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Panorama turistico regionale italiano |
Veneto
Siti raccomandati da Miscellanea
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| Regione | prov. Belluno | prov. Padova | prov. Rovigo | prov. Treviso |
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| prov. Venezia | prov. Verona | prov. Vicenza |
| Palazzo Ducale, Venezia |
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egione
amministrativa dell'Italia settentrionale. Si affaccia a sud-est sul mar
Adriatico e confina a ovest con la
Lombardia e il
Trentino-Alto Adige, a nord per un breve tratto con l'Austria, a nord-est con il
Friuli-Venezia Giulia, a sud con l'Emilia-Romagna. È suddivisa
nelle province di
Belluno,
Padova,
Rovigo,
Treviso,
Venezia,
Verona,
Vicenza. Il capoluogo
regionale è Venezia.
La
regione deriva il suo nome dal popolo dei
veneti, che vi giunsero già in epoca
preistorica, cacciandone i preesistenti abitanti, gli euganei; per tale motivo
il nome tradizionale è quello di Venezia Euganea, per distinguerla dalla
Venezia Giulia e dalla Venezia Tridentina, l'attuale Trentino.
I confini sono segnati solo in parte da elementi fisici. A sud il limite è segnato in larga misura dal fiume Po, a ovest dalla sponda orientale del lago di Garda (condiviso con Trentino-Alto Adige e Lombardia), a nord dalle Dolomiti e dalle Alpi Carniche, a est dalle Prealpi carniche e dai fiumi Livenza e Tagliamento.
Un
ruolo molto importante assumono l'orticoltura e la coltivazione degli alberi da
frutto, principalmente nella provincia di Verona. La viticoltura è largamente
diffusa in tutta la zona collinare e fornisce vini di rinomanza internazionale
(Bardolino, Soave e Valpolicella); per la produzione di vino il Veneto si
colloca al terzo posto, dopo
Sicilia e
Puglia.
Si
ricordano il Cadore per gli occhiali, Vicenza per l'oreficeria, Conegliano
Veneto per gli elettrodomestici, Montebelluna per le calzature sportive,
Murano
per la lavorazione del vetro,
Bassano del Grappa per i mobilifici, Valdagno per gli stabilimenti tessili.
Quanto al turismo, il Veneto supera qualsiasi altra regione. Venezia è visitata ogni anno da circa 10 milioni di turisti, cifra che è di per sé notevolmente rilevante, ma che diventa un primato eccezionale se si considera che la popolazione del centro storico è di soli 70.000 abitanti. Oltre che dal capoluogo regionale, nel Veneto il turismo trae forza dalla più celebre località delle Alpi italiane, Cortina d'Ampezzo, dalle frequentate stazioni balneari della costa (Jesolo, Chioggia, Lido di Venezia), dai centri di villeggiatura del lago di Garda, ottimamente attrezzati, da celebri città (Verona, Vicenza, Padova, Treviso) e da centri termali famosi (Abano Terme, in provincia di Padova).
Cucina regionale (vedi)

a
morfologia del territorio, racchiuso tra mar Adriatico, Pianura Padana e Alpi,
è piuttosto complessa. Nel Veneto si possono comunque riconoscere quattro
grandi subregioni, ciascuna con un ambiente, un paesaggio, un'economia e
condizioni di popolamento propri. La parte settentrionale, interamente compresa
nella provincia di Belluno, la più estesa della regione, corrisponde al Veneto
montano, con molte e importanti località di villeggiatura e di turismo
sportivo; il Veneto mediano, compreso tra le Prealpi e la pianura, si estende
nelle province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona, con una fitta rete di città
e cittadine di antica ricchezza, illustri per storia e cultura; il Veneto
meridionale, che corrisponde alla pianura compresa tra l'Adige e il Po; il
Veneto orientale e marittimo, con le sue coste lagunari e le basse pianure
spesso minacciate dalle alluvioni del Po. Un posto a parte occupa, anche
geograficamente, la laguna di Venezia, al centro della quale si trova la città
di Venezia, interamente edificata su isole e terre affioranti dall'acqua.
La
zona montuosa del Veneto, alpina e prealpina, non è molto estesa ma è assai
varia, con valli popolose, altipiani, massicci rocciosi, al di sopra di dorsali
fitte di boschi. La fascia alpina è formata dalla sezione occidentale delle
Alpi Carniche e da una sezione delle Dolomiti, con le loro creste seghettate e
gli isolati torrioni. Qui si innalzano alcune montagne tra le più famose e
belle delle Alpi, come la
Marmolada, le Tofane, il
monte Civetta, tutte superiori ai 3200 m. A ridosso delle Alpi venete si allunga
la più vasta fascia delle Prealpi che dalla sponda orientale del lago
di Garda giungono sino alla riva destra del Piave. Includono altipiani
verdeggianti, come quello di Asiago e dei Lessini, massicci rocciosi, come
quello del Grappa, la dorsale del monte Baldo, sovrastante il lago di Garda. La
zona collinare è limitata: una serie di modesti rilievi dai profili dolcissimi
segna il graduale passaggio alla pianura padano-veneta, da cui emergono i colli
Euganei (in provincia di Padova) e i colli Berici (in provincia di Vicenza).
| Regione deltizia del Po |
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Il
rimanente territorio veneto è formato da pianure: nessun'altra regione italiana
ha una così estesa superficie pianeggiante. Le lagune orlano quasi tutta la
fascia marittima della regione, caratterizzata, su un arco di quasi 200 km, da
coste basse e sabbiose. Di particolare importanza è la laguna di Venezia. Altro
elemento di spicco del sistema costiero veneto è il delta del Po, un complesso
apparato di canali e di terre alluvionali che si protende nel mare.
Una
rete fittissima di fiumi e canali attraversa tutta la pianura veneta. Il Po
interessa la regione solo nel suo tratto inferiore; i maggiori fiumi del Veneto
sono indipendenti dal corso del Po, sfociando direttamente nell'Adriatico. Il più
importante è l'Adige, secondo fiume d'Italia per lunghezza; tra gli altri si
segnalano il Brenta, il Piave, il Bacchiglione, il Sile e il Livenza. Oltre al lago
di Garda, diviso con la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, il Veneto vanta
numerosi laghetti alpini molto suggestivi, come quelli di
Misurina
e di Alleghe, oltre a numerosi laghi artificiali.
Clima
e ambiente
l
Veneto ha in generale un clima temperato, nel quale sono presenti sia i
caratteri continentali sia quelli marittimi, mediterranei; tuttavia, le sue
manifestazioni climatiche variano passando dalla pianura alle zone montuose. Gli
inverni sono quasi ovunque freschi o addirittura rigidi. Nell'interno il clima
è rigido e non solo alle alte quote. Le estati sono fresche sui rilievi mentre
sono molto calde nella Pianura Padana.
Non
meno variabili sono i regimi e la quantità delle precipitazioni.
Fondamentalmente si hanno due massimi, uno primaverile e uno autunnale, che,
risalendo verso le Alpi, tendono a saldarsi in un unico periodo più piovoso,
quello estivo.
Quanto alla tutela ambientale, la regione ha varato alcune leggi relative all'istituzione di parchi e riserve naturali, tra cui il parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, il parco interregionale (insieme all'Emilia-Romagna) del Delta del Po, i parchi regionali dei Colli Euganei e della laguna di Caorle.
Flora
e fauna
boschi sono complessivamente poco estesi: da tempo le vaste foreste che
ricoprivano la pianura sono state distrutte. Là dove sono rimasti, come nelle
Prealpi, prevalgono boschi di castagni alle basse quote e di faggi sopra i 900
m. Nelle zone alpine più elevate, soprattutto nel Cadore – l'alto bacino del
Piave tra le Dolomiti e le Alpi Carniche – si trovano fitte foreste di abeti e
larici. Nel cosiddetto "distretto euganeo", ovvero l'area costituita
dai monti Berici e dai Colli Euganei, crescono le specie sempreverdi,
tipicamente mediterranee. Aspetti originali assume infine la vegetazione delle
lagune, con specie resistenti all'acqua e al sale.
Alla
distruzione del bosco (oggi la superficie boscata del Veneto è circa la metà
di quella della Lombardia e poco più di un terzo di quella del Piemonte) si è
accompagnata la quasi totale scomparsa della fauna selvatica. Sulle montagne si
trovano ancora camosci e non rari sono i caprioli, le volpi, i tassi; tra gli
uccelli sono presenti i galli cedroni. Le lagune sono popolate da specie di
uccelli acquatici.
Storia
n
epoca preistorica, al popolamento delle etnie
celtiche,
liguri e retiche, nella
parte pianeggiante dell'attuale regione, si sostituì quello dei veneti, genti
di origine
illirica che emigrarono in Italia in epoca imprecisata, compresa tra
l'età del Bronzo e l'età del Ferro.
Come
accadde ad altre aree della penisola, fu la conquista
romana, e in particolare la riforma amministrativa di
Augusto, a imprimere un'identità regionale entro
la quale si modellarono alcuni tratti peculiari. Il Veneto, insieme con
l'Istria, fece parte della Regio X[1] dell'ordinamento augusteo. La
colonizzazione romana della pianura non fu né l'unico né il principale
elemento che incise sugli assetti economici della regione. Essa trasse beneficio
anche dalla presenza della città di
Aquileia,
fondata nel 181 a.C., che fu per molto tempo un avamposto militare sulla linea
di confine, e quindi, con lo spostamento a est della frontiera, divenne un
centro commerciale di prim'ordine grazie al ruolo di mediazione svolto tra
l'Italia e l'area danubiana.
Alla
penetrazione romana nell'area alpina, contrastata dall'ostilità delle genti
retiche che vi dimoravano, diede impulso la vittoria di Druso sui reti del 15
a.C. Si può affermare che a quella data tutto il Veneto, fino all'Istria, aveva
assunto una forma politica unitaria, che ne faceva una terra di colonizzazione,
ma al tempo stesso era una zona di confine e uno snodo degli assi stradali che
convergevano nella regione, come la via Anicia, che si innestava sulla Flaminia
presso Ravenna, la Claudia Augusta, diretta verso il Norico, e la Postumia,
importante strada che da Verona raggiunse inizialmente Tergeste (Trieste)
e poi fu fatta proseguire verso le province illiriche.
Dopo
l'editto con cui
Costantino nel 313 d.C. concesse la libertà di culto, Aquileia
cominciò a esercitare un'influenza decisiva perché, sfruttando la sua
posizione di centro cosmopolita collegato con il mondo danubiano, divenne il
punto di irradiazione del cristianesimo, che nella città veneta aveva
organizzato la sede di un episcopato divenuto via via più esteso e influente.
La
distruzione di Aquileia, operata da
Attila nel 452, costrinse alla fuga numerosi
gruppi di profughi, i cui percorsi tracciarono una nuova geografia
dell'insediamento della civiltà romana e del
cristianesimo: si suppone, ad
esempio, che la nascita di Venezia derivi dall'immigrazione nella laguna di
popolazioni fuggite dalle vicine province della terraferma (anche se studi
recenti sostengono che questa zona fosse già popolata in precedenza). Proprio
dalla crescita economica e politica dell'insediamento lagunare il Veneto
ricevette le impronte lasciate dalla lunga storia che va dalla rinascita dell'
impero romano d'Occidente all'età napoleonica, e che è profondamente
connessa con le vicende della
Repubblica di Venezia.
In
particolare, sono due la date-chiave della storia del Veneto: l'810, quando
Carlo Magno riconobbe l'autorità del doge di Venezia, e il 1797, anno del
trattato di Campoformio, con il quale
Napoleone cancellò dalla storia la
Repubblica di Venezia cedendola all'
Austria.
Il
Veneto divenne uno stato repubblicano solo alla fine del XV secolo, periodo in
cui Venezia spostò il nucleo dei suoi interessi verso l'entroterra. La regione
conobbe, e in alcuni periodi patì, i vincoli di un regime repubblicano e
aristocratico che rifletteva la netta e impermeabile chiusura della classe
dirigente di Venezia, e la sua identificazione pressoché totale con lo Stato. Né
ceti nuovi, né gruppi di spicco provenienti dalle province venete riuscirono a
inserirsi nell'edificio istituzionale congegnato a misura dei patrizi di
Venezia. Le aristocrazie venete si chiusero in una dimensione provinciale,
vissuta anche in termini di competizione con la capitale, soprattutto laddove la
ricchezza economica, legata sia ai commerci sia al capitalismo agrario che si
stava formando nelle terre di pianura, si accompagnava a tradizioni culturali di
rilievo, come nelle città di Verona e di Padova. Quest'ultima fu sede di una
delle più prestigiose università europee.
L'unità
territoriale che Venezia garantì al Veneto per molti secoli fu cancellata
dall'ordinamento attuato nell'età napoleonica (Repubblica Cisalpina e
Regno d'Italia), ma riemerse nuovamente con il congresso di Vienna, allorché la
regione fu associata alla Lombardia nel Regno Lombardo-Veneto.
Negli
anni della Restaurazione alcuni nuclei di patrioti si organizzarono
clandestinamente in diverse città del Veneto e vennero allo scoperto durante il
periodo rivoluzionario del 1848-49, segnato dagli episodi che sono stati
cruciali per la storia del
Risorgimento italiano, quali la proclamazione della
Repubblica di San Marco da parte dei
mazziniani e strenuamente difesa da
Manin e
Garibaldi fino alla capitolazione, e l'insurrezione di Brescia del 1849.
Dopo la terza guerra d'indipendenza (1866) il Veneto si inserì nello stato italiano.
N.d.A.:
[1] La Regio era uno degli 11 territori in cui fu divisa la penisola italiana da Augusto all'incirca nel 7 d.C.