Panorama turistico regionale italiano

 Umbria

Todi

Panorama

Cittadina dell'Umbria in provincia di Perugia, situata su un'altura la cui sommità supera di poco i 400 metri e che domina la valle del Tevere.

Il territorio comunale, uno dei più vasti della regione Umbria, è per lo più collinare è composto da una miriade di piccoli insediamenti. I centri principali, oltre alla città di Todi, sono Pantalla e la zona di Ponterio-Pian di Porto, che comprende anche l'area industriale della città.

Di probabile origine umbra (allora il nome era Tuder), al confine con gli etruschi di cui fu fiorente centro tra i secoli V e IV a.C., passò ai romani, sotto i quali fu municipium e colonia. Libero comune nel Medioevo, spesso in contrasto con il potere temporale della Chiesa, divenne nel Duecento una città ricca e potente che sottomise anche centri vicini.

Risale a quest’epoca la terza cerchia muraria, che racchiude le precedenti mura etrusche e romane.

La terza cerchia di mura, come attesta la cronistoria locale, è stata ultimata nel 1244; è arrivata ai giorni nostri pressocché intatta grazie a svariati interventi di restauro e per esigenze difensive. La terza cerchia di mura è lunga circa 4 km ed è provvista di porte munite di contrafforti e bastioni. Le porte prendono il nome dalle città di destinazione: Porta Perugina; Porta Romana; Porta Amerina; Porta Fratta; Porta Santa Margherita o della Consolazione, presso il relativo Tempio, demolita; Porta Orvietana, franata, ne rimangono tuttavia degli avanzi; Porta Cupa, franata; Porta Libera; Porta Aurea; Porta Catena o di Sant'Antonio, chiamata così per le catene di protezione a sbarramento dell'accesso.

Un'altra serie di mura si può ammirare nei pressi della Valle Inferiore (detta anche delle Lucrezie), localmente chiamata muro etrusco (impropriamente, perché realmente costruito in epoca romana - quest'opera è una delle più imponenti opere romane di Todi). Presentano due cunicoli (inferiore e superiore), costruiti per scopi idraulici ed ancora funzionanti.

Sempre a questo periodo risale la triangolare piazza del Popolo, dove s'affacciano i più significativi edifici pubblici: il Palazzo dei Priori (costruito fra il 1334 e il 1337), il Palazzo del Popolo (1214-1228) e il Palazzo del Capitano del Popolo (1290). L'interno di quest'ultimo accoglie la Pinacoteca, il Museo etrusco-romano e la Biblioteca civica. Il Duomo, iniziato nel XII secolo e in seguito rinnovato, chiude da un lato la piazza con una facciata rettangolare anticipata da un'alta gradinata. Del periodo romano sono notevoli alcuni resti, come gli imponenti ruderi di una costruzione (i "Nicchioni" del I secolo a.C.) in piazza del Mercato vecchio. La chiesa di San Fortunato, iniziata nel 1292, è caratterizzata da un ricco portale tardogotico che spicca nella facciata quattrocentesca. Gli interni conservano affreschi tre-quattrocenteschi, tra cui una pregevole Madonna e angeli (del 1432) di Masolino da Panicale; nella cripta è il sepolcro del poeta Jacopone da Todi.

All'esterno della cinta muraria, la chiesa di Santa Maria della Consolazione, una delle opere più alte del Rinascimento in Umbria, fu iniziata nel 1508 su progetto attribuito a Bramante e conclusa nel 1617 con il contributo di insigni architetti dell'epoca (tra cui Baldassarre Peruzzi, Giacomo da Vignola e Michele Sanmicheli).

La città si può considerare divisa in due zone distinte: la parte interna alle mura medievali, suddivisa in rioni, e la parte nuova, posta esternamente alle mura, suddivisa in quartieri.

I quartieri della città sono quelli di Santo Stefano, Sant'Arcangelo, Crocefisso, Cappuccini, Quartiere Europa, Broglino e Torre Squadrata.

Internamente alle mura, invece, si possono trovare i rioni di Santa Prassede, Santa Maria, Valle Bassa, San Fortunato, Porta Fratta e Porta Romana.

Garibaldi, riparandosi a Todi dopo la disfatta della Repubblica Romana, infiammò di nuovo il patriottismo todino e molti abitanti di Todi lo seguirono, vestendo le caratteristiche camicie rosse fino alla III guerra d'indipendenza, durante la quale molti furono arrestati e morirono in battaglia. A Todi passò anche Anita Garibaldi, incinta e già in preda alle doglie: di lì a poco morì nei pressi delle Valli di Comacchio.

Abitanti (tuderti): 17.000

Santa Maria della Consolazione

San Fortunato

Parco della Rocca

Teatro Comunale

 

Palazzo del Capitano e

Palazzo del Popolo

Palazzo dei Priori

Il Duomo

Monumento a Garibaldi

 

Nicchioni romani

Tempio del Crocifisso

Convento di Montesanto

L'ascensore che porta al centro storico

 

Per ammirare meglio le bellezze della città, si consiglia di iniziare il cammino dal meraviglioso Tempio di Santa Maria della Consolazione[1], sito alle porte di Todi. Salendo l'alberato Viale della Consolazione, dopo i Giardini Pubblici, sulla destra si incontra il Tempio di San Fortunato[2]. Dietro al Tempio si trova un sentiero che porta all'interno del Parco della Rocca[3]. Tornando ai piedi della scalinata di San Fortunato e proseguendo per Via Mazzini si nota, sulla destra, il Teatro Comunale[4]. Proseguendo lungo la via, si arriva nella splendida Piazza del Popolo dove si ammirano: Palazzo del Popolo[5], Palazzo del Capitano[5], Palazzo dei Priori[6], il Duomo[7]. Sotto la Piazza del Popolo è inoltre possibile ammirare le Cisterne Romane[8]: oltre 5 chilometri di cunicoli e gallerie, più di 30 cisterne, preromane, romane e medievali, 500 pozzi di varie epoche formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città. Accanto alla Piazza del Popolo ve ne è un'altra che prende il nome dalla statua dell'illustre personaggio che vi troneggia: Piazza Garibaldi[9]. Da qui, scendendo per Corso Cavour, troviamo sulla destra la Fontana Cesia. Proseguendo si arriva alla Porta Marzia. Dopo pochi metri, svoltando a sinistra, si possono ammirare i Nicchioni Romani. Procedendo lungo questa via si arriva alla Chiesa di S. Carlo. Poco oltre si trova la Fontana di Scarnabecco e più avanti si può ammirare la Chiesa di Santa Prassede. Tornando indietro per riprendere Corso Cavour, si scende ancora e si svolta a destra per arrivare alla Chiesa di Santa Maria in Cammuccia. Alla fine della discesa troviamo Porta Amerina; da qui, percorrendo Via della Circonvallazione verso sinistra, si giunge a Porta Romana. Fuori dalle mura, a 300 metri da Porta Romana, si vede il Tempio del Crocifisso[10]. Da Porta Romana, continuando a percorrere la Circonvallazione, si trova Porta Perugina e, ancora oltre, i resti di Porta Orvietana. Da qui un lungo viale alberato conduce al Convento di Montesanto[11].

Avendo già una precedente esperienza, arrivati a Todi, ho preferito lasciare l'auto nel capiente parcheggio che si trova fuori delle mura nei pressi dei resti della Porta Orvietana e salire al centro storico utilizzando l'ascensore, cosi chiamato, anche se mi è sembrata più una piccola funicolare che un ascensore tradizionale. All'interno di Todi ci sono due o tre piccole zone adibite a parcheggio, ma il numero dei posti auto è molto limitato, la sosta è consentita per una o due ore al massimo, il pagamento avviene con il fastidioso "gratta e sosta". Per evitare questi fastidi ho preferito il parcheggio esterno, senza limite di sosta e con un costo ragionevole (0.80 centesimi la prima ora e 0.55 le ore successive), senza contare che durante la salita con l'ascensore panoramico, si ha una spettacolare veduta sulle colline circostanti.

Con l'ascensore si arriva nei Giardini Oberdan, presso Viale della Consolazione (se non ricordo male il nome della via) e ci incamminiamo verso il cuore di Todi, la splendida Piazza del Popolo, nella parte più alta di Todi, sulla quale si affacciano i più importanti edifici storici della città. La piazza è distante circa seicento metri dal punto di arrivo dell'ascensore e quindi la passeggiata per le vie di Todi è abbastanza lunga, con tratti in salita, anche se la camminata è resa meno spiacevole dall'ambiente urbano che si attraversa e che come già detto è veramente d'atmosfera.

 

Santuario

Nel territorio è da segnalare La Frazione di Collevalenza (o Colvalenza) a circa sei chilometri a Sud di Todi, lungo la strada nazionale Tiberina 3 bis, a circa 100 km a nord di Roma e a 50 km circa a sud di Perugia.

Il centro, provvisto ancora di mura medievali, deve la sua fama al Santuario dell'Amore Misericordioso di Madre Speranza.

Presso il santuario vi è una Casa del pellegrino e una per il clero infermo.

Nel loro insieme gli edifici religiosi del santuario sono una delle più significative espressioni di architettura sacra della seconda metà del XX secolo; si tratta di un imponente complesso dotato di moderne strutture recettive inserite in una serie di costruzioni disposte sui versanti di una collina. Il nucleo centrale è costituito dalla grande chiesa, consacrata nel 1965, opera dell'architetto spagnolo Julio Lafuente, e dalla cappella dell'Amore Misericordioso voluta da madre Speranza nel 1955. Questa, che costituisce il punto di partenza di tutto il complesso, venne eletta a santuario nel 1959 dal vescovo di Todi, Alfonso Maria De Sanctis.

 

 

 

Mappa ingrandita, alberghi, ristoranti, località turistiche,

autovelox, parcheggi, informazioni sul traffico, itinerari

 

N.d.A.:

[1] Il Tempio di Santa Maria della Consolazione si trova ai piedi di Todi. La sua origine si fa risalire al Bramante che probabilmente intervenne nella progettazione di questa imponente chiesa i cui lavori iniziarono nel 1508 e si protrassero fino al 1607 anche se, la sua costruzione, si fa risalire ad un evento miracoloso in quanto si narra che l'immagine della Madonna col Bambino ( che si può tuttora ammirare all'interno del Tempio) fece guarire l'occhio di un operaio e grazie a quell'episodio si decise di dedicare la chiesa in costruzione alla Madonna. In stile rinascimentale, la facciata deve la sua bellezza e maestosità alle cinque grandi cupole, la chiesa è alta 70 metri. L'interno, ampio ed armonioso, presenta una pianta a croce greca illuminata da 56 finestre disposte in cerchio. Da notare la statua in legno di Papa Martino di Todi, le statue dei 12 apostoli e  l'altare barocco.

[2] La costruzione del Tempio di S.Fortunato (vescovo di Todi) inizia intorno al 1292  sui resti di un'antica chiesa del 1198. Il tempio è in perfetto stile gotico caratterizzato da tre navate tutte di uguale altezza; dalle due navate laterali si aprono tredici cappelle alcune delle quali contenenti resti di meravigliosi affreschi. Al centro della chiesa troviamo la statua di S. Fortunato. Dietro alla statua c'è un coro in noce con stupendi intarsi che ricopre tutta l'abside centrale. Scendendo nella cripta si trova la tomba di marmo di S.Fortunato e la lapide di Jacopone. Dalla sagrestia si sale sull'alto campanile dal quale si ammira il panorama della città fra il verde delle colline.

[3] La Rocca o Colle di Todi, a 411 metri di altezza, è la parte più alta della città e fu fatta costruire da Papa Gregorio XI nel 1373. Dell'antica roccaforte rimane solo il cosiddetto"Mastio", una grande torre di forma circolare e pochi altri resti. Ora la Rocca costituisce il polmone verde di Todi: si può passeggiare tra la ricca vegetazione e i bambini possono dare sfogo alla loro vivacità tra giochi e passatempi ideati appositamente per le loro esigenze.

[4] Il Teatro è una stupenda costruzione progettata dall'architetto aretino Carlo Gatteschi e ultimata nel 1872, ma inaugurata nel 1876 con l'opera di Giuseppe Verdi: "Un ballo in maschera". L'interno è stupendo, ogni particolare conferisce alla struttura splendore e signorilità. Il grande sipario è stato dipinto da Annibale Brugnoli e raffigura la visita a Todi di Ludovico Ariosto avvenuta nel 1531.

[5] Piazza del Popolo è considerata una delle più belle d'Italia ed è circondata da magnifici edifici quali: Palazzo del Capitano del 1293 e Palazzo del Popolo del 1214. Palazzo del Capitano presenta una facciata in stile gotico con finestre a trifora e a quadrifora arricchite da colonnine, al suo interno troviamo la ricca Pinacoteca Comunale con vari dipinti, ceramiche, ori, reperti archeologici ed il Museo Etrusco-Romano con la copia del Marte di Todi. Palazzo del Popolo è aperto da un porticato ad archi ribassati ed è concluso in alto da una bella merlatura.

[6] Il lato della piazza opposto a quello del Duomo è occupato da Palazzo dei Priori caratterizzato da una bella torre trecentesca; è stato costruito nel 1334 ed ha ospitato Priori, Podestà e Governatori di Todi. Attualmente è sede della Pretura e di uffici comunali. Sulla facciata si nota l'aquila di bronzo, antico stemma di Todi realizzata nel 1339 da Giovanni Gigliaccio.

[7] Il Duomo (Cattedrale) risale all'XI secolo, è dedicato a Santa Maria Annunziata e molto probabilmente fu edificato su un antico tempio pagano. La facciata è del XVI secolo ed in stile lombardo, presenta tre portali corrispondenti alle navate interne. Sopra il portale centrale spicca un magnifico rosone.L'interno è a croce latina; il soffitto a capriate è composto da travi in legno. Le 10 colonne sono sormontate da capitelli con foglie d'acanto. Sotto il rosone si vede il grandioso "Giudizio Universale" di Ferraù da Faenza ispirato all'opera di Michelangelo. Molto bella anche la Fonte Battesimale e i vari dipinti su vetro.

[8] Oltre 5 chilometri di cunicoli e gallerie, più di 30 cisterne, preromane, romane e medievali., 500 pozzi di varie epoche formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città. Un articolato sistema di architetture ipogee che percorrono il colle nel suo interno, creato nei secoli sfruttando in modo sapiente le caratteristiche geomorfologiche del terreno: le acque sorgive e le infiltrazioni delle piogge, incanalandosi nei cunicoli, hanno limitato l'erosione degli strati geologici dalla natura altamente instabile, e raccogliendosi nei pozzi e nelle cisterne hanno garantito le esigenze di approvvigionamento idrico. Questa vera e propria "città invisibile" è stata riscoperta grazie alla paziente attività di indagine del Gruppo Speleologico Tuderte che, in lunghi anni di impegno, utilizzando i classici strumenti della speleologia, ha finito con l'inventare un metodo esemplare di "speleologia urbana" in cui, alle battute esplorative sotterranee, si alternano ricerche di Archivio su documenti storici e cartografici. I risultati ottenuti sono davvero notevoli e di grande significato per la comprensione della vita architettonica, urbanistica e civile di Todi. L'Amministrazione Comunale, consapevole dell'altissimo valore storico, archeologico e topografico di questo patrimonio, si sta impegnando nella sua tutela e nella sua salvaguardia. Oltre agli interventi di risanamento del colle, effettuati col finanziamento di alcune leggi speciali, che hanno interessato anche il consolidamento di numerose strutture archeologiche, è stato di recente realizzato con il fondamentale contributo della Sovrintendenza Archeologica dell'Umbria, un importante lavoro di recupero che dà oggi la possibilità di visitare alcuni ambienti pertinenti alla grande cisterna presente sotto il lato ovest di Piazza del Popolo. Tali vani sono stati rintracciati casualmente in occasione dei lavori di restauro della soprastante tabaccheria Pazzaglia-Valentini, in concomitanza con le opere di consolidamento del colle. La costruzione è costituita da 12 vani a pianta rettangolare realizzati in opus caementicium senza rivestimento, tranne in un vano, e coperti da volte a botte, ciascuno dei quali misura ca. mt. 7,70x3,35x8,20. Gli ambienti, sulle cui pareti sono ancora visibili le tracce delle cassaforme lignee in cui veniva gettato il composto di malta e scaglie di pietra, comunicano fra di loro attraverso passaggi ad arco e presentano una o più aperture sulla volta dalle quali si poteva attingere l'acqua. Con le sue notevoli dimensioni la monumentale cisterna si sviluppa sotto il tratto iniziale di Via del Monte per poi proseguire sotto Via della Valle Inferiore e Via Mazzini, ed è perfettamente parallela al complesso  presente sotto il lato est della medesima piazza, che si prolunga sotto il palazzo dei Priori e di cui si conosceva l'esistenza già nel medioevo.
Queste ultime cisterne, infatti, furono rinvenute nel 1262, come ricorda la "Cronaca della egregia città de Tode" scritta da Gianfabrizio Atti nel XVI secolo. Sono suddivise in 12 ambienti, solo 9 dei quali praticabili; le dimensioni medie dell'intera struttura sono di mt. 8 di altezza, mt. 8 di larghezza e mt. 30 di lunghezza, per una capacità di trentamila metri cubi di acqua destinata agli usi pubblici della città.
Il manufatto poggia su una base in opera cementizia resa impermeabile con un composto di materiali fittili e malta grassa. Sulla base si innestano le mura perimetrali e quelle divisorie fra i vani, anch'esse realizzate in opera cementizia. Il pavimento è in opus signinum e la copertura a volta è sempre realizzata in calcestruzzo. Al centro delle volte si aprono in ogni ambiente i pozzetti di aerazione e di attingimento.
La costruzione fu iniziata in epoca tardo repubblicana e proseguita con ampliamenti per circa un secolo, come indicherebbero i rivestimenti in blocchetti di calcarenite con ricorsi orizzontali in laterizio presenti nelle pareti di alcuni vani. Entrambe dovevano essere alimentate dalle acque sorgenti dalla sommità del colle, provenienti dalla zona della Rocca. Il recente rinvenimento del secondo gruppo di cisterne rappresenta un importante contributo alla conoscenza dell'area forense della città romana; è infatti ipotizzabile che le due costruzioni facessero parte di un unico progetto di sistemazione urbanistica legata all'impianto del foro, edificato su queste monumentali costruzioni che univano la funzionalità architettonica all'esigenza dell'approvvigionamento idrico cittadino.
La datazione dell'intero sistema è riferibile al I sec. a.C., quando la città di Todi divenne dapprima municipium, quindi Splendidissima Colonia.

[9] Questa piazza prende il nome dalla statua di Giuseppe Garibaldi; sul lato destro troviamo un palazzo fatto costruire da Viviano Atti nel 1552; gli stemmi che vi si possono osservare sono della famiglia degli Oddi. Dietro alla statua si può scorgere il maestoso cipresso che un cittadino di Todi piantò nel 1849 proprio in onore del passaggio di Giuseppe Garibaldi.

[10] Fuori dal centro cittadino, a 300 metri da Porta Romana, si incontra il  Tempio del Crocifisso originale esempio di architettura sacra tardo Cinquecentesca. La chiesa fu edificata per volere del popolo spinto dalla devozione per un'antica edicola denominata Maestà delle Forche.  Dopo la costruzione di un modesto edificio intervenne il vescovo Angelo Cesi che fece edificare l'imponente Tempio, così come è ora, in onore al SS. Crocifisso. Ai lavori, iniziati nel 1593, parteciparono l'architetto Valentino Martelli e Ippolito Scalza. L'impianto è a croce greca, da notare all'interno il suggestivo affresco raffigurante la "Crocifissione" posto dietro l'altare maggiore.

[11] Il Convento di Montesanto sorge su un colle ad ovest di Todi e fu costruito come fortezza contro gli assalti dei cittadini di Orvieto. Dal 1325 fu occupato dalle suore Clarisse che dopo la peste del 1348 lasciarono il posto ai francescani dell'Osservanza. Nel piazzale si trova un maestoso tiglio che si dice sia stato piantato nel 1426 in occasione della venuta di San Bernardino. Al suo interno si trova una chiesa del XV secolo contenente varie statue di legno e dipinti. Di notevole interesse il chiostro, il salone trecentesco adibito a centro congressuale e la biblioteca contenente vari manoscritti.

 

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