleo primitivo, come si evince dall'etimologia della parola, era utilizzata come torre d'avvistamento già in epoca romana mentre la sua presenza è citata in un documento del 1253.
Nel 1320 fu dotata di un altro muro e da una serie di fortificazioni che costituiscono la seconda cinta difensiva della città. La porta attraverso la quale è possibile accedere all'interno, fu aperta nel XVI secolo e rifatta nel 1596 come suggerisce un'incisione presente ai lati dello Stemma della Repubblica.
Sebbene la torre sia stata più volte oggetto di restauri e modifiche, presente ancora l'aspetto che contraddistingue le torri medievali con tanto di caditoie e balestriere.
Il fortilizio è stato restaurato nel 1924 con un intervento che l'ha salvato dal degrado restituendo l'aspetto originario.
La Cesta è sede del Museo delle Armi Antiche di San Marino dal 1956, dove sono esposti circa 700 esemplari di armi appartenenti a diverse tipologie ed epoche di realizzazione.
L'esposizione si articola su quattro differenti sale e ospita alcuni importanti esemplari di armatura, armi in asta, armi da fuoco a miccia, a ruota, a pietra focaia o armi sperimentali dell'Ottocento.
La II Torre è visitabile dal pubblico nei seguenti orari:
Dal 20 marzo al 20 settembre: dalle ore 8.00 alle ore 20.00
Dal 21 settembre al 19 marzo: dalle ore 8.50 alle ore 17.00
La Torre rimane chiusa nei giorni di Natale, Capodanno e nel pomeriggio del 2 novembre.
Il prezzo per l'ingresso è di € 3,00; sono tuttavia presenti agevolazioni per la visita a più musei.
|
Il Montale |
![]() |
Il Montale, o “terza torre”, è la più piccola delle tre. All'interno c'è una prigione, detta fondo della torre, profonda otto metri a cui è possibile accedere soltanto dall'alto. Intorno al Montale si vedono grossi massi di roccia molto antichi, sovrapposti in modo primitivo a guisa di muri. Ebbe molta importanza durante le lotte contro i Malatesta. Attualmente è stata ristrutturata, tuttavia non è possibile entrarvi.
Il Montale, caratterizzato da una forma slanciata, possiede una pianta pentagonale. Fino al XIII secolo la Terza Torre era un fortilizio staccato dalle altre due rocche e fu collegato ad esse nel 1320 con una possente muraglia, di cui sono ancora visibili alcune tracce.
La Torre,
chiamata nei documenti
d'archivio Palatium Montalis,
rivestì una grande importanza
nelle lotte contro i Malatesta
che possedevano il vicino
castello di Fiorentino. Una
campana segnalava alla
popolazione i pericolo e
l'arrivo di viandanti, dai quali
era richiesto un pedaggio. Con
la distruzione del castello
malatestiano di Fiorentino nel
1479, il Montale fu abbandonato.
Tre successivi restauri hanno
salvaguardato la torre nel corso
dei secoli, precisamente nel
1743, 1817 e 1935, quest'ultimo
ha dato alla fortezza la sua
forma originaria.
Nella Torre c'è una prigione, detta Fondo della Torre, profonda sei metri e alla quale si può accedere solo dall'alto.
Al contrario delle altre due torri, non è accessibile al pubblico, ma offre comunque ai visitatori un suggestivo panorama.
Il Montale è raffigurato sulle Monete sammarinesi da un centesimo.
|
San Marino |
![]() |
|
La funivia |
![]() |
Città di San Marino, nota anche come San Marino e, in loco, Città, è la capitale della Repubblica di San Marino, situata sul monte Titano.
È la terza città del Paese (dopo Borgo Maggiore e Dogana, frazione di Serravalle) e anche il capoluogo del castello omonimo (4493 abitanti, stime 2003, con un'estensione di 7,09 km²), che comprende anche alcune frazioni tra cui Murata.
Il territorio del castello confina con i castelli di Acquaviva, Borgo Maggiore, Fiorentino e Chiesanuova e con il comune italiano di San Leo (IT-PU).
La città conta
una funivia che
la collega con
Borgo Maggiore
mentre l'arteria
stradale
principale è la
SS 72, a 4
corsie per quasi
tutto il suo
tracciato, che
collega la città
direttamente con
Rimini.
Dal 1932 al 1944
ha operato la
Ferrovia
Rimini-San
Marino, a
scartamento
ridotto,
completamente
finanziata
dall'Italia
fascista di
Benito Mussolini,
in seguito alla
stipula di una
convenzione
(1927) di
esercizio fra i
2 stati. Fu
distrutta nel
1944 dai
bombardamenti
durante la
seconda guerra
mondiale e
smantellata fra
il 1958 ed il
1960.
Abitanti (sanmarinesi): 4.500
|
|
![]() |
|
Mappa ingrandita, alberghi, ristoranti, località turistiche, |
N.d.A.:
[1] In geografia politica una enclave è una parte di territorio interamente compreso all'interno di uno stato, che però appartiene a tutti gli effetti ad un altro stato. Viceversa, la parte di territorio di uno stato sovrano che giace all'esterno dei confini dello stato si chiama exclave.
Enclave ed exclave esistono anche a livello di ripartizioni amministrative e di unità territoriali (stati federati, regioni, distretti, comuni) all'interno di uno stato.
La parola francese enclave ha origine nella terminologia diplomatica dall'aggettivo tardo latino inclavatus che significa "chiuso a chiave". La parola exclave è invece una derivazione logica del primo termine.