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Panorama turistico regionale italiano |
Umbria

ittà
e capoluogo di provincia dell'Umbria, situata
all'estremità orientale di una conca pianeggiante solcata dal fiume Nera, alla
confluenza del torrente Serra (il cui alveo è oggi deviato), ubicazione da cui
derivò l'antico nome di Interamna o Interamnia ("tra i
fiumi").
Sorta
in territorio abitato dall'età del Bronzo e del Ferro, fu centro
romano
(fondato, secondo la tradizione alimentata da un'iscrizione d'
età imperiale,
nel 672 a.C.) e ricco municipio. Devastata da
goti,
bizantini e
longobardi fra
il VI e l'VIII secolo, nel 1174 fu distrutta da
Federico I Barbarossa e presto
ricostruita; entrata più volte nell'orbita di Chiesa e Impero, dopo secoli di
lotte fra fazioni, guerre con le città vicine e signorie esterne, dal 1420 fu
dominio dello
Stato della Chiesa (fatta eccezione per il periodo napoleonico) fino al 1860.
La
città, di aspetto prevalentemente moderno anche a causa delle ricostruzioni
seguite ai bombardamenti aerei degli anni 1943-44, conserva tuttavia un centro
storico, sulla riva destra del Nera, definito dall'impianto urbanistico
medievale (le tortuose viuzze secondarie), che raccoglie notevoli monumenti; tra
questi, la chiesa di San Salvatore, con corpo cilindrico del V secolo, avancorpo
rettangolare del XII e affreschi del Trecento; quelle di Sant'Alò (Aloisius),
romanica dell'XI secolo e di San Francesco, gotica del 1265, con grande abside,
campanile e ampliamenti del XIV-XV secolo e seguenti, che conserva affreschi
quattrocenteschi nella cappella Paradisi. Accanto al Duomo, rifatto nel Seicento
e che espone numerose opere d'arte, si trovano i resti dell'anfiteatro romano,
del I secolo d.C. Fra gli edifici civili, da segnalare la torre medievale con le
attigue case dei Castelli, il Palazzo Mazzancolli, anch'esso medievale, con bel
cortile, e il cinquecentesco Palazzo Spada, di
Antonio da Sangallo il Giovane. I
Musei civici comprendono una sezione archeologica, con reperti provenienti dal
territorio circostante, e la Pinacoteca, che espone opere del XIV-XVIII secolo,
fra cui una tempera del 1466 di
Benozzo Gozzoli.
Il
motivo per cui Terni aspira alla fama è che questo fu il luogo di nascita di
San Valentino, considerato il patrono degli innamorati, il cui corpo senza testa giace nella Chiesa di San Valentino, a
breve distanza dall'abitato.
A
8 km verso est si trova la
Cascata delle Marmore
(III secolo a.C.), alta
complessivamente 65 m, che viene alimentata solo in alcune ore di giorni
prefissati.
Caratteristiche
alcune lavorazioni artigianali (ceramiche, ferro battuto, ricamo su tessuto).

A Terni è stata conferita la Medaglia d'Argento al Valor Civile con la seguente
motivazione:
«Centro industriale di particolare
importanza per la produzione bellica, sopportava
con sereno coraggio ben 108 bombardamenti che la
radevano quasi completamente al suolo e che
uccidevano numerosi dei suoi figli migliori.
Teneva, nei confronti del nemico invasore,
sereno e dignitoso contegno, offrendo un
notevole contributo alla lotta per la
liberazione.»
— 13 gennaio 1960
Gemellaggi
Cartagena,
Spagna;
Saint-Ouen,
Francia;
Praga 8,
Repubblica Ceca;
Dunaújváros,
Ungheria.
Patti di amicizia
Kobe,
Giappone;
Wilaya di
Auserd,
Saharawi.
Abitanti
(ternani): 108.000
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San Salvatore |
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San Francesco |
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Il Duomo |
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Anfiteatro romano |
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Palazzo Spada |
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San Valentino |
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Cascata delle Marmore |
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L'itinerario più
comodo per visitare il centro storico di Terni prende il via da Porta
Sant'Angelo, uno dei quattro antichi accessi alla città. Chi arriva dal
raccordo autostradale Orte-Terni , può uscire a Terni Ovest e seguire le
numerose indicazioni per il centro che condurranno rapidamente
all'ingresso del parcheggio sotterraneo "San Francesco" (500 posti auto
a € 1 l'ora).
Uscendo dal
parcheggio, si può facilmente vedere l'antica Porta Sant'Angelo ed un
lungo tratto delle vecchie mura cittadine che proseguono fino al parco
pubblico della "Passeggiata". Superato il ponticello attraverso il quale
si scavalcava un canale che correva intorno alla cinta muraria, si passa
sotto l'arco sovrastato da un bassorilievo che riproduce la figura di
San Michele Arcangelo.
A questo punto si
inizia a percorrere Via Cavour, che corrisponde all'antico cardo della
città romana. Siamo all'interno del Quartiere Duomo, il più antico ed il
meglio conservato della città con edifici di età diverse, ma con
un'impronta prevalentemente sei-settecentesca. Dopo appena cinquanta
metri, sulla sinistra si apre un arco, che immette in Via del Leone.
Sotto l'arco uno dei tanti affreschi devozionali, un tempo molto in uso,
dedicato alla Madonna, reca la scritta "Verso un vil servo, madre i
sguardi volgi". Tornati su Via Cavour si prosegue per altri 50 metri e,
sempre sulla sinistra, si può vedere il settecentesco Palazzo Fabrizi
(l'accesso alla corte interna è su Via Fratini).
Ancora 50 metri in
Via Cavour e si arriva in Largo Mazzancolli che prende il nome
dall'omonimo palazzo, una delle poche testimonianze a Terni del periodo
medievale. Sulla facciata del palazzo, che sarà utilizzato a breve come
sede per l'archivio di Stato, si può notare lo stemma della famiglia
Mazzancolli (con un braccio che tiene una mazza ferrata appoggiata al
collo). Sullo stesso largo la chiesa di Santa Croce. Al suo interno un
interessante dipinto seicentesco "L'Adorazione della vera Croce". Poco
più avanti spiccano ancora i palazzi delle antiche famiglie nobili di
Terni: a destra il Palazzo Possenti ('600) e subito dopo il Palazzo
Mastrozzi ('5-'600). Prima di Palazzo Mastrozzi si può voltare a destra
per Via Tre Colonne.
All'inizio della via
si nota il Palazzo Sciamanna del 1602, con un ampio portale. Proseguendo
lungo Via Tre Colonne si incrocia Via del Teatro Romano che prende il
nome dai resti del teatro di età imperiale che sono ancora visibili alla
base di diverse costruzioni successive. In Via del Teatro Romano spicca
la mole di Palazzo Gazzoli, fatto costruire nel '700 dall'omonima
famiglia che a quel tempo aveva anche il privilegio di battere moneta.
Accanto al palazzo, sulla destra, la cappella di famiglia, davanti,
sullo slargo, l'edificio una volta adibito a scuderia. Nella corte
interna di Palazzo Gazzoli si possono notarei resti di un'antica
cisterna romana. Notevoli il ninfeo ed il portico affrescato. Il piano
terra del palazzo è la nuova sede della Pinacoteca comunale che ospita
la stupenda Pala dei Francescani di Piermatteo d'Amelia, opere
dell'Alunno, di Benozzo Gozzoli, di Gerolamo Troppa e l'intera
collezione dei dipinti di Orneore Metelli, pittore ternano iniziatore
dell'arte naif. Proseguendo in Via del Teatro Romano si giunge dopo
pochi metri in Via XI Febbraio: a questo punto si può voltare a destra
e, dopo 50 metri, si arriva in Piazza Duomo.
La Cattedrale,
dedicata a Santa Maria Assunta, è sorta sopra uno dei primi edifici
cristiani della città, di cui restano tracce nei resti dell'abside,
recentemente venuto alla luce sotto il porticato e nella cripta alla
quale è possibile accedere dall'interno della chiesa. L'aspetto attuale
del Duomo è dovuto ai rifacimenti seicenteschi. All'interno a destra,
sopra l'altare policromo, lo splendido organo realizzato su progetto del
Bernini. Il campanile è invece del '700 e venne realizzato con i mattoni
tolti dalla pavimentazione dell'antica Piazza Maggiore (attuale Piazza
della Repubblica). Sulla facciata, protetta da un portico, spiccano due
portali medievali. A lato di quello principale è raffigurato il profilo
di uno zoccolo, sul quale potevano essere misurate le scarpe delle
ternane, affinché non eccedessero l'altezza prefissata, oltre la quale
venivano considerate indecenti. Piazza Duomo è contornata da importanti
palazzi nobiliari. Il più rilevante è Palazzo Bianchini-Riccardi,
cinquecentesco, proprio di fronte alla cattedrale.
A lato del palazzo
una fontana che simboleggia l'unione del fiume Nera con il Velino
(risale agli anni '30). Proseguendo sul lato opposto di Via XI Febbraio,
superato l'incrocio con l'antica Via dell'Arringo, si entra in Via del
Vescovado che costeggia le rovine dell'Anfiteatro Fausto, il più
importante monumento della città di età romana. L'Anfiteatro, capace di
oltre 10.000 posti fu costruito nel 32 d.C.. E' attualmente in fase di
restauro ed è destinato ad accogliere un teatro per spettacoli
all'aperto.
Giunti in Piazza
Briccialdi si può voltare a destra, accanto al Monumento ai Caduti, si
possono visitare gli ampi giardini della "Passeggiata", dove si può
riposare e prendere un po' di fresco (o di sole) nella più grande oasi
verde della città. Lungo il viale principale della "Passeggiata" la
chiesa del "Carmine" offre uno degli esempi più interessanti dell'età
barocca a Terni. Al suo interno, di recente restaurato, un auditorium.
Tornando a Piazza Briccialdi, dopo una breve deviazione verso l'ingresso
di Corso del Popolo dove si può ammirare il grande obelisco "Lancia di
Luce" di Arnaldo Pomodoro alto 35 metri e realizzato in acciaio nel
1993, il giro nel Quartiere Duomo può proseguire lungo Via Roma,
l'antico decumano della città romana. A metà della via, vivacizzata da
numerosi esercizi commerciali, si erge la torre dei Barbarasa, la meglio
conservata tra le antiche torri medievali della città. Una lapide
ricorda la benedizione che venne lanciata dalla sua cima sulla città per
chiedere la fine dell'epidemia di pestilenza all'inizio del '600.
Proseguendo su Via Roma si trova sulla destra Palazzo Spada, sede del
Comune, realizzato nel '500 su disegno di Antonio da Sangallo il
Giovane. Gli interni sono decorati a fresco. Di particolare effetto la
Sala del Consiglio decorata dal fiammingo Van Mander con scene che
rappresentano la strage degli Ugonotti e la battaglia di Lepanto.
Attraversando la corte interna di Palazzo Spada ci si ritrova in un
ampio slargo nel quale confluisce Corso del Popolo. Sul lato opposto
dello slargo si nota la piccola mole cilindrica della chiesa romanica di
San Salvatore, una delle più antiche di Terni (VIII secolo) che secondo
la tradizione sorse sopra al Tempio del Sole. Tornati su Corso del
Popolo si passa immediatamente in Piazza Europa, recentemente
ristrutturata con una nuova fontana romboidale sul lato attiguo a
Palazzo Spada. Da Piazza Europa si arriva all'adiacente Piazza della
Repubblica, l'antico foro della città romana. Qui sorge il vecchio
palazzo comunale, un edificio che conserva testimonianze di epoche
diversissime, ma che recentemente è stato trasformato nella sede della
bibliomediateca cittadina. Sopra di esso, al posto della vecchia torre
civica distrutta dai bombardamenti del 1943-44, è stata realizzata una
modernissima torre di vetro, che ricorda, specie se vista dalla
retrostante Piazza Solferino, la Cascata delle Marmore. Dalla torre (per
accedervi contattare la reception della Bibliomediateca) si gode un
bellissimo panorama della città e della conca ternana. Proseguendo lungo
la facciata del vecchio palazzo comunale si imbocca Corso Vecchio, che
fino all'apertura di Corso Tacito (1870) era la principale arteria della
città. Dopo 50 metri, in uno slargo sulla destra, la chiesa di San
Pietro del XIII secolo. Al suo interno l'affresco raffigurante la
Madonna, del maestro della Dormitio (seconda metà del '400). Proseguendo
lungo Corso Vecchio, sulla destra la facciata neoclassica del teatro
Comunale "Giuseppe Verdi". Oltre, sempre sulla destra la chiesa romanica
di San Lorenzo. Di fronte, sulla sinistra, superato un arco, il
complesso medievale delle case dei Castelli ed un'antica torre
medievale, la torre Dionisia. Da qui, passando di fronte alla chiesa di
San Tommaso (sede del museo di paleontologia) si arriva di fronte alla
chiesa romanica di San Cristoforo. Davanti alla facciata il masso dal
quale San Francesco (effigiato in una statua di bronzo) predicava ai
ternani. Proseguendo per Via Angeloni si giunge in breve ad incrociare
Corso Tacito: la via più importante del centro cittadino, aperta nel
1870, quando Terni iniziava a cambiare il proprio assetto urbanistico in
funzione dell'aumento della popolazione dovuto alla rapida
industrializzazione. Corso Tacito, di recente ripavimentato, ha assunto
la funzione di salotto cittadino: è la via dello shopping e degli
incontri. Passeggiando per il Corso ci si può dirigere verso Piazza
Tacito, attratti dall'alto pennone che svetta sulla grande fontana
circolare realizzata negli anni '30. La piazza è il cuore della Terni
moderna, fortemente legata alle sue industrie. La fontana, decorata con
grandi mosaici di Corrado Cagli simboleggianti i segni zodiacali,
simboleggia la forza delle acque che producono l'energia elettrica,
motore dell'industria siderurgica: dalla cascata d'acqua alla base si
leva il pennone ed in cima è raffigurata la scintilla dell'elettricità.
Sul fronte della piazza opposto a Corso Tacito, l'edificio del Palazzo
del Governo realizzato nel 1934 su progetto dell'architetto Cesare
Bazzani. Ripercorrendo Corso Tacito nel senso opposto, circa alla metà
della via si incrocia Largo Villa Glori, uno spazio creato dai
bombardamenti del '43-'44 e volutamente lasciato vuoto dagli urbanisti
Mario Ridolfi e Wolfang Frankl che ridisegnarono la città dopo le
distruzioni belliche, in memoria della guerra e delle vittime delle
incursioni aeree. Sullo sfondo di Largo Villa Glori si intravede
l'elegante mole del campanile della chiesa di San Francesco, rapidamente
raggiungibile attraverso Via Primo Maggio e Via Lanzi. La chiesa, una
delle più importanti della città, venne costruita a partire dal 1265 su
disegno di Filippo da Campello. Alla navata centrale, dalle linee
essenziali che richiamano quelle della basilica di San Francesco ad
Assisi, vennero aggiunte successivamente le due navate laterali, nel XV
secolo. L'interno conserva un notevole ciclo di affreschi nella Cappella
Paradisi, raffigurante il giudizio universale, di Bartolomeo di Tommaso
(tarda scuola giottesca). Il campanile del '400 è decorato con delle
ceramiche policrome verdi e blu, con bifore e quadrifore contrapposte su
ogni lato. Da Piazza San Francesco si può passare a Via del Leone ed in
piazza dell'Olmo dove si trova la chiesetta di San Marco spesso
utilizzata per mostre ed incontri artistici. A fianco della chiesa per
l'antico Vicolo San Marco si giunge in breve in Via Fratini, un'altra
strada caratteristica del centro storico, un tempo chiamata Via delle
Carrozze, ora animata soprattutto nelle ore notturne per la presenza di
numerosi bar e pub.
Da Via Fratini si
raggiunge Via Cavour, già percorsa all'inizio del nostro itinerario.
All'incrocio si può fare una breve deviazione in Via Fabrizi fino a
giungere davanti alla chiesa romanica di Sant'Alò, edificio che risale
all'XI secolo con una struttura a tre navate. Sulla facciata si notano
quattro leoni ed altri frammenti di origine romana. Secondo la
tradizione in questo luogo sorgeva il tempio di Cibele. Da Sant'Alò si
torna in Via Cavour e, svoltando a sinistra, il nostro giro termina dove
era iniziato, presso l'arco di Porta Sant'Angelo.